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Visualizzazione dei post con l'etichetta marco serra tarantola editore

Prefazione a "La tessitrice di parole"

"Sono profondamente onorata, come essere umano prima ancora che in qualità di poetessa e pittrice, di essere stata chiamata, direttamente dall’autrice, a presentare una silloge di liriche così preziosamente belle che è stata per me una vera gioia leggerle e rileggerle. Occasioni come questa, che ci vedono qui riuniti, sono parimenti preziose, perché ci consentono di venire a diretto contatto con quanto ancora al giorno d’oggi, in questo mondo a dir poco travagliato, possiamo trarre dalle dimensioni interiori che ci rendono autenticamente Umani, perciò è mia cura porgere infiniti ringraziamenti alla Signora Rettrice. Nel suo insieme, l’opera (sulla quale sarebbe possibile scrivere un saggio, data la ricchezza che propone), è un meraviglioso caleidoscopio di immagini, suoni, colori, ritmi, linguaggi, che, nella sua straordinaria varietà, mantiene una unità mirabile. L’eclettismo linguistico dell’autrice, aprendosi a ventaglio in una vasta gamma di scelte espressive, ci...

La scrittrice della porta accanto

" 'La troviamo sul giornale e a malapena sappiamo che è di Manerbio!' Così una signora ha commentato la comparsa su Il Ponte , mensile parrocchiale manerbiese, della recensione dell’opera prima di Erica Gazzoldi... " Leggi tutto su: http://www.iis-pascal.it/index.php?option=com_content&view=article&id=108:la-scrittrice-della-porta-accanto&catid=28:notizie&Itemid=76 "Storie come quella di Erica Gazzoldi, la “scrittrice della porta accanto” (cfr. l’articolo di Monica Capuzzi, 30 settembre 2011), non sono isolate..." : http://www.iis-pascal.it/index.php?option=com_content&view=article&id=118:da-manerbio-a-pavia-attraverso-il-pascal&catid=33:i-nostri-ex-alunni&Itemid=141

La tessitrice di parole

<<Hai capito cosa faccio alle parole?>> ha sussurrato. <<Le corteggio, le prendo per mano e le intreccio in tessuti completamente nuovi...>> I poeti Noi siamo l'Occhio mischiato al rumore che risale dai visceri feroci della vostra civiltà di sudore. Con dita di nebbia, sfogliam le voci tessute, come le aranee, ai crocicchi fra le braccia di metalliche croci; ne rubiamo tremuli, implumi scricchi e li portiamo nelle nostre alcove per farne parola che il sole appicchi. Il nostro passo è brezza che muove i muri macchiati e i cartelli stinti, lasciando tremori e carezze nuove. *    *    * Forse ti han tessuto dita di vetro, nell'antro ove si rifugia la luna ed ululan le voci senza verbo. Scivoli dalle porte dei Sogni ed il dormiente beve dal tuo ciglio il ner che inebria e l'argento che uccide. Poi, in un soffio, tu gli riapri gli occhi e sorridi -spruzzando acqua sul cuore. *    *    * L'immortale Πάντα   ‘ρε̃ι ‘...