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Visualizzazione dei post con l'etichetta misticismo

Piacere, dolore, potere nel BDSM secondo Traimond

Perché una casa editrice d’indirizzo anarchico come elèuthera dovrebbe pubblicare un saggio sul BDSM, o sadomasochismo consensuale ? Perché anche in questo caso (come nell’anarchismo) si parla di libertà e potere , visti in un rapporto insolito. Se ne è occupato Jean-Manuel Traimond (Parigi, 1960), autore di Dissection du sadomasochisme organisé. Approches anarchistes (2005), tradotto per i tipi di elèuthera nel 2007 col titolo : Piacere, dolore, potere .              Oltre che scrittore, Traimond è una guida dei musei parigini. Con elèuthera, infatti, ha pubblicato anche Guida erotica al Louvre e al Musée d’Orsay . Ma torniamo al titolo già menzionato.             L’edizione 2024 inizia con una prefazione che contestualizza storicamente il volume. Rispetto ai quasi vent’anni fa (quando fu dato alle stampe per la prima volta), è passata parecchia acqua sotto i pont...

Śiva e Dioniso

Parlare di Śivaismo significa parlare di possibilità affossate - ma rimaste latenti - nella spiritualità occidentale. Significa scoprire le radici di quel disagio della civiltà a cui Sigmund Freud ha dedicato una delle proprie opere più famose - e apprendere la buona novella della sua superabilità. Di questo si è occupato Alain Daniélou , nel suo saggio: Śiva e Dioniso. La religione della natura e dell’eros (Roma 1980, Astrolabio-Ubaldini Editore).             Alain Daniélou (1907-1994) studiò musica e si dedicò alla pittura; alla fine degli anni ’20, conobbe molti protagonisti delle avanguardie (fra cui Cocteau, Nabokov, Stravinskij). Viaggiò in Nordafrica, Medio Oriente, Indonesia, Cina, Giappone. Si fermò in India, dove collaborò col poeta Rabindranath Tagore. Per più di vent’anni, studiò la musica classica indiana, il sanscrito, l’hindi, la filosofia e la cultura tradizionale dell’India. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, fondò...

La maschera

“Tutto ciò che è profondo ama la maschera; le cose più profonde provano perfino odio per l’immagine e il simbolo. Non dovrebbe essere soprattutto l’ opposto, il giusto travestimento nel quale avanza il pudore di un dio? Una domanda problematica: sarebbe strano, se un qualche mistico non avesse già osato un tentativo di questo genere. Esistono fatti così delicati che si fa bene a coprirli e a renderli irriconoscibili sotto una grossolanità; esistono atti d’amore e di traboccante generosità, in seguito ai quali non c’è nulla di più consigliabile che prendere un bastone e picchiare di santa ragione il testimone oculare: e con ciò offuscare la sua memoria. Alcuni sono disposti ad offuscare e a maltrattare la propria memoria per vendicarsi almeno di quest’unico testimone: il pudore è ingegnoso. Non sono le cose peggiori quelle di cui ci si vergogna di più: non c’è solo malignità dietro ad una maschera – c’è tanta bontà nell’astuzia. Potrei immaginare che l’uomo, che debba nascondere qual...

Misticismo cristiano e buddhista

Daisetz Teitaro Suzuki (1870 – 1966) fu professore di filosofia buddhista all’Università Otani di Kyoto ed è ricordato come l’esponente contemporaneo più autorevole del Buddhismo Zen. I suoi libri sono praticamente una lettura obbligata per chiunque s’interessi di mistica, anche cristiana. Per l’appunto, il testo di cui tratteremo s’intitola Misticismo cristiano e buddhista (Roma 1971, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore). È la traduzione italiana, a cura di M. Leoni, di: Misticism: Christian and Buddhist (New York 1957, Harper & Brothers).              È la vicenda di un “incontro impossibile”, quello fra Oriente e Occidente. Al giapponese Suzuki, le forme di spiritualità cristiane sembrano ripugnanti e irrazionali, a partire dal crocifisso, così lontano dalla serenità del Buddha. «In Occidente l’io individuale asserisce con forza se stesso. In Oriente non vi è io, è inesistente, e quindi non vi è io da croci...

Morire di linguaggio

“Secondo i sostenitori della dottrina del ‘Vuoto’ ( śūnyavāda ) tutto considerato esistono due fonti di conoscenza, due specie di esperienza o due forme di verità ( satyā ) e se non le riconosciamo, non potremo mai risolvere il problema della contraddizione logica che, se espressa in parole, caratterizza tutte le esperienze religiose. Questa contraddizione, che tanto preoccupa il normale modo di pensare, deriva dal fatto che noi dobbiamo usare il linguaggio per comunicare le nostre esperienze interiori che, nella loro vera natura, trascendono il linguaggio. […]  Il linguaggio si è sviluppato dapprima ad uso di un primo tipo di conoscenza che era del tutto utilitaristico e, in ragione di ciò, si è affermato in tutti i problemi e le esperienze umane. La sua autorità è tale che noi siamo giunti ad accettare qualsiasi cosa il linguaggio ci imponga. I nostri pensieri devono ora modellarsi sui suoi dettami, i nostri atti devono essere regolati sulle norme che esso formula per il pr...

Il castello e il bue

Da una parte, la Castiglia del XVI secolo; dall’altra, un’eco del mondo rurale indiano e cinese. Diverse tradizioni spirituali – non esclusa quella sufi – hanno sentito il bisogno di rappresentare l’evoluzione dell’esperienza mistica sotto forma d’un percorso. A essere diverse sono le metafore scelte per farlo, tratte dai vari contesti quotidiani e concreti. Mi è perciò venuta la curiosità di accostare il Castello interiore di S. Teresa d’Avila (1515-1582) ai Dieci Quadri sulla Cattura del Bue (XII sec. d.C.).             Il primo è lo scritto più sistematico lasciato dalla mistica spagnola e descrive il cammino verso Dio (nascosto nel centro dell’anima) come l’attraversamento di sette dimore di un castello (l’anima umana, appunto). La seconda è una serie di dipinti che ha conosciuto diverse versioni, con aggiunte successive; essa rappresenta la ricerca di un bue da parte del contadino che l’ha smarrito. I Dieci Quadri rien...

Madonne nere

Notre-Dame de Montserrat (XII sec.) Sono maestose, affascinanti. E, soprattutto, oscure. Quelle che Petra van Cronenburg chiama Madonne nere (Roma 2004, Edizioni Arkeios) sono soltanto quelle scolpite dal 1050 circa fino al XIII secolo, ritrovabili in numerose località della Francia e lungo il cammino verso Santiago de Compostela.             Petra van Cronenburg si è laureata in teologia all’Università di Tubinga. Ha gestito per anni un’agenzia giornalistica, interessandosi di medicina naturale e di metodi sperimentali di diagnosi. In Polonia, ha collaborato a un film-documentario sulle donne del posto. È autrice di un libro sul “mistero di Mont St. Odile”, ovvero sui legami tra le leggende che circondano questo monastero alsaziano e i culti precristiani. Si occupa di media e di progetti per il web. Tutte queste esperienze si ritrovano nel suo volume sul culto delle Vergini scure.        ...