Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta piccoli mondi

Borghi e paesaggi rurali: sguardi aperti su piccoli mondi

Paeselli e villaggi non saranno sempre i luoghi più comodi in cui vivere, ma è risaputo che hanno un fascino pittoresco. Proprio “Borghi e paesaggi rurali” si intitolava la mostra organizzata dal Fotoclub di Manerbio nella Sala Mostre del Palazzo Comunale dal 13 al 15 ottobre 2018. Bice aveva firmato una serie di paesaggi “acquatici” (“Torri del Benaco” (VR), “Borghetto”, “Bagno Vignoni” (SI)), insieme a un’abitazione in legno e pietra nei boschi (“San Donato”).              Costanzo aveva ritratto una grande stanza affollata di “Attrezzi ‘rurali’” e mura che guardavano placidamente un fossato (“Scandolara”). Emanuele si era soffermato su soggetti più urbani, ma medievo-rinascimentali. Prevalevano Pienza e Siena, ma era rappresentata anche la Rocca Scaligera di Sirmione.             Emanuela aveva scelto l’Appennino centroitalico : l’Abruzzo, Civita di Bagnoregio (...

Strani costumi

"Guilbert ebbe uno strano sorriso: - Il mio amico mugnaio, come spesso i mugnai, è un personaggio un poco strano. Ha due mogli, una più bella dell'altra. Quindi, secondo l'umore della sera, dorme ora con l'una ora con l'altra. Per questo le due stanze servono a lui entrambe. - Ma non può essere! Una delle due sarà la moglie e l'altra una concubina, - esclamò Hadlaub pieno di stupore. - Ma... Io non m'intendo di queste sottigliezze. Sarà come dite voi che avete studiato. So che le tratta tutte e due con molto rispetto, come si deve trattare una moglie, e le ama moltissimo, ne sono certo. D'altra parte, vedrete voi stesso con i vostri occhi, quando saremo arrivati. A proposito, è ora di ripartire, il sole sta calando e tra non molto sarà buio. Rimontarono a cavallo e si avviarono. Cavalcando, Hadlaub ripensava alle parole di Guilbert sul mugnaio. Com'era possibile che un uomo avesse due mogli? La legge non lo consentiva, ma nemmeno il buon viver...

Addio a John Smith

Da bambina, idolatravo letteralmente il personaggio di Pocahontas. Non avevo il videoregistratore per guardare il film a casa, ma possedevo libri illustrati, musicassette e giochi da tavolo tratti da esso. Dopo quasi vent’anni, mi rendo conto dei motivi per cui mi affascinasse.             Era la storia di una ragazza schietta e semplice, capace di rapporti umani intensissimi. Viveva in un mondo piccolo e atavico, da “selvaggi”, ai nostri occhi di “moderni” (un filino presuntuosi e superficiali, a dire il vero). L’armonia di Pocahontas con la natura e coi propri simili sono perfette, se non per un’incrinatura: il suo spirito vivace e curioso richiede qualcosa in più. In questa incrinatura, s’infiltra John Smith.             È altruista, di orizzonti mentali sconfinati, pieno d’amore per il viaggio come esperienza disinteressata. Un’anima libera come quella di Pocahontas p...