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Visualizzazione dei post con l'etichetta folklore

San Faustino fra cavalli e albero della cuccagna

Il 15 febbraio 2025, Manerbio ha celebrato l’irrinunciabile ricorrenza della festa dei Ss. Faustino e Giovita , i patroni dei bresciani. Il programma è stato perlopiù il consueto: due Messe, una mattutina e una pomeridiana; la fiera coi tradizionali möndöi , la pesca di beneficenza, il vin brulé, il formaggio caldo e la trippa offerti dal Vespa Club e dalla Federcaccia locale.              Quest’anno, però, c’è stata anche una piacevole novità: il saggio del maneggio San Clemente, la cui sede è proprio adiacente al luogo della sagra. Giovanissime amazzoni hanno guidato i loro cavalli al passo, al trotto e nella corsa a ostacoli, sulle note di incantevole musica classica.             Dopo questo momento sportivo, naturalmente, è arrivata l’ora dell’ albero della cuccagna , la manifestazione più caratteristica della festività. A sfidarsi sono state tre squadre: le Vespe ...

Esce "Il quaderno della strega" (Amazon 2023)

  Per mio interesse personale, ho collaborato per anni con le riviste Athame e Sirio . Questo mi ha permesso di scrivere di argomenti quali le religioni antiche, i culti misterici e la storia dell'esoterismo, raggiungendo un numero di lettori che la mia navicella personale non avrebbe potuto altrimenti abbordare. Si è trattato di un'esperienza stimolante a livello culturale e che rifarei volentieri.  Ovviamente, col tempo, gli scritti di questo tipo si sono accumulati, abbastanza da formare un volume. L'ho pubblicato proprio nel mese di Halloween 2023 , intitolandolo Il quaderno della strega. In realtà, il contenuto del libro non ha alcunché di spaventoso, ma si tratta comunque di una coincidenza buffa. Lo trovate su Amazon in tre formati diversi e fa parte della collana "Briciole", in cui si trovano anche Caffè al profumo di libri e Fra le carte di Perilla .   Gli articoli raccolti ne Il quaderno della strega a pprofondiscono dal punto di vista storico alcuni f...

Le “Parole sulla sabbia” raccontano il mondo

L’arte di narrare è una delle più antiche ed ha molte declinazioni. Nel Terzo Millennio, è ancora possibile pensare ai cantastorie di piazza , che portano storie da tutto il mondo ad ascoltatori di passaggio? Ha risposto la compagnia Cicogne Teatro , per mezzo dell’attore Abderrahim El Hadiri . Quest’ultimo è stato allievo proprio di un cantastorie di Marrakech e ha riadattato la sua arte per i bambini di Manerbio, in uno spettacolo diretto da lui e da Claudio Simeone. Il 1 settembre 2023, al Parco Rampini , i piccoli e le loro famiglie sono stati invitati ad ascoltare le fiabe e gli aneddoti inscenati da El Hadiri, coi mezzi semplici ma efficaci di cui il teatro di piazza può disporre. Un fondale di stoffa, pochi oggetti per terra, un tappeto – e voilà, il “Marocco della fantasia” era servito. Ma le vicende narrate non erano solo nordafricane. Vi si ritrovavano motivi ricorrenti anche nel folklore italiano, nonché vicende mitologiche indiane e latine. L’iniziativa era firmata dal Com...

I Gorno e San Giacomo: una leggenda manerbiese

Esistono leggende legate a Manerbio ? Sì, almeno una.  Un tempo, nella nostra città vivevano i conti Gorno . Come molti devoti, partirono per un pellegrinaggio a Santiago de Compostela , ove si trova il famoso santuario di San Giacomo Maggiore. Giunti laggiù, presero alloggio in un piccolo albergo.             Purtroppo, la figlia dell’albergatore mise gli occhi sul più giovane della famiglia e volle a tutti i costi farlo suo. Il ragazzo, però, si trovava a Santiago solo per motivi devozionali e non ricambiava quell’interesse. Allora, lei pensò di vendicarsi. Trafugò al padre una bella coppa d’oro e la mise di nascosto nella sacca da viaggio del pellegrino. Poi, andò a denunciare il “furto”. Il giovane conte fu perquisito e arrestato. Imprigionato in una tetra torre, fu poi condannato a morte.             I suoi genitori, disperati, pregarono proprio presso il santua...

S. Faustino e la cuccagna a Manerbio

Che il 15 febbraio parli al cuore dei bresciani forse più del celeberrimo 14 è risaputo. È la festa dei santi Faustino e Giovita , martiri e patroni di Brescia – anche se, chissà perché, viene citata quasi sempre col nome del solo Faustino. Le loro vicende sono avvolte da una certa cortina di leggenda, anche se pare assodato che siano stati martirizzati tra il 120 e il 134 d.C., sotto l’imperatore Adriano. Aristocratici e cavalieri, i due fratelli si convertirono al Cristianesimo per opera del vescovo Apollonio, che ordinò poi Faustino presbitero e Giovita diacono. Il successo della loro predicazione portò i cittadini più influenti di Brescia a denunciarli a Italico, governatore della Rezia, come perturbatori dell’ordine pubblico. Finiranno decapitati proprio in questa città.              A Manerbio, la medievale chiesa di S. Faustino è il cuore della contrada detta Breda, nonché della sagra che vi si svolge annualmente. Anc...

Esce una nuova raccolta: "Fra le carte di Perilla"

  Passano gli anni e si sa come va... gli articoli si accumulano . Soprattutto quelli a tema fantasy, gotico, romantico e folklorico. Così, è nata una nuova raccolta: Fra le carte di Perilla (Amazon, 2022).  Perilla è una sorta di creatura fantastica non classificata che vive sotto le radici di un ulivo – o di un noce, o di un pioppo… al diavolo la botanica, non ci ho mai capito granché. Fatto sta che lei vive qui. E cosa fa tutto il giorno? Riempie carte. Di qualsiasi cosa. Ogni idea, ogni osservazione può tornare buona e svilupparsi in pensiero, in scrittura. Perilla è arguta, dispettosa, lasciva a suo modo e ama ascoltare musica lirica o inquietante, mentre versa i suoi bravi fiumi d’inchiostro. La sua preferenza per temi cupi e fantastici si spiega col suo stare perennemente sottoterra, vicina agli inferi e in compagnia dei propri fantasmi, più o meno seducenti.           A prima vista, può sembrare che sia ignorante e fuor...

Musica al popolo: il Concerto di Primavera 2022

Come ogni anno, la Civica Associazione Musicale “S. Cecilia” di Manerbio ha tenuto al Teatro Politeama il tradizionale Concerto di Primavera. Esso ha avuto luogo il 30 aprile 2022. Il tema era di sicuro coinvolgimento emotivo: “Musica al popolo” . Oltre ai richiami folk ed etnici, sempre affascinanti, bisogna considerare anche la datazione relativamente recente dei brani proposti, cosa che li ha resi ancor più godibili per un vasto pubblico. Il direttore era il maestro Giulio Piccinelli e la presentatrice Viviana Filippini .               Il primo pezzo elencato nel programma di sala era Earth Song , ovvero “La canzone della terra”, di Frank Ticheli (Monroe, 1958-). Solenne ed eterea come un canto gregoriano, essa invitava a cantare e vivere, per superare (insieme all’intera terra sofferente) le tempeste dell’esistenza.             Più vivace era Eine Kleine Yiddische...

"Goblin": l'amore nell'ordine dell'universo

Quando Dante Alighieri compose la Vita nuova , inscrisse il suo amore giovanile per Beatrice nella cornice del cosmo quale era allora rappresentato. Non si trattava di una cotta adolescenziale destinata all’oblio, ma di un’esperienza dall’intensità e dalla purezza tali da iniziarlo all’esperienza dell’estasi e alla meditazione sul destino ultimo degli umani. Dopo secoli, questo tipo di letteratura d’amore è rimasto ineguagliato. Se chiunque, nell’Europa occidentale odierna, proponesse di rappresentare i sentimenti privati come parte di un complesso piano divino , sarebbe giudicato anacronistico o folle. Specialmente se parlasse di adolescenti.  Per vedere di nuovo un amore inscritto in un destino superiore, è stato necessario cambiare sia il tipo di strumento espressivo, sia il continente d’origine. È stata necessaria una serie televisiva prodotta nella Corea del Sud. Ovviamente, stiamo parlando di Goblin , attualmente disponibile sulla piattaforma online  Rakuten Viki. È usci...

Le Anguane, sirene del lago di Garda

Torna l’estate, con la speranza di poter ricominciare a spostarsi… e di rivedere il nostro lago. Un luogo che è segnato non solo dalle bellezze naturali, ma anche da alcune interessanti leggende. Quelle sulle Anguane , per esempio. Ne parla Simona Cremonini in: Fantastico Garda. Piccolo popolo, creature straordinarie e animali meravigliosi attorno al lago (2017, edito dall’Associazione Culturale PresentARTsì).              Una delle prime menzioni di questi esseri fantastici risale alla seconda metà del XIII secolo ed è contenuta nel De Jerusalem celesti : un poemetto di Giacomino da Verona. Esso è un’immaginosa descrizione della Gerusalemme celeste, palesemente ispirata ai capitoli 21 e 22 dell’Apocalisse. Parlando del canto di lode quivi rivolto a Dio, afferma che esso non trova come paragone “né sirena né aiguana né altra consa ke sia” (v. 168). Dato l’accostamento, si può dedurre che il poeta avesse in mente una creatur...

Beltane: luci di primavera

Abbiamo vissuto un maggio decisamente sottotono. Stiamo cercando di riprenderci da una pandemia e dall’isolamento forzato che ne è conseguito. Il calore della primavera inoltrata non sembra lo stesso degli altri anni. Eppure, questa è sempre stata una stagione di luce e di vitalità…             Ne parla anche Gian Mario Andrico , noto storico locale, in uno dei suoi volumi: La Bassa tra cronaca e leggenda (1989, ed. Grafo, Consorzio Bassa Bresciana Centrale). Fra gli altri, esso ospita un capitoletto intitolato “Gli antichi ‘fuochi di Beltane’” (pp. 143-144). Si riferisce alla consuetudine di festeggiare gli inizi di maggio con grandi falò, secondo un’usanza celtica. Tali fuochi sono da lui descritti come “caduti in disuso e celebrati soprattutto al Nord” (op. cit., p. 143). Andrico cita questa festa in quanto Brescia si trova in un’area un tempo abitata dai Celti. Parlare di Beltane , però, significa soprattutto trattare dell’...

Il rogo della Vecchia e i fuochi di primavera

Durante una Quaresima normale, ci attenderebbe l’usanza di brüšà la ècia , il rogo della Vecchia , nella consueta cornice godereccia. La tradizione sembrerebbe essere ampiamente diffusa nel tempo e nello spazio. Ai fuochi di primavera, dedicò diverse pagine l’antropologo scozzese James George Frazer (Glasgow, 1854 - Cambridge, 1941), nel proprio monumentale saggio di folklore e mitologia comparata Il ramo d’oro (1890). (L’edizione consultata per la stesura di questo articolo è: The Golden Bough , Edinburgh 2004, Canongate. Le citazioni presenti sono state tradotte dalla sottoscritta). La tematica dei roghi primaverili è introdotta dal mito di Balder (in norreno “Baldr” ) , “il dio buono e bello” (p. 562), figlio amatissimo di Odino e Frigg. Alcuni incubi avvertirono Balder della propria morte imminente. Sua madre, allora, impose a ogni cosa esistente un giuramento: non fare del male al giovane dio. Trascurò però il vischio, da lei giudicato innocuo. Di questo approfittò Loki, dio d...

La Befana vien di notte… ma da dove?

Con questo mese, finiscono le feste invernali. E l’ultima figura fiabesca a portare sogni e dolciumi è stata lei: la Befana … Ma chi è costei?  Dopo la fanciulla Santa Lucia , parliamo della sua anziana collega.              Come recita la voce “Befana”, compilata da Raffaele Corso sull’ “Enciclopedia Italiana” (1930) consultabile sul sito Treccani.it, il termine deriva da una corruzione di “Epifania” . Ciò che conta del personaggio, dunque, è il suo legame col periodo dell’anno. La medesima voce enciclopedica narra infatti dei prodigi attribuiti dalle credenze popolari alle notti del suo passaggio: alberi che si coprono di frutti in pieno inverno; animali che parlano; acque che si tramutano in oro. Una notte perfetta per attendere regali (nel caso dei bambini) e responsi sulle future nozze (per le ragazze). Agli stessi giorni, è riservata la “befanata” toscana, che ha corrispettivi anche in altre regioni: un br...

Santa Lucia: un luminoso appuntamento al buio

Santa Lucia … Basta nominarla, per evocare nei bresciani alcuni dei loro migliori ricordi d’infanzia. La fanciulla luminosa e tintinnante, sul carretto tirato dall’asino, che omaggia i bravi piccini e getta la cenere negli occhi dei discoli… Ma com’è nata questa figura?              S. Lucia di Siracusa (III sec. - 13 dicembre 304) è una giovane martire cristiana. La sua storia viene tratta principalmente da un testo in lingua greca (inizio V sec.) e da uno in latino (fine V sec. - inizio VI sec.). Questi e altri dettagli sono disponibili su www.santiebeati.it . Secondo l’enciclopedia I Santi nella Storia (2006, Edizioni San Paolo, vol. XII),   la martire, figlia di una nobile famiglia siracusana, era già promessa sposa, quando si convertì al Cristianesimo. Optò per la verginità consacrata, cosa che le costò la denuncia come cristiana da parte del fidanzato. Subì diverse torture, prima di...

S. Caterina fra Alessandria e Manerbio

Nella chiesa parrocchiale di S. Lorenzo a Manerbio , uno degli altari laterali ospita una pala raffigurante la Madonna in gloria col Bambino e i santi Caterina d’Alessandria e Vincenzo Ferrer (Camillo Rama, 1576 – 1630). Nella prima metà del XVIII secolo, esso era affidato a due curati, titolari dei rispettivi benefici. Uno di loro, Nicola Cé , ha lasciato un diario (1739 – 1780), conosciuto come Jus Sancte Catharine Cum multis aliis Notitijs. Esso è stato pubblicato nel 2004 per interessamento dell’amministrazione comunale di Manerbio, nel quadro del progetto editoriale “Quaderni Manerbiesi”.              Attualmente, la devozione a S.Caterina d’Alessandria (III – IV sec.) è assai pallida, anche per via dell’incertezza dell’esistenza storica del personaggio. Di lei parlano una Passio greca (VI – VII sec.), il manoscritto Claromontano di Monaco (VIII – IX sec.) e a lei accennano alcuni codici ...

Acque di vita e di morte: fate, dee e fantasmi nostrani

Quando passeggiamo per le nostre campagne, siamo abituati a vedere edicole con immagini sacre nei pressi dei fossi. Ritraggono, perlopiù, la Madonna col Bambino : un’immagine femminile e che rimanda al “dare la vita”. Le “santelle” erano adatte come punti d’arrivo delle rogazioni, le processioni che volevano propiziare un buon raccolto attraverso la benedizione delle acque e della terra. Insomma, erano un’espressione della nostrana religiosità contadina , che univa il contatto con la natura alla dottrina cristiana. Luoghi benedetti… a patto di non scivolare dentro la fonte o il fosso. L’ambiguità fra sacralità e pericolo , tipica delle acque, è fortemente sentita nel folklore bresciano. Ne ha parlato Giovanni Raza, nel suo Madóra che póra! Storie e leggende della Valle Trompia (2015) . Dal paese di S. Giovanni di Polaveno , viene un’inquietante credenza compresa nella raccolta. Nella Valle Trobiolo, nel territorio (appunto) di Polaveno, si trovano sorgenti: quella detta “Madon...