“La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare.” Chissà cosa ne direbbe John “Scottie” Ferguson, il protagonista di Vertigo. Questo film di Alfred Hitchcock è noto in Italia come La donna che visse due volte (1958). Per John, la vertigine è terrore, abisso di follia. Nasce come cicatrice di un trauma e potrà essere cancellata solo da un altro trauma. La cura è affidata, fin da subito, a mani femminili: quelle di Midge, vecchia compagna d’università, fidanzata mai troppo ex. L’ambiguità fra eros e vertigine è sottolineata da un malizioso siparietto fra i due: discutono sul design di un reggiseno. “È fondato sul principio dei ponti sospesi” spiega lei, compiaciuta. E i ponti sospesi sono proprio la prova più ardua per chi soffre di vertigini. Tuttavia, questa materna civetta acqua e sapone non sembra la guaritrice adatta. Entra in scena, allora, un’altra figura: Madeleine , glaciale ipostasi del desiderio....
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