Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta dante alighieri

Il conte Ugolino e frate Alberigo tra ieri e oggi

Ormai, a Manerbio sono familiari le letture dantesche di Domenico Chiofalo , avvocato con la passione per la “Divina Commedia” e per il pianoforte. L’8 novembre 2025, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, è stato il relatore di un incontro intitolato “Il canto XXXIII dell’Inferno. Il canto del conte Ugolino e di frate Alberigo” . Ha illustrato la storia dei due personaggi, intercalando canzoni al pianoforte.              Il primo è Ugolino della Gherardesca , nobile ghibellino di Pisa. Il 10 agosto 1284, durante la battaglia della Meloria, era il secondo al comando della flotta pisana contro quella genovese. La sconfitta di Pisa in quell’occasione è famosa. Al ruolo militare di Ugolino, Chiofalo ha dedicato “La ballata dell’eroe” di Fabrizio De André e “Generale” di Francesco De Gregori. Entrambe le canzoni sono permeate da uno spirito antimilitarista che può accompagnarsi alle amare critiche di Dante verso la bellicosità dei ...

Il Canto V dell' "Inferno" a Manerbio

Al Teatro Civico "M. Bortolozzi" di Manerbio, il 28 settembre 2024, è andato in scena "Il Canto V dell' Inferno" . La storia di Paolo e Francesca è stata declamata da Domenico Chiofalo , avvocato con la passione per Dante e per la musica. Sempre lui ha spiegato che il viaggio oltremondano della "Commedia" potrebbe anche essere letto in senso psicanalitico : l' "Inferno" è l'il mondo delle pulsioni profonde e censurate; il "Purgatorio" è la fatica dell'Io che vuol rendersi autonomo da queste pulsioni; il "Paradiso" è la pace data dall'equilibrio fra ragione e passioni.   Il secondo cerchio infernale, quello dei lussuriosi, è descritto dall'Alighieri come destinato a coloro "che la ragion sommettono al talento" (v. 39). Secondo Chiofalo, questa definizione potrebbe essere applicata a tutti i dannati: prima ancor che trasgredire un divieto religioso, hanno violato norme etiche elaborate dalla...

Guelfi bianchi e guelfi neri: un gioco per il Dantedì

Mi permetto di condividere un gioco che mi è venuto in mente per celebrare il Dantedì in compagnia. È per gruppi numerosi (come una classe di scuola) ed è ispirato a Lupus in Tabula, con la differenza che è ambientato nella Firenze dei tempi di Dante.  Immagine creata con Leonardo A.I. Occorrente: un mazzo di carte da poker . I giocatori devono dividersi in due squadre con un eguale numero di membri: i guelfi bianchi e i guelfi neri . A ciascun guelfo bianco, va consegnata una carta dal seme rosso.  A ciascun guelfo nero, va consegnata una carta dal seme nero .  Alcune di queste carte corrispondono a un personaggio: Tra i guelfi bianchi  Re di quadri: Vieri de' Cerchi, capo-fazione; Re di cuori : l'imperatore Enrico VII, nel cui arrivo Dante sperava ardentemente; Fante di cuori: Dante Alighieri ; Regina di cuori: Beatrice Tra i guelfi neri Re di picche: Corso Donati, capo-fazione; Regina di picche: Gemma Donati; Fante di picche : Forese Donati, oppure (se preferite) ...

Comicon: un giullare per raccontare i grandi classici

È probabile che i giullari medievali siano i padri remoti della letteratura in lingua italiana. Questa è la teoria con cui Pier Paolo Pederzini, detto il RimAttore , ha aperto la serata intitolata “Comicon: un giullare racconta i classici”. Essa si è tenuta al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio il 20 aprile 2018. Era inserita nei “7 Giorni di Poesia” , organizzati dalla Biblioteca Civica. La locandina recava i loghi del Comune, dell’Associazione Amici della Biblioteca di Manerbio e dell’I.I.S. “B. Pascal”.             Il legame fra giullari e letteratura italiana è dato dall’uso del volgare, in luogo del latino. I loro erano spettacoli di piazza, basati quindi sullo stretto contatto col pubblico. “Comicon” sarebbe stata, appunto, l’abbreviazione di “COMicità di CONtatto” - oltre che un’allusione al “Decameron”. Pederzini è noto ai manerbiesi per via degli ultimi due Carnevali , che ha contribuito non poco ad animare. I...

La Commedia dei quattro elementi

Il 23 marzo 2017, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, la Libera Università di Manerbio ha visto il gradito ritorno del dott. Fabrizio Bonera, amante e commentatore della “Commedia” dantesca. Il titolo della conferenza era, appunto: “L’aria, l’acqua, la terra e il fuoco nella Divina Commedia”. In Inf. XII, vv. 1 ss, è ravvisabile l’allusione a un paesaggio reale: gli Slavini di Marco, a sud di Rovereto. Il dott. Bonera li ha descritti come fondo di un mare preistorico, ma anche come l’inferno personale di suo nonno, durante la Prima Guerra Mondiale. Qui passavano, infatti, le linee del fronte. Dante - secondo Bonera - avrebbe dunque in mente non solo l’Inferno teologico, ma gli inferni delle infelicità personali. Quelle infelicità la cui rimozione è scopo della vita umana, secondo la famosa epistola a Cangrande della Scala.              I quattro elementi naturali, nella Commedia, sono disposti secondo la concezione aristot...

Dante, il tempo e l'eternità

John William Waterhouse, "Dante and Matilda" (1914-17 ca.) Finisce l’inverno, è alle porte la primavera. E la Libera Università di Manerbio ha pensato bene di segnalarlo con una conferenza a tema: “Dante, il tempo, le stagioni della vita e… l’eternità” (Teatro Civico “Memo Bortolozzi”, 25 febbraio 2016).             Il relatore  era il dott. Fabrizio Bonera, che non è un dantista, ma - nello zaino da alpinista - non dimentica mai una copia della “Divina Commedia”. È il suo personale omaggio al “più grande scalatore di tutti i tempi”: colui che è (idealmente) partito dall’abisso, per scalare la montagna del Purgatorio e ascendere al Paradiso. Il “virus” di Dante - come a molti altri - gli è stato trasmesso dalla scuola. La difficoltà di lettura è data dall’immensa cultura del poeta, che rende la “Commedia” densa di richiami non sempre immediati. Il tempo, in particolare, è scandito dall’astrologia medievale. Il tentativ...

La menzogna

Oggi, in mezzo a un discorso pieno di cose belle e vere, ho rinvenuto una menzogna. Si parlava di Dante Alighieri, del suo Paradiso Terrestre e della visione del matrimonio come compimento della natura umana. La menzogna era questa: chi, oggi, è coinvolto nei dibattiti sulla famiglia, probabilmente non ha mai letto una riga di tutto questo. Pensa al proprio orticello, senza aprirsi a un pensiero verticale.              Il fatto è che quel “pensiero verticale”, in realtà, è ancora decisamente “pop”, in Italia. Non foss’altro che per le ore di religione e di “Divina Commedia” che sono irrinunciabili nelle scuole, tanto pubbliche quanto parificate.             Di quel “pensiero verticale” mi sono pasciuta io stessa per più di vent’anni, perché decisamente più affascinante - nel suo nitore - di quel groviglio tentacolare che è la realtà orizzontale. E qui assume senso l...

“Nel mezzo del cammin” col Pedibus di Manerbio

Il Pedibus è il noto servizio che, nella bella stagione, il Comune di Manerbio offre ai bambini delle scuole elementari. Ogni anno, volontari adulti attendono i piccoli in cinque fermate e li accompagnano a piedi ai cancelli dei due istituti locali, quello statale e quello parrocchiale. Il 2015 ha visto una novità: è il 750° anno dalla nascita di Dante Alighieri (1265 – 1321) e il Comune ha voluto che anche gli scolari più piccoli ne avessero notizia. Perciò, la consigliera comunale Annamaria Bissolotti ha contattato una neolaureata manerbiese e l’ha incaricata di organizzare un’attività a tema per i bambini del Pedibus. L’iniziativa è stata battezzata con le prime parole della “Divina Commedia”: “Nel mezzo del cammin…”              Dal 20 aprile al 25 maggio 2015, a scadenze settimanali, la volontaria addetta si è presentata alle varie fermate per raccontare, in breve, chi fosse Dante: «Era un poeta di Firenze nato sette...

Deliri(c)o #2

Per la serie Repetita (quae non) iuvant, non paga d’aver disturbato le ceneri della Monaca di Monza , mi sono rivolta a un’altra figura femminile limpida e rassicurante: la regina assira Semiramide. Comunemente, è conosciuta per essere stata asserragliata da Dante insieme agli eterei volatili del II Cerchio infernale. Leggendo Diodoro Siculo, si apprende che Semiramide, peraltro –a prescindere da qualunque doppio senso – non era priva di rapporti con gli uccelli. Abbandonata da bambina, sarebbe infatti stata nutrita dalle colombe. Il resto è un caleidoscopio di leggenda, guerre e intrighi di corte. Più che la reggia di Ninive, mi par d’aver descritto quella di Elsinore e Ninia ricorda, a tratti, Amleto. Di sicuro, fino alla fine, neppure io sono stata certa dei veri sentimenti dei miei personaggi. C’è del marcio in Assiria. E nessuno è sicuro, se non d’una cosa: una giganteggiante solitudine. Il testo completo del libretto d'opera è scaricabile gratuitamente da  qui .

Lettera a Dante sugli Ignavi

Nel mezzo del cammino di tua vita, perché, o Alighier, ti sei fermato a dir degli Ignavi la sorte trita? “Non ragioniam di lor” avea avvisato il duca tuo; guardando e passando, a dir quel silenzio ti sei impegnato. Cosicché, per non passar da nefando, ogni Italiano si sceglie un’insegna e la rincorre, a richiesta del bando. Chi sia più bravo a portare la legna al fuoco, guelfo o ghibellin (non conta), toccherà a te indicar dalla rassegna; a noi, quaggiù, resta la noia o l’onta di viver nei gironi d’uno stadio, per non incorrer nella pena pronta contro chi usa il cervello più del gladio.