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L'ira di Apollo e l'infelicità di Cassandra

È una storia proverbiale: Cassandra , figlia del re troiano Priamo, fu amata da Apollo , che le diede il dono della profezia. In cambio, avrebbe dovuto concedergli i suoi favori; ma non lo fece. Dato che costa caro non mantenere le promesse agli dei, la ragazza pagò col castigo di non essere creduta. Queste vicende si trovano nella Biblioteca attribuita ad Apollodoro (libro III ed epitome); le riassume anche Eschilo, nell’ Agamennone (vv. 1202 ss.). Ne dà una gustosa versione anche Mariangela Galatea Vaglio , nel suo blog Il nuovo mondo di Galatea .  Giovanni Domenico Cerrini, Apollo e la Sibilla cumana (prima metà del XVII sec.)             Sarà una mia malattia mentale, ma anch’io tendo a sentirmi molto vicine le figure dei miti - greci e non solo. D’altronde, il linguaggio mitologico, per quanto diverso a seconda di epoche e culture, affonda in una comune capacità umana: quella di parlare per immagini e narrazioni. ...

Partita a scacchi

«Il punto è questo…» E muovi un cavallo zigrinato come una chiave sulla griglia dei nostri pensieri serrati (piove e non siamo in un pineto. Peccato). Meglio guardare il mondo così, come fosse una scacchiera, dove bianco e nero non superano mai la linea d’ombra. In questo modo, si può anche vincere, con una pacatezza di vecchio lupo su un viso ancora intatto. Scacco matto al re senza volto. E io (s’agitano Faust e il paradosso del fuoco e fors’altri fiori del male nel mio vaso incantato) plaudo in silenzio al tuo gioco di prestigio –io, strega da niente. (Osteria Letteraria Sottovento Pavia, ottobre 2013) Compresa in: AA.VV., Tracce 3, Roma 2015, Pagine, p. 62.

Una terza via per l'Occidente

“La dottrina dell’intuizione immediata è tipica dello Zen. Se i greci ci hanno insegnato a ragionare e i cristiani a credere, lo Zen ci insegna ad andare oltre la logica e a non indugiare neppure quando ci troviamo di fronte a «ciò che non si vede». La prospettiva dello Zen è infatti quella di un punto di vista assoluto, nel quale non c’è spazio per il dualismo, qualunque forma assuma. La logica nasce dalla separazione fra soggetto e oggetto, la fede distingue ciò che viene visto da ciò che non viene visto. Il modo di pensare degli occidentali non potrà mai eliminare questo eterno dilemma: questo o quello, ragione o fede, uomo o Dio e così via. Nello Zen tutto ciò viene cancellato perché confonde la nostra intuizione della natura, della vita e della realtà. Lo Zen ci conduce nel regno del Vuoto e della Vacuità dove non domina alcun tipo di concettualismo, dove gli alberi crescono senza radici e una brezza salutare spazza via ogni impurità.”  DAISETZ T. SUZUKI Da: Lo Zen...