Nel biblico Libro di Daniele, è narrata la storia di Susanna (13, 1 ss.): una donna ingiustamente condannata a morte, sulla parola di due uomini autorevoli che l’avevano insidiata. La sua storia è reale oggigiorno, nella vicenda di Asia Bibi (N. 1971 circa). Donna pakistana del Punjab, cristiana cattolica in un Paese a prevalenza musulmana, era una lavoratrice agricola. Le sue compagne di lavoro mal sopportavano quell’ “intrusa”, per di più nominata responsabile. Una lite attorno alla fonte d’acqua, poi l’accusa: “blasfemia”, che - in Pakistan - è reato capitale e infamante. Dal 2009, la vicenda penale di Asia si trascina. Giudici e autorità civili riconoscono la sua innocenza, ma c’è una fatwa (= sentenza di un esperto di legge coranica) che impegna ogni “buon musulmano” a troncare la vita della donna. I due testimoni maschi che hanno convalidato le accuse delle lavoratrici ammettono di non aver udito la bestemmia, ma affermano che “Asia ha confessato”. Peccato che fosse una confes...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.