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Visualizzazione dei post con l'etichetta saggezza

"Strizzacervelli", "parolai" e "grullerie": l'eterno vizio delle foglie di fico

Si aprirono allora gli occhi di tutt'e due e s'avvidero che erano nudi; quindi cucite insieme delle foglie di fico, se ne fecero delle cinture." (Gn 3,7)  Nelle cosiddette conversazioni "da bar", mi è capitato sovente d'incontrare facile disprezzo verso psicologia, psicanalisi e counseling. Alcuni di questi sfoghi erano dovuti a una pessima idea di taluni: cercare occasioni di lavoro in circoli che trattavano tematiche di affettività e identità personale... senza tener conto del fatto che erano associazioni di promozione sociale senza un soldo e campavano di volontariato. Una caduta di stile, non c'è che dire. Ma nient'altro. La scusa che va per la maggiore è che queste discipline non sarebbero "scientifiche".  Perdonatemi: è una spiegazione risibile. I fenomeni della psiche umana (ancorché indagabili con strumenti come la magnetoencefalografia e il neuroimaging ) non sono attualmente riducibili a formule fisse e universali. E va ben...

La cosa giusta

"Ci sono tre tipi di cattive abitudini cui ricorriamo più e più volte quando ci troviamo di fronte a inconsuete situazioni della vita. In primo luogo, possiamo rifiutare ciò che sta accadendo o è accaduto e ritenere che non sia successo nulla. Questo è il comportamento del bigotto. In secondo luogo possiamo accettare ogni cosa per il suo valore apparente, e riteniamo di sapere cosa sta succedendo. È il comportamento dell'uomo pio. In terzo luogo, possiamo divenire ossessionati da un avvenimento, poiché non riusciamo né a rifiutarlo, né ad accettarlo con pieno consenso. È il comportamento del pazzo. C'è un quarto comportamento: quello giusto, del guerriero. Un guerriero si comporta come se non fosse successo nulla, perché non crede in nulla, ma accetta ogni cosa per il suo valore apparente. Accetta senza accettare e rifiuta senza rifiutare. Non ritiene mai di sapere, e neppure ritiene che non sia successo nulla. Si comporta come se riuscisse a controllarsi, anche se sta fac...

Così non è (anche se pare)

“Poco dopo [Lucy] si trovò a leggere una formula magica che consentiva di scoprire cosa pensavano di te i tuoi amici. […] Tutto d’un fiato (aveva paura di cambiare idea) pronunciò le parole necessarie (niente e nessuno mi convincerà mai a rivelarvele!) e attese che succedesse qualcosa. […] I disegni si stavano muovendo, modificandosi. Tratto dopo tratto, cominciarono a prendere la forma di un treno, più precisamente di una carrozza di terza classe, dove sedevano due scolarette. Le riconobbe all’istante: erano Marjorie Preston e Anne Featherstone. […]  ‒ Spero che in questo trimestre avremo modo di stare più insieme ‒ disse Anne. ‒ O forse sei ancora occupata con quella Lucy Pevensy? ‒ Occupata? Non capisco ‒ ripeté Marjorie. ‒ Oh, sì, eccome se capisci ‒ le disse Anne. ‒ In quest’ultimo trimestre l’hai seguita come un’ombra. ‒ Oh, no, non è vero, non sono mica così sciocca! Lucy è molto simpatica, a modo suo, intendiamoci. Ma mi ha stufato, già prima che il trimestre vol...

Saggia ignoranza

"Il signor della casa allora alquanto sorridendo, a Rinaldo levò il viso; ma chi ben lo notava, più di pianto parea ch'avesse voglia che di riso. Disse: - Ora a quel che mi ricordi tanto, che tempo sia di sodisfar m'è aviso; mostrarti un paragon ch'esser de' grato di vedere a ciascun c'ha moglie allato. Ciascun marito, a mio giudizio, deve sempre spiar se la sua donna l'ama; saper s'onore o biasmo ne riceve, se per lei bestia, o se pur uom di chiama. L'incarco de le corna è lo più lieve ch'al mondo sia, se ben l'uom tanto infama: lo vede quasi tutta l'altra gente; e chi l'ha in capo, mai non se lo sente. [...] Se vuoi saper se la tua sia pudica (come io credo che credi, e creder déi; ch'altrimente far credere è fatica, se chiaro già per prova non ne sei), tu per te stesso, senza ch'altri il dica, te n'avvedrai, s'in questo vaso béi; che per altra cagion non è ...

Una follia

“«In tal modo, torniamo nuovamente alla distruzione dell’Anello», disse Erestor, «e senza aver fatto alcun passo avanti. Quale forza abbiamo per trovare il Fuoco ove esso fu forgiato? È la via della disperazione… della follia direi, se la profonda saggezza di Elrond non me lo impedisse».             «Disperazione o follia?», disse Gandalf. «Non è disperazione, perché la disperazione è solo per coloro che vedono la fine senza dubbio possibile. Non è il nostro caso. È saggezza riconoscere la necessità quando tutte le altre vie sono state soppesate, benché possa sembrare follia a chi si appiglia a false speranze. Ebbene, che la follia sia il nostro manto, un velo dinanzi agli occhi del Nemico! Egli è molto saggio e soppesa ogni cosa con estrema accuratezza sulla bilancia della sua malvagità. Ma l’unica misura che conosce è il desiderio, desiderio di potere, ed egli giudica tutti i cuori alla stessa stregua. La sua mente non accett...