Nel quadrato si fece un varco della larghezza di un metro e ai suoi due lati si posero l’omino panciuto e Filippo il Bello. Proprio come fanno i pastori negli stazzi, per la mungitura delle pecore. Così cominciò l’esame. Il primo a essere chiamato fu proprio Teofilo il sacrestano. «Chi evviva?» gli domandò bruscamente l’omino con la fascia tricolore. Teofilo sembrò cadere dalle nuvole. «Chi evviva?» ripeté irritato il rappresentante delle autorità. Teofilo girò il volto spaurito verso di noi, come per avere un suggerimento, ma ognuno di noi ne sapeva quanto lui. E siccome il poveraccio continuava a dar segni di non saper rispondere, l’omino si rivolse a Filippo il Bello che aveva un gran registro tra le mani e gli ordinò: «Scrivi accanto al suo nome: “qualunquista, probabilmente criptofascista”.» Teofilo se ne andò assai costernato. Il secondo a essere chiamato fu Anacleto il sartore. «Chi evviva?» g...
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