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Il campanaro di Manerbio

L’impiego dell’elettricità ha fatto tramontare la figura del campanaro come professionista a tempo pieno. In compenso, hanno trasformato la sua arte in una passione col sapore del “tempo andato”. E hanno attratto giovani dal talento sportivo. Fra loro, c’è Francesco Dolfini, il campanaro di Manerbio.             Ha diciannove anni ed è figlio d’arte: già il nonno, il padre e lo zio erano campanari e l’accompagnavano sui campanili. Da quando aveva quattro anni, Francesco ne visitò almeno quaranta, nei dintorni. Conosce dunque bene la fatica di percorrere quelle scale ripide e di maneggiare le corde che muovono le gigantesse di bronzo. Ha imparato grazie alla passione, alla pratica e all’insegnamento dei parenti. «Molti preferiscono il sistema manuale» asserisce: ovvero, quello tradizionale di muover le campane tramite funi. Proprio per sistemare le corde delle campane restaurate, Francesco ha presenziato al loro innalzamento in ...

Il ritorno delle campane

Le storiche campane di Manerbio sono tornate a casa. Come ha scritto Paese Mio Manerbio   (N°98, luglio 2015, p. 12), il 23 giugno 2015 esse erano state calate accuratamente dalla sommità della Torre Civica, per essere sottoposte a restauro. Era il loro primo viaggio, da quel 1947 in cui andarono a sostituire le campane fuse per farne armamenti. Dal 5 al 6 settembre, esse sono state esposte nella piazza antecedente il Politeama, perché i manerbiesi potessero ammirarle: i vecchi ammortizzatori in legno erano stati sostituiti e il colore del bronzo era nitido. Molti hanno scattato fotografie, consapevoli che quelle “celebrità locali” non scenderanno più fra i loro ammiratori per altri decenni. Ciascuna campana era accompagnata da un cartello numerato, indicante la posizione nella cella campanaria, i nomi dei donatori, il peso, le misure, il santo cui è stata dedicata e – dato assai meno poetico – il costo della rimessa a nuovo.         ...

Per chi suonano le campane?

Chi era nei pressi della Torre Civica di Manerbio, il 23 giugno 2015, ha potuto assistere a un curioso spettacolo: le campane venivano estratte dalla propria cella e calate a terra. Si trattava di un evento previsto almeno dal marzo dello stesso anno. Il mensile parrocchiale Il Ponte (Anno LVIII – N.2 – Marzo 2015) aveva annunciato, infatti, che gli isolatori in legno che ammortizzavano le vibrazioni delle campane si erano deteriorati (pag. 48). La supervisione della delicata operazione, naturalmente, è spettata all’arciprete don Tino Clementi; a rappresentare il Comune (proprietario della torre), c’era il giovane assessore alla cultura, Fabrizio Bosio.             D’altronde, le belle canterine in bronzo, pur non dimostrandola, hanno una certa età. Quelle attuali furono innalzate nel 1947, a sostituire quelle di cui la parrocchia di S. Lorenzo Martire era stata privata durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti, un decreto de...