L’impiego dell’elettricità ha fatto tramontare la figura del campanaro come professionista a tempo pieno. In compenso, hanno trasformato la sua arte in una passione col sapore del “tempo andato”. E hanno attratto giovani dal talento sportivo. Fra loro, c’è Francesco Dolfini, il campanaro di Manerbio. Ha diciannove anni ed è figlio d’arte: già il nonno, il padre e lo zio erano campanari e l’accompagnavano sui campanili. Da quando aveva quattro anni, Francesco ne visitò almeno quaranta, nei dintorni. Conosce dunque bene la fatica di percorrere quelle scale ripide e di maneggiare le corde che muovono le gigantesse di bronzo. Ha imparato grazie alla passione, alla pratica e all’insegnamento dei parenti. «Molti preferiscono il sistema manuale» asserisce: ovvero, quello tradizionale di muover le campane tramite funi. Proprio per sistemare le corde delle campane restaurate, Francesco ha presenziato al loro innalzamento in ...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.