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Visualizzazione dei post con l'etichetta horror

La Messa fantasma: l’inizio del Mostriverso

Abbiamo parlato più volte di Nicola Fasanini come regista dei Reietti dell’Assurdo . Fa quindi piacere ritrovarlo anche come regista cinematografico insieme ad Alessandro Sivieri , con cui ha diretto il cortometraggio La Messa fantasma .              Con questo titolo suggestivo, inizia il Mostriverso , la serie di produzioni firmate Monster Movie . Quest’ultima è una rivista online, specializzata in cinema di genere Monster . È nata nel 2015 e ha sede a Brescia. L’idea è partita da Matteo Berta , con lo scopo di creare un punto di riferimento per gli amanti di un filone mai ben definito dalla critica e dalle teorie cinematografiche. Di cosa parlano i “film sui mostri”?             La domanda sembra inutile. Eppure, una volta che si cerca di circoscrivere il campo Monster, la materia comincia a sfuggire di mano. È un sottogenere dell’horror, del fantasy, del thriller, ...

The Others: il buio tra la vita e la morte

Volete un film dell'orrore che non sia stato girato millenni avanti Cristo e che non sia paccottiglia? Effettivamente, esiste. È stato girato nel 2001 da Alejandro Amenábar - e questo già spiega la qualità. Stiamo parlando di The Others . Il livello della trama e dei personaggi farebbe pensare a un film tratto da un romanzo. Non è così, ma qualcuno ha notato una somiglianza col racconto Il giro di vite (1898) di Henry James. Anche qui si parla di una donna alle prese con due bambini e con un'apparente infestazione spiritica.  Fonte: Mymovies.it Grace Stewart (Nicole Kidman) è una giovane madre inglese che sta vedendo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo che il marito (Christopher Eccleston) è andato a combattere, è rimasta sola coi due bambini, Anne (Alakina Mann) e Nicholas (James Bentley). I piccoli (sembra) soffrono di una malattia a cui non è stata trovata cura o spiegazione: sono fotosensibili. La luce del sole sarebbe fatale per loro. Cosicché Grace deve essere ...

"The Menu": il gusto della vita e della morte

Gli chef maneggiano la materia stessa della vita e della morte, come fa Dio. Margot (Anya Taylor-Joy). Fonte: Wikipedia Con questa semplice frase, il buongustaio fanatico Tyler (Nicholas Hoult) spiega all'accompagnatrice Margot (Anya Taylor-Joy) l'origine della propria ossessione per la cucina stellata. Il ristorante in cui è ambientato The Menu (2022; regia di Mark Mylod) si regge infatti proprio su una sorta di tensione religiosa : il culto della delizia e dello chef-guru, Julian Slowik (Ralph Fiennes). A sottolineare la connotazione monastica del luogo, esso è stato posto su un'isola . I dipendenti dormono nella stessa stanza e la loro vita (dalle prime luci del mattino fino a tarda sera) è scandita dalle incombenze che permettono al ristorante di mantenere la sua elevatissima qualità. Cosa li sostiene? "Il desiderio di fare squisitezze" afferma Elsa (Hong Chau), la più devota seguace-dipendente di Slowik. E quest'ultimo ha invero un'aura sacrale: dall...

Conosci te stesso. Ma non ti piacerai

Lon Chaney jr. in L'uomo lupo (1941) L’uomo lupo ( The Wolf Man, 1941; regia di George Waggner) è uno dei film prodotti dalla Universal Pictures che hanno segnato l’immaginario horror internazionale. Al contrario di pellicole come Dracula   o La Mummia , non si basa su opere letterarie o figure già popolari in precedenza. Lo sceneggiatore Curt Siodmak si poté muovere così su un “terreno vergine” (o quasi). Ma ebbe l’accortezza di costruire il suo Uomo Lupo servendosi di materiali che avevano già un’alta carica simbolica. Ci sono gli zingari, emblemi della “diversità” e della “magia”. C’è l’argento, metallo impiegato per fabbricare crocifissi e altri oggetti benedetti. C’è la luna piena, ipnotica di per sé, nonché uno dei più antichi mezzi per misurare il tempo della natura. C’è l’aconito: in inglese wolfsbane , “veleno di lupo”. (Compariva anche nel Dracula del 1931, sempre prodotto dalla Universal, come arma contro i vampiri). C’è il pentagramma … e, sulla fortuna   di...

Quella Mummia che si agita dentro

Qualcuno, forse, ricorda ancora le mirabolanti e amarissime risate che mi sono fatta alle spalle del film La Mummia (1999).  Boris Karloff in The Mummy (1932) Fonte: talkfilmsociety.com Tutt’altre reazioni mi ha ispirato l’omonima pellicola del 1932 con Boris Karloff , prodotta sempre dalla Universal e diretta da Karl Freund. Dimenticate quel tamarro improponibile che era Imhotep nel remake degli anni ’90 e trasformatelo in un magnetico gentiluomo egiziano. Cancellate quell’oca giuliva di Evelyn e immaginate una squisita bellezza vintage, dagli occhi grandi in un viso cereo: Helen, nonché reincarnazione della sacerdotessa Ankh-es-en-amon. E pensate al trucco di Jack Pierce , creatore di quei mostri della Universal divenuti archetipi dell’immaginario horror. L’aspetto di Imhotep/mummia, divenuto poi Ardath Bey, vale da solo (a mio parere) tutti gli esagerati effetti visivi del remake. Ammetto, poi, di avere un debole per la fotografia in bianco e nero, coi suoi giochi ...

Le porte della percezione

Pare che i Doors abbiano mutuato il proprio nome dalle “porte ( doors ) della percezione”. Questa espressione mi è tornata in mente guardando Hellraiser (1987; regia e soggetto di Clive Barker). Non è stato l’unico déjà vu nel corso della visione. Più volte, mi è tornata in mente La Mummia . Anche qui ci sono una moglie adultera, una giovane ingenua che paga le conseguenze degli atti di lei, un oggetto misterioso che apre dimensioni inquietanti e un amante non-morto, eternamente suppliziato e voglioso di tornare alla vita vampirizzando altri uomini. Però, insistere oltre nel paragone fra i due film sarebbe blasfemo. La Mummia è un horror pacchiano, con mucchi di americanate (ed egizianate) per spettatori “di bocca buona”… o desiderosi di occasioni di humour nero. Hellraiser richiede più stomaco e, soprattutto, più cervello.             La trama, in sé, è semplice. Larry (Andrew Robinson) e la sua seconda moglie Julia (Clare Hig...