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Visualizzazione dei post con l'etichetta male di vivere

La Carne e lo Spettro

Aspetta. Soppesa. Ricorda l’agenda, gli amici, quel quaderno di racconti e poesie che da troppo tempo attende di venir trascritto a computer. Mangia. Parla. Sorridi. Questi sono i desideri della Carne. E i desideri della Carne sono contrari a quelli dello Spettro.              Lo Spettro è una scintilla dal canto delle Sirene. È un sentore di blu dal cuore di scoglio. È la bellezza del Sonno, che ti passa una mano sugli occhi con un sorriso di dama sicura.             Lo Spettro dà il comando dello stoico: segui il destino come un cane segue il carro a cui è legato. Giungerai alla fine con meno dolore. Lui sa che l’anima, a volte, ha bisogno solo di raggiungere la posizione fetale e da lì esplodere, rinascere - o disciogliersi nel suo liquido amniotico. Non distrarti con la vita. Ascolta la verità delle ferite. “C’era una persona in me, una parte di me, o comun...

Bisognerà imparare ad essere felice

"In seguito bisognerà imparare ad essere felice. Un tempo conoscevo la felicità per istinto o almeno, credevo di conoscerla. C'era sempre la primavera, nel mio cuore, una volta! Mi occorreva la gioia ed ero nato per essa. Sino all'estremo limite io riempivo la mia vita di piacere, come si colma sino all'orlo una coppa di vino. Adesso è da un punto di partenza del tutto nuovo che mi accosto alla vita, ed anche il concepire la felicità mi riesce, spesso, difficile. Mi ricordo, durante il mio primo semestre a Oxford, di aver letto nel Rinascimento di Walter Pater – un libro che ebbe sulla mia vita una così strana influenza! – che Dante pone nel profondo Inferno coloro che vivono spontaneamente nella tristezza. Andai subito in biblioteca e cercai quel passo della Divina Commedia, là dove è detto che al disotto della sinistra palude giacciono quelli che furono «tristi nella dolcezza dell'aria» ripetendo  Tristi fummo  Nell'aer dolce che dal sol s'allegr...

Blue-shaming

Slut-shaming, body-shaming… Termini ormai piuttosto diffusi che indicano le gogne psicologiche riservate agli “inadeguati”, per costumi o aspetto fisico. Ricalcandola su questi, mi sono permessa di creare l’espressione blue-shaming : laddove blue è la parole inglese che indica lo stato di depressione. Di esempi di blue-shaming sono generosi soprattutto coloro che si considerano amici e che, magari, fanno anche mostra di interessarsi molto ai tuoi problemi. Altrimenti, come potrebbero prendersi la briga (e certo il gusto) di dare a tutti il consiglio giusto ?  Comunque, il blue-shaming si esprime tipicamente secondo questi luoghi comuni: Vuol attirare l’attenzione. Crede di essere l’unico ad avere problemi. È chiuso in se stesso, non gliene frega niente degli altri. Ma non vede quante opportunità ha? Ha le fette di salame sugli occhi. È immaturo. Non ha mai provato niente di grave in vita sua. Ecco perché frigna per niente. Non ha nulla, è tutta una scena. ...

Nevrosi

“La fine del fascismo segna la fine di un’epoca e di un universo. È finito il mondo contadino e popolare. Era dalle parti più miserabili di questo che il fascismo raccoglieva le sue bande di sicari innocenti e virili. Sono anche finiti i ceti medi la cui cultura borghese era ancora fondata su una cultura popolare (simile a quella dei sicari): contadina, pastorale, marinara, povera. Differenziata (da regione a regione, da città a città, da centro a periferia). Eccentrica, particolaristica. Quindi reale . Il nuovo potere […] si era appoggiato nel dopoguerra a queste forme culturali reali , ma elettoralmente sanfediste. Aveva fatto cioè la stessa cosa che aveva fatto il fascismo. Ma poi lentamente, a propria insaputa, tale potere aveva cambiato radicalmente natura. La Chiesa, che aveva riassunto in sé tutti i caratteri comuni di quelle varie culture popolari particolaristiche e reali (elettoralmente reazionarie), era servita dunque al potere in modo definitivo. Di colpo, ora la Chiesa ...

Volontà di potenza

Volontà di potenza. Un’espressione ormai demonizzata, perché comunemente collegata alla sopraffazione, alla quasi omonima “politica di potenza”, al disprezzo del più debole.             Solo pochi sanno coglierne un altro significato - forse, quello più vero. Sono coloro la cui anima è stata baciata dal Veleno Blu .   Passano la vita appesi a un crine di cavallo, come la spada di Damocle, sopra il baratro della depressione. Non è un male storico; non può essere ricondotto alla lotta di classe, allo sfaldamento delle ideologie, ai conflitti in corso. È nato con loro, solo con loro morirà. Per questo, guardano con distacco e ironia a ogni discorso ufficiale e alle categorie dei manuali di storia. Non è qualunquismo o ignoranza: è consapevolezza che non tutta la realtà può essere triturata e digerita da quel lessico. Il Veleno Blu, per esempio, non può. Non è nemmeno egoismo. Costoro hanno, spesso, passato la vita a o...

Brave New World

“Ed ecco, mi cacciavo, di nuovo, fuori, per le strade, osservavo tutto, mi fermavo a ogni nonnulla, riflettevo a lungo su le minime cose; stanco, entravo in un caffè, leggevo qualche giornale, guardavo la gente che entrava e usciva; alla fine, uscivo anch’io. Ma la vita, a considerarla così, da spettatore estraneo, mi pareva ora senza costrutto e senza scopo; mi sentivo sperduto tra quel rimescolìo di gente. E intanto il frastuono, il fermento continuo della città m’intronavano.             «O perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d’arricchire l’umanità (e la impoverisce, perché costa...

Maledizione

“Non presso chiari fiumi ma in riva a tristi fossati sostammo dove immerger le mani era smarrirle sotto la mota pullulante dal fondo – Ed il verde degli olmi era lucente nella calura – erano freschi i fiori di prato – e d’altri fiori s’illudeva strenuo il cuore. Ma quell’acqua fangosa traversava la via – quell’odore corrotto solcava l’alito della nostra tenerezza dolente – né potevamo noi sventare quella maledizione della terra – né potevamo soffocare la voce arcana piangente –siete perduti – 12 maggio 1933” ANTONIA POZZI

Il Maestro

"Si dice che le sue ultime parole siano state 'Ma taci, cretin...', solo perchè l'ultima vocale se l'è portata via un rantolo piuttosto disgustoso, che ha chiuso una volta per tutte quella dannata boccaccia. Fosse, quella lettera, una 'a' o una 'o', poco importa: il vegliardo era sempre stato equo e imparziale nell'esternare il suo disappunto per l'esistenza del prossimo. Senza dubbio avrebbe indirizzato un tale estremo, lirico saluto a chiunque dei presenti.           Ma non è che una leggenda: in realtà si limitò a bisbigliare un amabile 'Lo sapevo che eri inutile' e dipartì senza tante smancerie.       Quanto agli astanti, erano troppo indaffarati ad azzuffarsi con contegno posticcio per un tozzo di bottino ereditario, per curarsi della saggezza che il de cuius intendesse eventualmente trasmettere ai posteri.             Non aveva m...

Spleen

“Mi trovai d’improvviso in imbarazzo, ma, allo stesso tempo, conscio di come Armand ascoltasse; che ascoltava nel modo in cui sogniamo che gli altri ascoltino, col volto che sembrava riflettere su ogni cosa detta. Non si affrettava a cogliere al volo ogni mia minima pausa, ad anticiparmi prima che il pensiero fosse completato, o a controbattere per un rapido, irresistibile impulso –cose che spesso rendono il dialogo impossibile.             E, dopo un lungo intervallo, disse: ‘Ti voglio. Voglio te più d’ogni cosa al mondo.’ Per un attimo, dubitai di ciò che avevo udito. Mi colpì come fosse incredibile. Ed ero disperatamente disarmato da ciò e l’indicibile visione del nostro vivere insieme si espandeva e obliterava ogni altra considerazione nella mia mente. […] ‘Tu vuoi questo da me, eppure non vieni da me’ disse. ‘Ci sono cose che vuoi sapere e non le chiedi. Vedi Claudia scivolar via da te, eppure sembra che tu si...

Il Veleno Blu

È un umore viscoso che scorre dentro le carni –nato da esse, mai parte di esse, mai diviso da esse. Ippocrate la chiamava μελαγχολία . Il mio Veleno Blu. Striscia quando si fissa il buio rapido fuori dai vetri di un treno. S’insinua mentre si guarda dalla finestra, verso le dimore universitarie dove sono stati trascorsi gli ultimi anni di vera e propria giovinezza –e ti sorprendi a pensare a quei versi d'Omero : Come è la stirpe delle foglie, così è anche quella degli uomini./ Le foglie, alcune il vento ne versa a terra, altre il bosco/ in rigoglio ne genera, quando giunge la stagione della primavera:/ così una stirpe di uomini nasce, un'altra s'estingue . ( Iliade, VI, 146-149). Così leggero e così greve. Fluido come tentacoli di miele. Una dolce e mortale tentazione di sonno. Ha la bellezza terribile di un pianeta che sfida la morte danzando con la Terra. Proprio così l’ha immaginato Lars Von Trier . Inestricabilmente legato alla voluttà del pensiero e della p...