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"Cadono pezzi di me": sofferenza e rinascita nei disturbi alimentari secondo Clara Tinti

Vuole sentirsi bella! Vuole fare la modella!  Quante volte si sentono frasi del genere, quando si parla di disturbi alimentari ? In realtà, hanno radici più profonde. Nascono dagli attaccamenti affettivi e dall'interiorizzazione dello sguardo altrui. Non sono neppure causati esclusivamente dalla famiglia: l'insorgenza dipende da molti fattori. Ne ha parlato la giovanissima Clara Tinti, autrice del testo autobiografico "Cadono pezzi di me" (GAM Editrice, 2025). Il volume è stato presentato al Teatro Civico "M. Bortolozzi" di Manerbio, il 22 novembre 2025. Con lei, c'erano: la dott.ssa Federica Pagani , responsabile dell'ambulatorio di neuropsichiatria infantile presso l'ASST degli Spedali Civili di Brescia; il dott. Mauro Domenico Consolati , responsabile sanitario del Centro dei disturbi del comportamento alimentare presso la Fondazione Richiedei di Gussago; don Luca Sabatti , vicario parrocchiale di Manerbio. L'incontro era stato organizza...

Piacere, dolore, potere nel BDSM secondo Traimond

Perché una casa editrice d’indirizzo anarchico come elèuthera dovrebbe pubblicare un saggio sul BDSM, o sadomasochismo consensuale ? Perché anche in questo caso (come nell’anarchismo) si parla di libertà e potere , visti in un rapporto insolito. Se ne è occupato Jean-Manuel Traimond (Parigi, 1960), autore di Dissection du sadomasochisme organisé. Approches anarchistes (2005), tradotto per i tipi di elèuthera nel 2007 col titolo : Piacere, dolore, potere .              Oltre che scrittore, Traimond è una guida dei musei parigini. Con elèuthera, infatti, ha pubblicato anche Guida erotica al Louvre e al Musée d’Orsay . Ma torniamo al titolo già menzionato.             L’edizione 2024 inizia con una prefazione che contestualizza storicamente il volume. Rispetto ai quasi vent’anni fa (quando fu dato alle stampe per la prima volta), è passata parecchia acqua sotto i pont...

Le rose della notte - III, 5

Parte III: Il canto della mosca 5. Marcello teneva il capo chino, incrociando le braccia sul petto. Con quei jeans, la giacca a vento e i ricci castano scuro non nascosti dalla parrucca, era impossibile ricollegarlo alla scintillante Greta Sgarbo. Diana osservò divertita quell’originale – o quell’ alter ego ? – ombreggiato dal porticato.             Erano nel cosiddetto Cortile delle Magnolie, uno dei chiostri dell’università pavese. Gli alberi eponimi li guardavano a distanza, lucidi e scuri come il silenzio. Accanto a loro, Ugo Foscolo dormiva nell’effigie di marmo, sul sarcofago che gli aveva scolpito Zulimo Rossellini, per la tomba in Santa Croce a Firenze – prima che fosse inspiegabilmente rifiutato.              «Sei molto preoccupata per la tua relazione con Margherita, allora?» riprese delicatamente il ragazzo, alla fine. L’amica deglutì e di...

Fantasmi

Ritualità. Attaccamento alle radici, ai luoghi simbolici, alle date significative. Memoria. Identità. Romanticismo –o vampirismo. Immortale odio o immortale amore. Eterna fissità che è, allo stesso tempo, una fragilità fatale. Chiunque sia vagamente appassionato di romanzi gotici sa che queste sono le caratteristiche di base dei fantasmi.             La loro esistenza fa parte dell’ economia dell’universo. Tutto è impermanente. I fantasmi sono i travolti dall’impermanenza. Per loro, i vivi sono stronzi, perché, nella loro foga e nel loro moto inarrestabile, travolgono tutto quello di cui gli spettri hanno bisogno.             La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere (Cccp). I fantasmi esistono. Non possono fare a meno di esistere. Se ne rendono conto con costernazione e sorpresa, ogni giorno della loro perpetua notte. Si alzano dai propri letti, per comba...

Vivi o morti

Cominciare una nuova vita è un po’ come morire –e viceversa. Se ne rendono conto Adam (Alec Baldwin) e Barbara Maitland (Geena Davis), novelli sposi e, ben presto, novelli defunti. Beetlejuice   (1988; regia di Tim Burton) inscena un “colpo di destino” molto sardonico: la vita dei giovani coniugi si trova appesa a un filo, o, meglio, a un pelo di cane, tanto precario da sembrare calcolatissimo. Comunque, non si nota alcun distacco tra “aldiquà” e “aldilà”. Gli sposini passano dalla vita terrena a quella spettrale senza apparente attrito, forse anche per via della sorpresa e dello shock. Non hanno avuto tempo di rendersi conto di cosa fosse la morte e, a dire la verità, non l’avevano mai considerata nelle sue dimensioni. Dovranno conoscerla passo dopo passo, rendendosi conto che la loro familiare casetta è diventata un posto ignoto, dove le fiamme del caminetto non bruciano più, ma una semplice porta conduce in mondi deserti e ostili. Davanti alla morte, ogni uomo è tanto sprovv...

La tela di Penelope

Leggendo il Catechismo della Chiesa cattolica, si rimane solitamente colpiti (o intimoriti) dalla chiarezza adamantina dell’articolazione, dall’impressione di compattezza e coerenza che la mastodontica opera vuole dare. Io, invece, mi sono soffermata su quello che sembrerebbe relegato ai margini: le note e le fonti. Perché, a pensarci bene, è in esse l’essenza dell’opera: in quel formicaio di menti che hanno pensato, elaborato, scritto, compendiato, raccolto, per più di duemila anni. Il grosso volume che pesa sul mio tavolo non avrebbe mai potuto nascere, senza l’eredità di testi e documenti che l’ha preceduto. Esso non è che il risultato della volontà di spremere un succo coerente dalla costellazione di autori diversissimi che hanno fatto la storia della dottrina cattolica. Ma questa “coerenza” è stata posteriore e derivata, rispetto agli sforzi coraggiosi di esprimere pensieri su Dio e sull’uomo in relazione a Lui.           ...

Chi sono?

Non so per qual dispetto di destino o fortuna, più annuso la contemporaneità, meno me ne sento parte. Il Novecento –il secolo di plastica e televisione, dittature e cerchiobottismo, consumi e miseria, futurismi e crepuscoli- mi parla meno d’ogni altra epoca. Il secolo presente è neonato, dunque non ha ancora la parola. Non mi serve ad alcunché cercare in manuali di storia e giornali. Gusti e pregiudizi del XX secolo mi scivolano addosso. Probabilmente, sono una dei pochissimi che, quando vedono una croce celtica, pensano ai monaci irlandesi anziché agli Skinhead. Oppure, che guardano all’università come a un’associazione di professori e allievi, finalizzata alla libera coltivazione del sapere. Il che implica un’allergia a burocrazia e ideologismi.             Chi sono io, allora? Io amo  Faust e la sua ricerca senza meta, la sua vita perpetuata dal Desiderio in quanto tale. Amo Parsifal , il “puro folle” che non co...

Il segreto

Un po’ goliarda, un po’ filosofo, con una barba che lo rende silenico quanto ci vuole. Il suo sorriso ha una leggerezza insostenibile (giusto per citare un’espressione nota). «Scrivi bene» mi dice. «Scrivi c*****e, ma le scrivi bene…» Un altro di quei sorrisi. Sto al gioco. Non si sa come, una battuta dopo l’altra, si finisce per fare considerazioni d’altro tipo. Lui parla con apparente noncuranza della propria non più giovane età (i tempi della Feluca, quella che io porto ancora sulle spalle, per lui sono passati da tempo). «Ho capito che io non sono i capelli che cadono, non sono i miei racconti…» «Chi sei, allora?» lo stuzzico. «Sono seduta vicino a te da mezz’ora e non so ancora chi tu sia…» Rido leggermente. «Quello che sono io lo sei anche tu» prosegue, sempre più sibillino. «Togliti gli occhiali» fa, poi. Mi precede nel gesto. Ora, nella nebbia del mio mal funzionante cristallino, le mie pupille cercano di fissare le sue. Non ricordo le domande che mi ha fatto e al...

"A volte credo di vedere nei miei occhi"

  “A volte credo di vedere nei miei occhi La promessa di altri esseri Che avrei potuto essere, Se la vita fosse stata un’altra.   Ma da questa favolosa scoperta Solo mi viene il terrore e la pena Di sentirmi senza forma, vaga e incerta Come l’acqua.”   SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN (Trad. dal portoghese di Federico Bertolazzi)   Poesia, Anno XXVI, Maggio 2013, N. 282