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Visualizzazione dei post con l'etichetta sacralità

Rispettare gli animali, rispettare l'Animale

Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioè in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice. (FRIEDRICH NIETZSCHE) La dea Afrodite a cavallo di un cigno , animale sacro a lei e ad Apollo (dalla tomba F43 Kameiros, Rodi). Una mia conoscenza di Facebook, in un paio d’occasioni, ha espresso gradimento per il mio “ interesse verso le altre forme di esseri viventi , al di là di cani e gatti.” Non ho mai aderito ad associazioni di stampo animalista. Però, mi par che valga la pena di spendere qualche parola in merito. Perché la questione tocca un nodo di fondamentale importanza spirituale: il rapporto fra Uomo e Animale , intesi come due componenti di uno stesso essere.             Per “Uomo”, s’intende qui qualcosa di assai simile all’ Ego freudiano e al λογιστικόν pla...

Noli me tangere

“Esiste un istinto del rango, che più di ogni altra cosa è già segno di un rango elevato ; esiste un piacere alle nuances della venerazione che lascia indovinare l’origine e il costume aristocratico. La raffinatezza, la bontà e la superiorità di un’anima diventano pericolose, se messe alla prova, quando passa loro vicino qualcosa che è di natura altissima ma che i brividi dell’autorità ancora non proteggono  dalla stretta importuna e dalla goffaggine: qualche cosa che, senza contrassegni, non svelata, tentando, forse volontariamente velata e mascherata, come una vivente pietra di paragone va per la sua strada. Chi ha il compito e la pratica di indagare le anime si servirà di quest’arte, in varie forme, proprio per stabilire l’estremo valore di un’anima, la gerarchia inamovibile e innata alla quale essa appartiene; egli la metterà alla prova nel suo istinto di venerazione. Différence engendre haine : la bassezza di alcune nature schizza improvvisamente fuori come acqua sporca, se...

Cuore

“Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti, per costruire la propria impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. Si è valso delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che, con tutte le sue atroci e idiote consacrazioni, non gli serviva più.             In compenso però tale nuovo potere ha portato al limite massimo la sua unica possibile sacralità: la sacralità del consumo come rito, e, naturalmente, della merce come feticcio. Nulla più osta a tutto questo. Il nuovo potere non ha più nessun interesse, o necessità, a mascherare con Religioni, Ideali e cose del genere, ciò che Marx aveva smascherato.             Come polli d’allevamento, gli italiani hanno subito assorbito la nuova ideologia irreligiosa e antisentimentale del potere: tale è l...