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Visualizzazione dei post con l'etichetta mitologia

Paolo Cevoli racconta l'Eneide con un sorriso

Chi di noi non ha sofferto, quando la sveglia lo strappava al letto per catapultarlo a scuola? E che noia tutto quel "latinorum"! "Arma virumque cano..." Inizia così l'Eneide di Virgilio , il poema forse più bistrattato di tutta l'epica occidentale. È solo un fiacco "spin off" dell'Iliade? Una parziale scopiazzatura dell'Odissea? Forse no. Forse, è una delle opere letterarie in grado di raccontare la generazione dei "Millennials" , stretti fra i genitori "boomer" e i figli da crescere, come lo era Enea fra il padre Anchise e il piccolo Ascanio.  Questa, almeno, è l'idea alla base di "Figli di Troia" , il recente spettacolo del comico Paolo Cevoli . Nato a Riccione nel 1958, dall'età di undici anni ha aiutato i genitori nella gestione dell'albergo di famiglia. Laureatosi in Giurisprudenza, ha lavorato nuovamente in ambito alberghiero come gestore. È consulente nel campo della ristorazione. Nei suo...

"Il lutto si addice ad Elettra" secondo Davide Livermore

Un classico è una storia che può essere narrata infinite volte, sempre nuova e sempre riconoscibile. Tale è la vicenda degli Atridi, il casato di Agamennone : il mitologico re di Micene che guidò la guerra degli Achei contro i Troiani. Poco simpatico a chiunque, il personaggio ha anche la pecca di discendere da una genealogia a dir poco disastrata. Il padre Atreo iniziò col fratello Tieste una faida che si protrasse di generazione in generazione. Da questo groviglio di vendette e incesti, non si salvò praticamente nessuno della famiglia. Ma siamo sicuri che storie del genere riguardassero solo i miti antichi?  Il drammaturgo americano Eugene O'Neill (1888 - 1953) sapeva che non era così. Visse in un'epoca in cui non c'era ancora una tradizione teatrale statunitense. Così, iniziò a crearne una, ispirandosi ai classici antichi e alle pièces di Henrik J. Ibsen, Anton P. Čechov e J. August Strindberg. I risultati di questa inusuale commistione furono straordinari. In particol...

Mythos: le figure fantastiche di Piovani e "Bigiai"

Una storia diventa un mito quando riesce a essere vitale in ogni epoca, luogo e linguaggio . Per l'appunto, s'intitolava Della Natura : Mythos la mostra artistica di Lorenzo Piovani e Luigi "Bigiai" Viviani . È stata aperta al Bar Simposio di Manerbio dal 17 al 21 maggio 2025. Contemporaneamente, nel giardinetto del locale, era attivo il "Bazar Bizzarro" : un mercatino di fantasiosa bigiotteria, segnalibri e altre sfiziose chicche, per raccogliere fondi a favore dell'associazione "Comitato Nour Ama e Cambia il Mondo" . Così la creatività manerbiese, una volta di più, incontrava i progetti umanitari.   I due artisti avevano creato vortici di linee su sfondi dai colori vivaci. Ogni forma era volutamente astratta e non riconducibile a qualcosa di reale. Proprio questo permetteva alla mente di riconoscere le figure di Centauri, guerrieri, Minotauri e qualsiasi fusione tra immagini umane e "altro". Più familiare era una variopinta scul...

L' "Ercole amante" di Cavalli al Teatro Ponchielli di Cremona

Il Monteverdi Festival, oltre al compositore eponimo, ha omaggiato altri grandi della musica barocca. Il 27 e il 29 giugno 2025, il Teatro Ponchielli di Cremona ha dunque proposto l' Ercole amante di Francesco Cavalli (Crema, 1602 - Venezia, 1676). Una regia moderna e acuta che ha stupito piacevolmente, come quella de Il ritorno d'Ulisse in patria . Era firmata da Andrea Bernard, assistito da Tecla Gucci Ludolf. Le scene erano di Alberto Beltrame (assistito da Giulia Turconi); i costumi di Elena Beccaro (assistita da Emilia Zagnoli), le coreografie di Giulia Tornarolli, le luci di Marco Alba. La parte musicale era affidata all' Orchestra e Coro Monteverdi Festival - Cremona Antiqua. Al clavicembalo, dirigeva Antonio Greco. Ercole amante di Cavalli: genesi e contesto Cavalli compose l' Ercole amante per le nozze di Luigi XIV di Francia con l'Infanta di Spagna Maria Teresa d'Asburgo . Il matrimonio fu festeggiatissimo, non solo perché regale, ma anche e soprattut...

"Il ritorno di Ulisse in patria" al Monteverdi Festival

Può una tragedia musicale del Seicento strapparci ancora sorrisi e lacrime? E il tema mitologico non sarà un po' troppo imbalsamato?  La risposta a entrambe le domande è scontata, ma non troppo. Si sa già che le avventure di Ulisse sono riproponibili in molte salse, coma ha dimostrato anche il recente film di Uberto Pasolini. Più difficile è rispondere al quesito sulla tragedia musicale. Il ritorno di Ulisse in patria (1640) di Claudio Monteverdi è un gioiello di epoca barocca. Lo separano da noi ben 385 anni. La maturità di Monteverdi e le origini del "Ritorno di Ulisse in patria" Monteverdi componeva per le chiese e per la nobiltà. Eppure, nel 1640, si affaccia a un mondo diverso. Ha settantatré anni e un'esperienza artistica decisamente matura. Si trova a Venezia, una delle città più ricche e dinamiche dell'epoca. Stavolta, la commissione viene dal T eatro Santi Giovanni e Paolo : uno di quelli che hanno iniziato le attività in quegli anni. Stiamo parlando ...

Le “Parole sulla sabbia” raccontano il mondo

L’arte di narrare è una delle più antiche ed ha molte declinazioni. Nel Terzo Millennio, è ancora possibile pensare ai cantastorie di piazza , che portano storie da tutto il mondo ad ascoltatori di passaggio? Ha risposto la compagnia Cicogne Teatro , per mezzo dell’attore Abderrahim El Hadiri . Quest’ultimo è stato allievo proprio di un cantastorie di Marrakech e ha riadattato la sua arte per i bambini di Manerbio, in uno spettacolo diretto da lui e da Claudio Simeone. Il 1 settembre 2023, al Parco Rampini , i piccoli e le loro famiglie sono stati invitati ad ascoltare le fiabe e gli aneddoti inscenati da El Hadiri, coi mezzi semplici ma efficaci di cui il teatro di piazza può disporre. Un fondale di stoffa, pochi oggetti per terra, un tappeto – e voilà, il “Marocco della fantasia” era servito. Ma le vicende narrate non erano solo nordafricane. Vi si ritrovavano motivi ricorrenti anche nel folklore italiano, nonché vicende mitologiche indiane e latine. L’iniziativa era firmata dal Com...

Perché è impossibile non amare Loki

Lo confesso: il mio preferito, nel pantheon norreno, è Loki . Il "diavolo", l'infame, l'astuto, l'ambivalente, il dio in combutta coi demoni. Non proprio credenziali rassicuranti, lo ammetto. Eppure, credo di avere i miei buoni motivi. Innanzitutto, lui, fra gli Asi (i grandi dei celesti) si distingue. Mentre i suoi colleghi sono tutti pacificamente integrati nell'alta società divina, lui tiene un piede in cielo e uno negli Inferi . È il classico esempio di come le pecore nere vadano ove preferiscono, mentre le pecore bianche sono prigioniere del loro paradiso rassicurante e insipido. Uomo, donna, mosca, salmone, gigantessa o foca che sia, lui può assumere qualsiasi forma e gustare così appieno la varietà dell'esistenza. Peraltro, uno che può trasformarsi in qualsiasi cosa tu desideri ha un fascino indiscutibile. Gli altri dei un po' lo snobbano come buffone, un po' lo temono per i suoi tiri mancini. Così lo escludono dalle feste… ma, ogni volt...

La ricerca di Isabella Baiguera fra volti e colori

I sabella Baiguera è giovane e schiva. Danza e disegna fin dall’infanzia. Ha conseguito un diploma di liceo artistico e, ora, è allieva della Scuola Internazionale di Comics a Milano. La sua produzione artistica trae spunto da canzoni, poesie, miti greci e comprende cenni di filosofia. È presente anche su Instagram, come @teachmeartt . Dal 18 settembre all’8 ottobre 2022, le sue opere sono state esposte nel corso della serie di mostre “In Essere”, al Bar Borgomella di Manerbio.              La prima cosa che colpisce è il gran numero di immagini femminili presente nei suoi disegni, sovente autoritratti dell’artista. La sua ricerca del personaggio è anche una ricerca di sé. Altri sono ritratti ispirati a quelli di Lucian Freud (Berlino, 1922 – Londra, 2011), con tratti duri e marcati. Ci riferiamo in particolare al Boy Smoking (1950-1951), trasformato nel ritratto di un’amica di Isabella. L’opera era stata ideata nel per...

Mo Dao Zu Shi: una porta su mille domande

No, non è una fissazione, stiamo scherzando? Solo che, di Mo Dao Zu Shi , ho visto tutta la serie animata. E sto guardando la versione Netflix The Untamed , che ho già programmato di rivedere insieme ad amici. E ho l’artbook della serie animata. E intendo leggere i romanzi dell’autrice Mò Xiāng Tóng Xiù , da cui è tratta. E mi è nata una mezza fantasia d’imparare il cinese, grazie alla saga. Nemmeno la mia temporanea esperienza col kung fu mi spinse a tanto.  Fonte: Wikipedia             Cosa volete che vi dica? Ogni tanto, salta fuori un universo narrativo che mi cattura e voilà, mi frigge in padella come un pesce.             Mo Dao Zu Shi è di quelli – e io sono in buona compagnia nella padella per fritture, visto il gradimento internazionale che ha raggiunto. È abbastanza di nicchia, perché la complessità di trama e contenuti richiede notevoli dosi di concentrazio...

L'estate e le porte dei morti

Chronos.  Sotto il sole di giugno, la tua bocca è più fresca e più buia. Ti ricordiamo per questo, per i genitali e la bocca. Gli uni hanno generato, l’altra ha divorato i tuoi figli. Saturno. È strano pensarti d’estate. Ma gli ultimi funerali importanti della mia vita sono caduti proprio in questa stagione, quando alberi e mais verdeggiano prepotenti a fianco delle tombe. Mundus patet : sono spalancate le fauci della terra , quelle da cui esce il grano nutriente – e che ci collegano ai nostri morti. Bisogna fare attenzione a non caderci dentro. Soprattutto perché ci attraggono.             Ne sento il risucchio costante e discreto sotto i piedi, accanto alla bara che presto vi entrerà. Questo giorno mi sta regalando la lucida percezione di quell’antico sentimento, quello che ha portato a coniare la parola “saturnino” e a collegare Saturno allo scuro, grave piombo: il sentimento del vasto buio sotto i nostri piedi, quel...