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"L'assassinio di un «fior di bolscevico»”: pagine buie di Manerbio

L'assassinio di un "fior di bolscevico": chi era? Chi era Angelo Sanzeni? Fu dirigente socialista e vittima di un assassinio a sfondo politico per mano di squadristi fascisti, il 31 luglio 1922. Il fattaccio avvenne a Manerbio. Di indagarlo storicamente si è occupato Giordano Cavagnini : laureato in Storia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, si occupa soprattutto di ricerca e studio nel campo della conservazione del patrimonio culturale. Una delle sue opere più recenti è lo studio sulla "città sociale" di Manerbio, compreso negli atti del convegno "Scienza e Beni Culturali" (2019).  Il 5 marzo 2026, al Teatro Civico "M. Bortolozzi" di Manerbio, ha presentato L'assassinio di un «fior di bolscevico». La metamorfosi fascista di Manerbio (1920-1922) (Brescia 2025, Liberedizioni) . L'evento era il frutto della collaborazione fra il Comune e l'ANPI . Il saggio ricostruisce la storia del suddetto Angelo Sanzeni: brac...

La ferrovia di Manerbio ha più di cent’anni

Nel 2026, la ferrovia di Manerbio compie 160 anni. Il tratto Cremona-Olmeneta fu inaugurato nel 1863, mentre quello Brescia-Olmeneta risale infatti al 1866. Quest’ultimo comprendeva la stazione di Manerbio, sorta sul terreno della Cappellania di S. Caterina. Il primo capostazione fu Eugenio Tornello, deceduto due anni dopo, nel 1868.              Lo scopo della ferrovia era unire Brescia alla rete ferroviaria del Piemonte. La realizzazione dell’infrastruttura, quindi, fu un passo importante nell’ unificazione dell’Italia .             La concessione per la costruzione e l’esercizio della linea fu affidata alla Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. Definita come “linea a esercizio economico” , fu inizialmente percorsa da tre coppie di corse al giorno, tutte con trazione a vapore.             Nel 186...

"La dolce vita" ha un fondo amaro

Chi non ha mai sentito nominare La dolce vita di Federico Fellini (1960) ? È uno di quei film proverbiali anche per i non cinefili. A molti è capitato di indossare una "dolcevita" , la maglia del protagonista. Un fotografo che sorprende le celebrità in occasioni private è un "Paparazzo" , come l'omonimo personaggio. Eppure, quanti hanno davvero guardato questa lunga pellicola fino in fondo? Essa può sorprendere.  Fonte: Collider.com "La dolce vita" è un titolo ripreso da una commedia di Arnaldo Fraccaroli. È divenuto sinonimo di lusso, divertimenti notturni, feste e avventure galanti: il mondo in cui lavora Marcello (Marcello Mastroianni), cronista mondano a Roma. Lui proviene da una zona provinciale: è evidente che è arrivato nella capitale per fare carriera e respirare un'atmosfera più viva. Si può dire che "ce l'abbia fatta", in un'Italia che inizia a dimenticare guerra, povertà e arretratezza. Però, fin da subito, la vita ap...

Regola numero 1: Non esiste

Una storia d’amore e d’amicizia è contro la mafia? Sì, perché la criminalità organizzata si ciba di sottomissione e di rivalità, che sono l’esatto contrario dei suddetti sentimenti. È l’idea alla base del romanzo di Alessandro Lucà: Ti proteggo io (2020, Edizioni Iod).              La compagnia Teatro Diversivo ne ha tratto uno spettacolo che ha proposto al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio, la sera del 26 maggio 2024. La regia è stata curata da Dora Lazzari, l’adattamento era di Luca Iuliano; dell’aiuto regia e delle luci si sono occupati Alice Salogni e Marino Maccarinelli. La trama è la seguente.             Stefano Conti (Simone Faberi) è uno scrittore arrivato al successo con un solo romanzo, ma pesantemente afflitto da un perduto amore. L’abbandono della sua Giulia ha seriamente compromesso la sua stabilità fisica e psicologica. Deve arrivare a ripete...

Delfino Tinelli racconta la battaglia di San Martino e Solferino

Delfino Tinelli , insegnante di scuola primaria e autore manerbiese, è ormai ben calato nel ruolo di “nonno raccontafavole” … anzi, “racconta-Storia”: quella dei libri di testo, ma trasformata in dialoghi coi nipoti. Stavolta, si rivolge ad Alma e a Gregorio, ormai adulti, rispettivamente studentessa universitaria e ingegnere. Tinelli, però, non si scompone e accontenta le loro curiosità storiche come se fossero ancora bambini. È così nato La Torre di San Martino. Battaglia di San Martino e Solferino (Brescia 2023, Editore Mannarino Franco), per la collana “Il nonno racconta”.              Il libriccino prende spunto da un monumento notato da Alma mentre tornava in treno da Trieste: la Torre di San Martino , appunto. Durante il viaggio, ha segnalato alla ragazza il passaggio dal Veneto alla provincia di Brescia. Le ha anche ricordato quanto raccontava nonno Delfino in merito alla battaglia avvenuta in zona.   ...

InterviStorie – Intervista con Ninetta Pierangeli

Rieccoci con la seconda delle nostre InterviStorie !  Ninetta Pierangeli vive a Roma. È Dottore di ricerca in Scienze sociali e filosofiche, insegna Lettere ed è un’autrice. Ha curato l’edizione italiana di Astrazione rivoluzionaria e realismo cattolico di Augustin Cochin. Fra gli altri volumi, ha pubblicato Mens sana in corpore sano: racconti per sollecitare la riflessione di tipo filosofico in comunità di preadolescenti. La sua copiosa produzione narrativa conta opere per grandi e piccini. Ha pubblicato anche romanzi storici, sui quali l’abbiamo intervistata.    1) Sei principalmente un'autrice per bambini e ragazzi, cosa che si accompagna bene col tuo lavoro d'insegnamento. Qual è (secondo te) la ricetta per raccontare la grande Storia ai giovanissimi? Renderla vicina, mostrare che gli uomini, i giovani come i grandi, sono sempre uguali, i desideri e le passioni che accompagnano le loro vite non cambiano con il trascorrere delle epoche. In questo senso, Il piccolo...

Delfino Tinelli racconta le Dieci Giornate

Dopo averci incantato con la storia della regina longobarda Ansa e di suo marito Desiderio , Delfino Tinelli ci propone un'altra pagina a cavallo fra verità e leggenda: quella che ha valso a Brescia il soprannome di "Leonessa d'Italia" .  Le Dieci Giornate di Brescia - Con la treccia sul cuore (Brescia 2022, Editore Mannarino Franco) è il secondo titolo della collana "Il nonno racconta", che raccoglie i dialoghi di Delfino Tinelli coi nipoti. Il sottotitolo dell'opera cita un verso di una poesia di Angelo Canossi, L'Ésordio dè le Dés Zornade , compreso nell'edizione definitiva di Melodia e congedo (1962, a cura di Aldo Cibaldi, Editrice Istituzione della Memoria "A. Canossi" Bovegno). Il componimento è narrato in prima persona dal protagonista, uno dei tanti bresciani che combatterono sulle barricate nel 1849. Il personaggio parla al figlio di un episodio di allora, quando lui era un giovane patriota antiaus...

Il vero vuoto dei nostri tempi

  E... sì: dagli anni Ottanta in poi , siamo stati invasi da prodotti culturali "pop" di scarsa qualità. Abbiamo visto il cinema popolare farsi cinepanettone , la televisione proporre come "realtà quotidiana" l'artificialità di certi talk show e di certi reality. Abbiamo visto la cafonaggine e l'esibizionismo del nulla diventare la norma.  Però... Non è questo il genere peggiore di  hollow men che i due decenni appena trascorsi hanno prodotto.  L'idiozia scientemente diffusa (intesa come vuoto di contenuti spacciato per leggerezza, volgarità gabellata come popolarità) è un male, certo. Ma non è impossibile da sconfiggere, finché rimangono persone curiose e appassionate, in grado di proporre alternative... persone vive. Da temere sono i morti che cercano di impedire a questi vivi di vivere .  Da quando si è verificata "l'epidemia del vuoto" in Italia, si è accentuato il divario fra la cultura popolare e quella cosiddetta "alta", ...

Una domenica bestiale... ai referendum

Sarà perché si tratta comunque di "un finesettimana diverso"... Sarà perché si crea un buon clima umano, quando si trascorrono insieme tante ore di lavoro di squadra... Sarà perché la segretaria è una cara amica dei tempi delle elementari e rivedo tanti vecchi compagni di scuola... Fatto sta che presiedere un seggio stimola sempre il mio lato scanzonato e il mio umorismo peggiore.    Non sono valse ad alcunché nemmeno la sonnolenza da post "notte brava" coi colleghi all' "Aquila Rossa" di Padernello, né l'esame di tedesco alla mattina... Aprire e arredare insieme il seggio per i referendum popolari 2022 , il sabato, è stata una festa. Almeno, prima di realizzare la mole delle schede da contare e autenticare. Il tum tum del timbro scandiva "il passo di danza". Un solo timbro per migliaia di schede... ma (per dirla con Giorgio Gaber)  non si sta poi tanto male, con un tic orizzontale .  Erano tante, belle e colorate... Le schede dei cinque ...

Lo schiaffo a Toscanini: a Manerbio, la musica perseguitata

Era stato previsto per la Giornata della Memoria , ma le restrizioni dovute alla pandemia l’hanno fatto rimandare. Finalmente, il 22 aprile 2022, si è tenuto a Manerbio il concerto “Lo schiaffo: per la pace, contro ogni guerra e per la Giornata della Memoria” . Nel portico del palazzo comunale, Edmondo Mosè Savio ha accompagnato al pianoforte tre voci: il soprano Daniela Capelletti, il mezzosoprano Tea Franchi e l’attore Luciano Bertoli.              Il concerto era dedicato a un capitolo poco noto della Shoah: la persecuzione dei musicisti , in quanto ebrei o in quanto autori di musica “degenerata”.             Lo “schiaffo” che dava il nome alla serata era, in realtà, solo l’inizio di una più pesante aggressione fisica subita da Arturo Toscanini . La sera del 14 maggio 1931, il celebre direttore d’orchestra avrebbe dovuto dirigere un concerto in memoria di Giuseppe Ma...

Leggendo “Rubli e Lire”, di Simona Blasutig e Daniele Ossola

Un libro fuori dal comune, contenente la verità e il pensiero sperimentale; alla lettura ci si addentra prontamente nei costumi rigidi e furenti dell’autorevolezza staliniana. In Italia, nel dopoguerra, risultava comunque facile cogliere un’occupazione, addirittura si aveva modo di decidere tra varie proposte.  Già, annaspare nell’indecisione voleva dire addolorarsi senza una giusta causa, e quindi oscurarsi. In Rubli e Lire , la dietrologia dovuta al secondo conflitto mondiale verte sui processi sovietici. La questione sulla quale si stende un velo pietoso, incitando all’orgoglio ideologico e nonostante i fatti parlino chiaro, si riferisce nient’altro che all’Incapacità. E l’amore muore temendo di per sé il male di vivere. Il centro dell’Unione Sovietica si pone realmente, urbanamente, soffocando alla leggera, banalizzando il male che si riserva un fermento attitudinale, tra lo storico e l’inviolabile. I controlli si riversano da ogni angolo, eticizzando un popolo, a...