“Bruciare la vecchia”: niente a che vedere coi famosi roghi di streghe, ma una tradizione molto più antica. Essa si riallaccia ai “falò d’inizio anno” diffusi nell’Italia nordorientale, alla vigilia dell’Epifania o a metà Quaresima. Già gli antichi Celti accendevano fuochi per propiziarsi le divinità e bruciavano un fantoccio che indicava il passato da lasciarsi alle spalle. Gli antichi Romani portavano in processione il simulacro di Anna Perenna (divinità femminile agricola di dubbia origine) e la gettavano poi nel Tevere. Questo tipo di pratiche sono, al contempo, riti di fertilità (la natura si rinnova, lasciandosi alle spalle l’inverno e l’anno vecchio) e una versione del “capro espiatorio” (liberazione delle colpe della comunità). Durante la Quaresima cristiana, questa sagra serve anche come pausa da fioretti e astinenze. A Manerbio, ogni anno, si “brucia la vecchia” nel giorno del giovedì grasso. Nel 20...
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