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Sul rogo del tempo

“Bruciare la vecchia”: niente a che vedere coi famosi roghi di streghe, ma una tradizione molto più antica. Essa si riallaccia ai “falò d’inizio anno” diffusi nell’Italia nordorientale, alla vigilia dell’Epifania o a metà Quaresima. Già gli antichi Celti accendevano fuochi per propiziarsi le divinità e bruciavano un fantoccio che indicava il passato da lasciarsi alle spalle. Gli antichi Romani portavano in processione il simulacro di Anna Perenna (divinità femminile agricola di dubbia origine) e la gettavano poi nel Tevere. Questo tipo di pratiche sono, al contempo, riti di fertilità (la natura si rinnova, lasciandosi alle spalle l’inverno e l’anno vecchio) e una versione del “capro espiatorio” (liberazione delle colpe della comunità). Durante la Quaresima cristiana, questa sagra serve anche come pausa da fioretti e astinenze.              A Manerbio, ogni anno, si “brucia la vecchia” nel giorno del giovedì grasso. Nel 20...

Sere d'estate all'oratorio

L’edificio principale dell’oratorio “S. Filippo Neri” di Manerbio è stato abbattuto, ma questa non pare una giustificazione per cessare le attività. Anzi, la necessità di raccogliere fondi le rende anche più preziose. Così, il 2016 è stato salutato da una grande “Festa dell’Oratorio”, tenutasi dall’1 al 3 luglio e dall’8 al 10 dello stesso mese.              Sul palco all’aperto, si sono esibite “cover band” come Rumori Molesti (1 luglio) e i Bubble Gun (8 luglio), o rockabilly come i Whole Lotta Shakers (3 luglio). I gruppi hanno lasciato il posto al karaoke il 10 luglio, quando il “Grest In-Canto” ha chiamato al microfono i “grestini” e i loro genitori, per guadagnar punti alle proprie squadre grazie all’ugola. Nella stessa serata, si erano esibite anche due ragazze in cover dal vivo: Silvia Ragozzino (voce e chitarra) e Adele Piovani (pianoforte).             Il ...

Madre Teresa: la "matita di Dio" al Politeama

La Compagnia teatrale Suzao dell’oratorio di Manerbio è alla sua quarta rappresentazione. Dopo il Vangelo secondo Matteo, don Bosco e S. Francesco, i ragazzi hanno portato sulla scena Madre Teresa di Calcutta (Skopje, 1910 - Calcutta, 1997): come sempre, nella forma di un musical. Si è trattato, appunto, di: “Madre Teresa, la matita di Dio”, di Michele Paulicelli e Piero Castellacci (regia e adattamento di Mario Farina; coreografie di Letizia Albrici). Lo spettacolo, realizzato in collaborazione col Gruppo Diapason, è stato allestito al Politeama di Manerbio, il 12 giugno 2016. L’occasione è stata data dall’ordinazione di tre giovani sacerdoti: don Davide Podestà, don Alessandro Savio e don Marco Cavazzoni. Tutti e tre sono cresciuti all’oratorio di Manerbio; il primo era stato anche un membro della Compagnia Suzao.              Il musical presenta Madre Teresa verso la fine della propria vita. Le Missionarie della Carit...

L'eccezione e la regola

La sera del 12 gennaio 2013, al Politeama di Manerbio, è stato replicato il musical Forza venite gente . Terzo titolo inscenato dai ragazzi dell’oratorio "S. Filippo Neri" . E, per una volta, ero in platea, anziché con loro. I ricordi erano freschissimi, anche se la compagnia Suzao – Vivere insieme,  stavolta, ha collaborato con l' Action Crew for Jesus. Molti volti erano nuovi, ma avevan resistito le “vecchie glorie”.             Quando ero nel cast, pensavo alle battute, all’emozione e al calore del lavorare tutti insieme. Essere spettatrice mi ha fatto godere il frutto di tutto questo. Sarà stata una mia impressione, ma le coreografie dovevano aver acquistato maggiore complessità.             A parte ciò, mescolarmi alla platea mi ha fatto un altro effetto. Quello di restituirmi l’occhio dell’ “uomo comune”. La vita romanzata di S. Francesco scorreva da...

La croce e il pallone

S’incastona discretamente, in via S. Martino, la vecchia “Scià Bàs”; sul portone, un’insegna dipinta: “Oratorio”.             L’oratorio “S. Filippo Neri”, col suo dinamismo, reca la fresca impronta di don Domenico Paini, che lo diresse per sette anni. Nel 2008, ha passato il testimone a don Oscar La Rocca; il giovane direttore si è presto accattivato ragazzi e collaboratori, col proprio carattere mite. L’oratorio prosegue dunque il proprio impegno come luogo di formazione ed aggregazione.             Nel 1880, nacque l’Oratorio Maschile, ad opera di don Giovanni Ravera. Fu consolidato da don Eugenio Cassaghi, il cui trasferimento mise in forse l’opera. All’inizio del XX secolo, fu acquistato dalla parrocchia, in via S. Martino, l’appezzamento ove sorge la sede attuale. Quel primo nucleo era ben ridotto rispetto al complesso odierno. I suoi locali erano compresi...