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Visualizzazione dei post con l'etichetta mauro franzini

La chiazza rossa

"…nunc et in hora mortis nostrae amen.     Già da alcuni minuti il piccolo crocchio appollaiato attorno al feretro aveva iniziato la recita di uno stanco e meccanico rosario. Velette nere si intrecciavano con ampi fazzoletti su cui scivolavano lacrime sporche di trucco, mentre gli effluvi di svariati profumi dolciastri andavano a mescolarsi tra loro impregnando l’aria già greve e tombale. Tra le anonime sagome dei presenti spiccava la figura minuta e diafana di una ragazza, seduta presso i genitori e intenta ad osservare con sguardo fisso e stupefatto il defunto a pochi centimetri da lei. Gli occhi grandi, incastonati in un viso ancora incerto tra adolescenza e maturità, sembravano non volersi staccare dal volto placido e disteso dell’uomo, un anziano signore dai radi capelli bianchi, naso dritto ed elegante, la bocca ormai rilassata nel riposo eterno, ma da cui traspariva una molle e indecifrabile dolcezza. Con un sospiro, la madre poggiò la mano sulla spalla dell...

Per sempre mi sorriderai

"Sheila dormiva. Un silenzio ovattato e instupidito regnava in tutta la stanza, mentre una miriade di fiocchi pioveva pigra sulla città sonnolenta, risucchiando ogni suono e rumore. Solo di quando in quando, il lontano rintocco di una campana o lo schiamazzare di alcuni ragazzini restituivano a quell’universo surreale la parvenza di una sotterranea quotidianità. Nonostante la calda trapunta che l’avvolgeva, arrivando quasi a nasconderle il viso, Sheila fu gradualmente ma perfidamente destata dall’accecante trama luminosa che i candidi muri domestici e la neve, come congiurati, le avevano a poco a poco ordito attorno. Le nebbie di un sonno profondo e oscuro si stemperarono in un torpore diffuso, mentre ella si stiracchiava pigramente sotto le coperte. Che ora poteva essere? A giudicare dalla luce sfacciata che irrompeva attraverso le finestre (come mai non aveva abbassato le tapparelle?), doveva essere giorno inoltrato. Le sembrava di aver dormito una vita intera, ep...

STELLA - Confessioni di un pazzo

"O destino umano! Tu sei un mistero Che invano opprime l’intelletto stanco; (…) Le tue lezioni distruggono il cervello, Facendolo impazzire. JAMES CLARENCE MANGAN Pentirmi! E perché dovrei? Pentirmi di cosa, soprattutto? Di aver amato con ogni fibra del mio corpo e cercato di proteggere l’oggetto del mio amore dalla perfidia altrui? Mai e poi mai! Se per questo mi impiccheranno, andrò al capestro a testa alta! Non ho nulla di cui vergognarmi, né tantomeno mi vergono di raccontare quello che mi è accaduto! L’ho sputato in faccia persino a quel vecchio rincitrullito di un prete, giunto, come diceva lui, “a lenire le pene di un’anima smarrita”! Dovevate vedere l’aria sconcertata e scandalizzata con cui se n’è andato! Molti mi hanno detto che sono pazzo, completamente pazzo… Non lo nego, possono avere ragione! Ma credetemi, non lo sono mai stato di natura…è stata LEI a rendermi pazzo di passione, di quel sentimento talmente potente da privare un uomo del sonno...

Rivelazioni

S onno santo- Non fare troppo raramente lieti I consacrati alla notte In questa terrestre Quotidiana fatica. Soltanto i folli non ti riconoscono […] Non indovinano Che uscito da antiche leggende Tu avanzi e schiudi i cieli, Portando la chiave Dei soggiorni beati, Silenzioso araldo Di misteri infiniti. NOVALIS, Inni alla Notte  L’intrico di meccanismi che regolano la nostra memoria è ancora lungi dall’essere decifrato integralmente. Se da una parte alcune immagini o nozioni, pure importanti, svaniscono nel giro di alcuni minuti, altri ricordi, per quanto legati a eventi fugaci e apparentemente insignificanti, hanno la facoltà di sopravvivere per anni in qualche recondito angolo della mente, al punto che ogni sforzo di recuperare il legame tra quella vaga reminescenza e ciò che l’ha un tempo generata si rivela vano. Ora, sono conscio che quanto detto possa apparire a prima vista una sterile speculazione, tuttavia posso assicurare che per me assume un significato a...