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Francesco Hoch, un normalista a Manerbio

  In questi tempi bui, raccogliere un po’ d’allori non fa male. In questo caso, si tratta d’allori freschissimi, universitari: quelli di Francesco Hoch (classe 1995), nostro concittadino, recentemente diplomatosi presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. La votazione è stata di 100/100 con lode; il lavoro presentato s’intitolava: “Proposta sperimentale di una Quantum to Quantum  Bernoulli factory”. Ovviamente, si tratta di un diploma distinto dalla laurea magistrale vera e propria, che ha conseguito in fisica della materia presso l’Università di Pisa, con un voto di 110/110, discutendo la tesi: “Caratterizzazione di tecnologie fotoniche per l’informazione quantistica”. Una bella soddisfazione non solo per lui, ma per tutta Manerbio.              Naturalmente, la vita di Francesco non è fatta solo di fisica. È appassionato anche di cucina, fumetti e filati. Con “filati”, ci riferiamo soprattutto all’uncinetto e ...

Dioniso

Sara si fissava nel ritaglio dello specchio; le sue ciocche d’inchiostro serpeggiavano lungo le spalle seminude, lungo il disegno delicato delle scapole.             Dal letto, Mirko la occhieggiava con studiata distrazione. Nel corridoio del collegio, gli altri allievi del “Cairoli” vociavano e rimandavano tonfi da una parete all’altra, in quella che doveva essere un’improvvisata partita di calcio con una palla di cartacce.             «Domani, non verrò a trovarti» annunciò Sara, passando il pettine di Mirko là dove, poco prima, si erano immerse le dita di lui. «Non so tu, ma io avrò bisogno di riposare, la notte prima della recita».  Baccanti. Fonte: igiornielenotti.it «Non c’è problema» mormorò lui, in un soffio tenero e rauco. Finalmente, anche Mirko aveva trovato posto nelle iniziative teatrali della professoressa Fusini . Negli anni precedenti, lei aveva...

Le rose della notte - III, 5

Parte III: Il canto della mosca 5. Marcello teneva il capo chino, incrociando le braccia sul petto. Con quei jeans, la giacca a vento e i ricci castano scuro non nascosti dalla parrucca, era impossibile ricollegarlo alla scintillante Greta Sgarbo. Diana osservò divertita quell’originale – o quell’ alter ego ? – ombreggiato dal porticato.             Erano nel cosiddetto Cortile delle Magnolie, uno dei chiostri dell’università pavese. Gli alberi eponimi li guardavano a distanza, lucidi e scuri come il silenzio. Accanto a loro, Ugo Foscolo dormiva nell’effigie di marmo, sul sarcofago che gli aveva scolpito Zulimo Rossellini, per la tomba in Santa Croce a Firenze – prima che fosse inspiegabilmente rifiutato.              «Sei molto preoccupata per la tua relazione con Margherita, allora?» riprese delicatamente il ragazzo, alla fine. L’amica deglutì e di...

Le rose della notte - II, 2

Parte II: Il cielo in fiamme 2. Diana si schiarì la voce, mentre Agostino cominciava a pizzicare le corde del basso. Gennaro si era già piazzato dietro la tastiera e Giorgio accarezzava i piatti metallici della batteria con le bacchette. Poco discosto, si era già seduto il trio: Michele, col piffero appenninico; Francesco, con la “musa delle Quattro Province” e Luca, con la fisarmonica. Edoardo aveva già impugnato la chitarra elettrica e fissava Diana, alla ricerca di un segnale dai suoi occhi oscuri.             Si respirava l’aria di ogni inizio, quando ciascuno sfiorava i propri strumenti, generando qualcosa che si librava in attesa, indefinito, nell’imminenza di diventare musica. Come sempre, i “Pains of Odin” si erano radunati nel garage della madre di Agostino, ampio a sufficienza per non farli diventare tutti sordi sul breve periodo, e pazientemente insonorizzato.        ...

Le rose della notte - II, 1

Parte II: Il cielo in fiamme 1. Quando Marcello Valenti dovette arrendersi alla sveglia, l’appartamento era in uno stato pietoso. Il vestito e la parrucca di Greta Sgarbo erano abbandonati su una sedia, come un bozzolo rotto. Il divano-letto che ospitava due dei suoi coinquilini era un caos di lenzuola arrotolate e penzolanti a terra. Si alzò intontito e aprì le imposte. Le sue palpebre lo difesero di scatto dalla luce.             Per sua grazia, non aveva lezione, quella mattina. Aveva tutto il tempo di uscire dalla trance. Grattandosi il pigiama sulla schiena, s’infilò nel cucinotto. Cercò di non mettere troppo a fuoco le sue condizioni, per non vomitare. Pulì il necessario, sul tavolino e sul piano di cucina; poi, si mise a far scaldare il latte.  Prese dalla credenzina un pacco di biscotti già aperto e cominciò a sbocconcellare.             Lo...

Invidia e pregiudizio

Le croste delle pizze si accumulano lentamente al bordo dei piatti - tre, uno per ciascuno dei commensali a quella piccola tavola. Una coppia di sessantenni e una ragazza che ha poco più di vent’anni. La televisione è accesa, nella pizzeria-ristorante; i camerieri vanno e vengono dall’altra sala, dove è allestito il buffet d’antipasti.             «Dunque, non vai più a leggere il Vangelo in chiesa?» domanda la signora alla ragazza. L’altra sorride: «Veramente, è sempre il sacerdote a leggere il Vangelo. Agli altri toccano le letture, il salmo e la preghiera dei fedeli». Pausa. «Comunque, no. Ovviamente». O si è credenti, o non lo si è. A questo si riferisce l’ “ovvietà”.             «Sei scomunicata?» aggiunge la donna - ma con una mezza risata, stavolta. La giovane, però, non ride affatto. «Chi nega la fede in Dio è fuori dalla comunione cattolica» conferma. Altra ovv...

Maria Feola, da Manerbio al villaggio globale

Maria Feola è manerbiese; è iscritta al quinto anno di Lingue e letterature all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, presso la facoltà di Scienze linguistiche. Nel 2015, il corso di Marketing della suddetta facoltà ha previsto la possibilità di partecipare a un progetto internazionale: X-Culture, ideato nel 2010 dal prof. Vas Taras dell’Università di Greensboro (North Carolina). Alla Cattolica, l’iniziativa è arrivata per interessamento della prof.ssa Loretta Battaglia, docente nelle sedi di Brescia e di Milano. X-Culture consisteva nel suddividere più di tremila partecipanti (studenti da tutto il mondo) in gruppi di cinque o sei persone, connesse tramite Internet. Ciascuna squadra avrebbe dovuto elaborare un progetto di marketing per l’internazionalizzazione di un’azienda.              Maria si è ritrovata a lavorare con un collega pakistano, una venezuelana, un brasiliano e due statunitensi. Un’esperienza di...

Orgoglio e pregiudizio, ovvero The Nightmare Before Christmas

Quando si parla di “pregiudizi”, si pensa al classico paesello di comari spettegolanti, incapaci di rinunciare alle idee cui sono affezionate da sempre. Ma ad abbattere quel genere di pregiudizi ci vuol poco, se si ha meno di trent’anni, si hanno interessi culturali e si vive nell’era del villaggio globale.             Ben più difficile è liberarsi dai preconcetti elaborati durante gli studi universitari: la convinzione di essere destinati a un futuro eletto, di vedere più lontano rispetto a quei “bifolchi” che ci hanno cresciuto… di avere qualcosa da insegnare al “volgo profano”. I libri, i professori e gli amici fanno spesso di tutto per costruire intorno a questi pregiudizi una cattedrale difensiva: parole, parole e ancora parole, inanellate fra loro in modo da sembrare indistruttibili. Come testimoniano le leggende su Mago Merlino, le prigioni peggiori sono quelle d’aria.         ...