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Visualizzazione dei post con l'etichetta follia

Un cantuccio di follia

  C’è nella follia un cantuccio di cenere, caldo di biscotti vecchi e di lacrime incrostate. Sul suo divano sfondato, la Poesia fa le fusa e in una tazza ci sono ancora un po’ di sospiri coagulati. Si sta bene in quest’angolo di follia; sui suoi vetri, la pioggia lava il ricordo della vita e le mani in croce gettano un’ombra sul cuore, davanti al fuoco troppo caldo che brucia l’anima in ceppi. Seconda classificata al concorso "Primavera di Poesia" 2026, bandito dal gruppo "Poeti e Poesie" di Brescia (5^ edizione). Sezione B: "Alda Merini, l'incanto della follia".

Viale del Tramonto: la vamp nella villa stregata

Ci sono storie che, sebbene non siano propriamente gothic fiction , ne hanno molti elementi. E questo blog, com'è risaputo, prova gusto nel trovare il lato gotico delle storie più o meno famose. È anche il caso di Viale del Tramonto. Viale del Tramonto: trama del film Viale del Tramonto (1950) è un celebre film girato da Billy Wilder. L'attrice protagonista è la leggendaria Gloria Swanson , già diva del cinema muto e sopravvissuta anche al passaggio al sonoro. Non più giovanissima, qui interpreta una parodia di se stessa , caricando la propria gestualità e sottolineando le eccentricità delle stelle del muto. Il suo personaggio è quello di Norma Desmond: ex-diva del cinema muto, sola e dimenticata, ma non rassegnata alla fine della sua carriera. Vive nel lusso di una villa fatiscente, insieme al lugubre maggiordomo Max ( Eric von Stroheim ). L'unico altro affetto della sua vita è uno scimpanzé, che lei ha cresciuto come un figlio unico e a cui ha dedicato un funerale a rego...

"Nosferatu" (2024) di Eggers: da dove viene il male?

Fonte: Posterspy.com Il Nosferatu di Robert Eggers (2024) non ha bisogno di presentazioni. È il remake di ben due capolavori omonimi, quello diretto da Friedrich W. Murnau nel 1922 e quello diretto da Werner Herzog nel 1979. Due mostri sacri, letteralmente. Eggers si è misurato con loro e (a parer nostro) ha vinto grandiosamente la sfida. Probabilmente, il motivo è che non si tratta di un mero remake. Trama e tematiche hanno una loro originalità. D'altronde, già Murnau si era discostato dal Dracula di Bram Stoker e Herzog aveva ulteriormente aggiunto del proprio. Il Nosferatu del 2024 è benedetto anche dall'incredibile fotografia di Jarin Blaschke , che ricorda i potenti chiaroscuri delle tele di Georges de La Tour. Potente è anche l'interpretazione della figura di Knock (Simon McBurney), l'analogo di Renfield: un adepto di Nosferatu quasi più terribile del maestro, nella sua ossessione divoratrice che qui lo avvicina ad Hannibal. Il fascino gotico e visionario delle am...

"La stranezza": Pirandello, il teatro e la realtà

Sono nati vivi e vogliono vivere. Poco importa che siano “solo” personaggi: come si nasce fiore, albero o pietra, così pure si nasce personaggio. Hanno un loro moto, loro pensieri, loro sentimenti. Più che creazioni, sono figli. Ma il loro padre non riesce a metterli al mondo. Non può o non vuole scrivere quel benedetto dramma. Per lui, evidentemente, loro sono troppo veri per poterli inquadrare nelle convenzioni del teatro. Ecco, dunque, che i sei personaggi gli sfuggono di mano (apparentemente) e vanno a cercarsi un altro potenziale genitore.  Foto tratta da Wired.it             È la celeberrima trama dei Sei personaggi in cerca d’autore (1921), il capolavoro di Luigi Pirandello. La storia della composizione di questa commedia ha ispirato un film ugualmente tragicomico, La stranezza (2022; regia di Roberto Andò). Il cast è certamente di richiamo, visto che vede Toni Servillo nei panni del grande autore siciliano, nonché ...

Vincenzo Calò legge "L’incompreso" di Michela Gallo (G.C.L. Edizioni)

Michela si presenta ai lettori trentaseienne, con una mente a soqquadro in gran percentuale volendo essere categorici… ma che ha reso argomento cardine per i suoi scritti, spiegando quant’è dura nobilitarsi cognitivamente, riprendere dei pensieri che latitano di continuo in corto circuito, per riassaporare l’ordinarietà degli eventi di una vita.  Vale eccome chiedersi di che tratta appunto lo stare in carreggiata, se lo squilibrio può avere un senso per l’animo umano, e se quest’ultimo lo sappiamo veramente identificare, e cioè distinguendo il soggetto per così dire schizzato da quello che si ritrova in buone condizioni di salute elaborando osservazioni tra le quali alla Gallo ne spunta una, illuminante: sospettare unicamente del proprio essere significa considerarsi speciali.   Aprendo l’opera di Michela , il lettore si potrà soffermare tra tre impostazioni letterarie: nella prima ( The Word Of Psycho ) lei verseggia tutto ciò che ha nella testa; nella seconda ( Per La ...

Joker e il Corvo: il volto come maschera

Entrambi provengono dai fumetti e sono stati rappresentati dal cinema. Entrambi sono temibili. Vivono in metropoli pericolose e fatiscenti, perfette rappresentazioni dell’ “inferno dei viventi”. E hanno volti cadaverici truccati in maniera pagliaccesca, che ispira il terrore anziché la risata.  Ho voglia di scrivere questo pezzo da tempo, dopo aver pubblicato Non può piovere per sempre e Joker: la risata di molte follie . Sono due recensioni cinematografiche sul mio blog e hanno qualche annetto, ormai. Ma i personaggi di cui parlano non scompaiono certo dalla memoria (e non solo dalla mia). Il Corvo di James O’Barr è uno dei miei graphic novel preferiti, mentre del Joker conosco solo l’episodio intitolato Batman: The Killing Joke (1988). È comunque uno degli episodi più memorabili e più profondi, dato che esplora il tema della follia e della sua origine. Quello che mi ha portato a confrontare questi due personaggi, oltre ai motivi espressi all’inizio, è il loro essere “masch...

Tutto il possibile

  “Lucy fece strada e ben presto arrivarono dove si trovavano gli Gnomi. In effetti a guardarli sembravano un po’ strani. Non si capiva perché stavano lì immobili e imbambolati, tutti seduti in circolo, a fissarsi negli occhi. Nessuno di loro si muoveva, anche se le corde che prima li tenevano legati sembravano scomparse. Non si voltarono nemmeno quando Lucy e Tirian gli furono così vicini che potevano toccarli. Poi li videro sollevare la testa, forse perché avevano sentito dei suoni e volevano sapere di cosa si trattava. Ma sembrava che non ci vedessero affatto.  - Sta’ attento!- disse uno di loro. - Sta’ attento a dove metti i piedi, altrimenti rischi di venirci addosso.   - Va bene! - si arrabbiò Eustachio. - Guarda che ce li abbiamo gli occhi: non siamo mica ciechi!- - Devono essere occhi magici, se riesci a vedere qua dentro - disse lo Gnomo che si chiamava Diggle. - Dentro dove? - chiese Edmund. - Come dove, testa di legno! Ma qui, naturalmente! - esclamò ...

Joker: la risata di molte follie

«Ho sempre creduto che la mia vita fosse una tragedia. Ora, mi accorgo che è una c***o di commedia». Già: come sa il buon Aristotele, perché vi sia tragedia occorrono pietà e terrore. E Arthur Fleck, detto Joker (Joaquin Phoenix), è privo di entrambe.  Fonte: indiewire.com             Joker (USA, 2019; regia di Todd Phillips) è il celebre film ispirato a uno dei supercattivi di Gotham City. Una volta tanto, quel pipistrellone palestrato e viziato di Batman è fuori dai piedi. È incredibile quanto possa diventare seria una storia, quando l’eroe viene rimosso. Tolto l’improbabile superuomo, infatti, resta l’uomo : dolore, povertà, follia, cose drammaticamente reali.             « Sono io che sto impazzendo o stanno impazzendo tutti gli altri? » È una delle prime battute che sentiamo pronunciare al protagonista, mentre parla con una ps...

No, Didone, non sei un mito. Ecco perché

Ah, Didone, Didone…! Un tempo, mi rispecchiavo in te, sai? Ora, vuoi per l’età che avanza, vuoi per qualche cucchiaio di m***a che ho trangugiato in più, il mio punto di vista su di te è alquanto mutato. Insomma, per dirla con ironia: non sei più un mito .  Parliamone. Morto il marito (il tuo primissimo uomo, pare) giuri di non mettere altri al suo posto. Già da lì, si vedono l’immaturità delle tue emozioni e il tuo scarso realismo in amore , che ti fanno prendere per assoluto ciò che non è. Poi, arriva Enea, che nemmeno conosci e che sai essere solo di passaggio. Basta che lui sappia raccontare la propria vita con parole di miele e tu… puf, innamorata come una ragazzina. Tutta la tua esperienza di regina profuga e circondata da nemici non ti ha minimamente scaltrita, a quanto pare. Con tutti i pensieri che hai, con Cartagine in costruzione, con una gioventù da far esercitare nelle armi… tu ti fai assorbire da una sola ossessione: il tuo bello. Ti appiccichi, gli stai ...

Il professore e il pazzo: l’insostenibile valore della follia

Un film sulla nascita dell’ Oxford English Dictionary . Cosa si potrà mai raccontare sulla stesura di un dizionario? Non sarà una barba tremenda? Ebbene… pare di no.  James Murray (Mel Gibson) e W.C. Minor (Sean Penn). Fonte: myredcarpet.eu Il professore e il pazzo (2019; regia di Farhad Safinia) è fin troppo ricco di emozioni forti. Perché, in fondo, racconta di un folle volo . Documentare ogni parola esistente in lingua inglese, con relativa storia e attestazioni… Una lingua parlata in un impero multicontinentale e in continua evoluzione. Codificarla equivarrebbe a scrivere il libro della realtà. Un libro divino . Esperienza, metodo e competenze servono - ma non bastano. Ci vuole quella scintilla che i selezionatissimi e freddi accademici di Oxford, nella seconda metà dell’Ottocento, non hanno. Ecco perché debbono affidarsi a James Murray (Mel Gibson): insegnante autodidatta, senza laurea, figlio di un sarto. I professori propriamente detti non nascondono la loro ...

Ubu Re, Alboino e la saponificatrice: fare luce sull’assurdo

Il teatro, forse più d’ogni altra arte, è un modo per rappresentare vivamente ciò che si agita nella psiche dell’essere umano. È ciò che faranno, per l’appunto, le opere teatrali proposte ai manerbiesi per la prima metà di febbraio.              Il 1 febbraio 2019, al Politeama, le Muse dell’Onirico metteranno in scena Ubu Re (1896) di Alfred Jarry. È considerata una pièce precorritrice del Surrealismo e del Teatro dell’Assurdo. La trama nasce dalla fusione di tre famosi drammi shakespeariani: il Macbeth (1606) principalmente, ma anche l’ Amleto (1600/1601) e il Re Lear (1606). Essi sono accomunati dalle tematiche dell’intrigo di corte e dell’abuso di potere. Proprio di questo tratta Jarry, con un linguaggio stralunato, sboccato e con un immaginario vicino a quello infantile. Il personaggio di Ubu sarebbe infatti la caricatura di un insegnante che lo tormentava quando era scolaro. Infantile nel senso peggiore nel termin...

Conosci te stesso. Ma non ti piacerai

Lon Chaney jr. in L'uomo lupo (1941) L’uomo lupo ( The Wolf Man, 1941; regia di George Waggner) è uno dei film prodotti dalla Universal Pictures che hanno segnato l’immaginario horror internazionale. Al contrario di pellicole come Dracula   o La Mummia , non si basa su opere letterarie o figure già popolari in precedenza. Lo sceneggiatore Curt Siodmak si poté muovere così su un “terreno vergine” (o quasi). Ma ebbe l’accortezza di costruire il suo Uomo Lupo servendosi di materiali che avevano già un’alta carica simbolica. Ci sono gli zingari, emblemi della “diversità” e della “magia”. C’è l’argento, metallo impiegato per fabbricare crocifissi e altri oggetti benedetti. C’è la luna piena, ipnotica di per sé, nonché uno dei più antichi mezzi per misurare il tempo della natura. C’è l’aconito: in inglese wolfsbane , “veleno di lupo”. (Compariva anche nel Dracula del 1931, sempre prodotto dalla Universal, come arma contro i vampiri). C’è il pentagramma … e, sulla fortuna   di...