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Visualizzazione dei post con l'etichetta polemiche

"Persona normale", ho un messaggio per te

Ho un messaggio per te, "persona normale".  Sì, tra virgolette, perché è un'espressione che vuol dire tutto o niente. È anche un titolo autoconferito, riconosciuto solo da te e da quei quattro o cinque gatti che, ai tuoi occhi, sono rappresentanti del mondo intero, pietra di paragone del "dover essere".   Sto parlando con te, che giudichi di sottecchi le colleghe "troppo vistose" e i colleghi "inadeguati". Con te, che vedi come una provocazione qualsiasi accessorio inusuale, qualsiasi hobby o interesse poco gettonato. Con te, che fai commenti ad altissima voce sui mezzi pubblici circa le presunte abitudini dei tuoi tranquillissimi vicini di sedile e cerchi pure di trovare chi ti faccia eco. Con te, che di punto in bianco scrivi a sconosciuti nelle chat dei social media, dando loro degli "psicopatici" (senza renderti conto che l'unico comportamento disturbato, in tal caso, è proprio il tuo). Con te, che imprechi contro le manif...

Dizionario dei luoghi comuni LGBT: Carnevalata

Non senti anche tu quest'aria? Quest'aria di ritorno? È il ritorno di... Il Pride è una carnevalata! Ah, ecco. Mi pareva mancasse qualcosa.  Eccoci alla  C - CARNEVALATA Probabilmente, chiunque sia abbonatə a questa frase si è persə tutta la parte "noiosa" di comizi, cineforum e pubbliche discussioni che precede e accompagna la "carnevalata". Ma disturbare la categoria del Carnevale significa toccare un tasto estremamente serio, all'insaputa di chi usa questo tipo di termini in senso spregiativo. Chiunque sa cos'è il Carnevale e com'è nato, vero? È la festa che precede la Quaresima , il tempo delle penitenze e dei digiuni. Il che significa che è il periodo in cui trionfano l'abbondanza, i piaceri, le libertà impensabili nel resto dell'anno, perché aspramente censurate dalla società. Le famose maschere danno la licenza di sfogarsi, sfuggire al potere altrui e fare incontri proibiti, sotto pretesto del fatto che "si sta interpretando u...

Dizionario dei luoghi comuni LGBT: Rappresentazione

La nuova parola del Dizionario dei Luoghi Comuni LGBT è...   R -   RAPPRESENTAZIONE    Questa pagina prende spunto da una lettera aperta inviata diversi anni fa a Giancarlo Berardi, il creatore della serie a fumetti Julia edita da Bonelli. L'autrice era una donna bisessuale che protestava perché Myrna Harrod, la serial killer ossessionata dalla bella protagonista, è lesbica. Le sue rimostranze si possono riassumere in questi termini:   Perché dobbiamo essere sempre rappresentati come criminali, pazzi, tossicodipendenti...? Siamo persone normali!   (E aridaje con 'sta "normalità" ...!)   Intanto, non è vero che siamo sempre rappresentati così. Persino film datati come Splendori e miserie di Madame Royale (1970) o La patata bollente (1979) mettevano in discussione l'idea dell'omosessuale come reietto depravato, creando figure umanamente assai simpatiche. Poi, beh... criminali, pazzi e tossicodipendenti non sono forse persone n...

Dizionario dei luoghi comuni LGBT: Normalità

Prosegue il viaggio nei luoghi comuni a sfondo LGBT . Oggi, il lemma è...    N - NORMALITÀ   Ah, la normalità...! È uno dei miei argomenti preferiti . La prima cosa che mi fa venire in mente questa parola è una scena di Frankenstein Junior :   Dobbiamo sembrare persone normali!   Nella scena successiva, il protagonista mente spudoratamente a un poliziotto circa l'esistenza del mostro che ha creato. È invece più difficile capire il senso di questa frase quando viene pronunciata nel mondo reale, soprattutto in merito alle persone LGBT . Intanto, l'implicazione è che essere qualcosa di diverso da cis-etero significhi venire da un mondo altro: forse Narnia , forse Marte, chissà. Altrimenti, perché dovremmo "sembrare" qualcosa che "non siamo", ovvero "normali"? Inoltre... esattamente, com'è l'identikit della "persona normale"? Look da maranza, come tanti ragazzi delle scuole medie pubbliche? Coda di cavallo e pan...

Dizionario dei luoghi comuni LGBT - Ghettizzazione

È arrivato il Pride Month . Perché non festeggiarlo con un po' di sana lingua di vipera, rigorosamente arcobalenosa? Il buon Gustave Flaubert compose un Dizionario dei luoghi comuni. Circa la galassia LGBT , i luoghi comuni non mancano di certo.  Per oggi, proponiamo la...   G - GHETTIZZAZIONE   Non frequento locali o associazioni LGBT , perché sono una forma di ghettizzazione. Dobbiamo vivere in mezzo alle altre persone.   Allora, basta con i circoli di caccia e di pesca: cacciatori e pescatori sono gente normale che deve vivere con gli altri. Perché devono andarsi a rinchiudere in un'associazione tutta per loro? Basta con i concerti e i raduni metal: che bisogno c'è di marchiarsi con tutto quel cuoio e quelle borchie? Non possono ascoltare musica a casa loro? Anzi, perché non ascoltano la stessa musica di tutti gli altri? Smettiamo di creare club di tifosi fregiati dai colori della propria squadra: è roba che serve solo a metterci gli uni contro g...

Chi ricorda il monastero di Manerbio?

Si trova sulla strada che collega Manerbio a Porzano e si chiama ancora “Monastero”. Accanto, c’è un ex-cascinale, che si chiama invece “Monasterino”.  Questa cascina era davvero un monastero, quello di S. Maria della Colomba . Il nome proveniva dalla raffigurazione dell’Annunciata nella chiesa monastica, in cui lo Spirito Santo visitava la Vergine sotto la consueta forma di colomba. Una comunità cistercense di monache penitenti risiedeva qui fra il XII e il XIII secolo. Come narra Mons. Paolo Guerrini in Manerbio, la Pieve e il Comune (Brescia 1936, Scuola Tipografica Opera Pavoniana), la fondazione vien fatta risalire al 1140 circa, per iniziativa del vescovo di Brescia  Manfredo Boccacci (1132-1153). Sostituito allo scismatico Villano, Manfredo fu probabilmente un vescovo riformatore. Degno di nota è il fatto che fosse amico di S. Bernardo di Chiaravalle e che questi l’abbia sostenuto nella lotta contro Arnaldo da Brescia. Nel 1146, Bernardo indirizzò la lettera per la Cr...

Non chiedo molto

Eppure, non chiedo molto.  Chiedo solo di veder dare un taglio alle piccole e grandi ipocrisie di sempre. Di non vedere più in giro gente che sbraita pubblicamente contro l'autopromozione... per farsi autopromozione. Che grida a gran voce contro gli "acchiappalike"... per acchiappare più like. Chi condanna il marketing... perché non riesce a ottenere soldi e successo. Che inveisce contro chi cerca visibilità mediatica... dall'alto di profili social con decine e decine di migliaia di followers. Che condanna chi farebbe di tutto per conservare il proprio privilegio... quando è palese che gareggia per rubargli quel privilegio.  Savonarola fu una "rockstar" del proprio tempo e un leader carismatico. Si fece dare ascolto soprattutto grazie al proprio modo di porsi e alla sua personalità. Come ci riuscì? Predicando contro chi era già affermato. Oggi non è diverso. Recitare la parte degli "arrabbiati", degli "irriducibili", dei "combatten...

Poveri, poveri haters

  Non so se ci abbiate fatto caso... I commenti di hating più protervi e supponenti sui social media vengono sempre da profili che avranno sì e no un seguito di sei o sette persone, senza contenuti (o quasi) e senza un'identità reale riconoscibile.  In parte, questo è sicuramente dovuto alla vigliaccheria che contraddistingue questa gente, certo. Ma c'è di più. C'è un vuoto reale. Quella storia per cui "l'apparenza è vuota, conta di più quel che non si vede, ecc." è esattamente alla pari di luoghi comuni come "i soldi non fanno la felicità", o "donna baffuta sempre piaciuta", o "chi s'accontenta gode". Pietose foglie di fico male atte a nascondere la frustrazione. Bisogna proprio dirlo? Dobbiamo proprio dire questa cosa tremenda, che voi haters temete più d'ogni altra cosa? Se non si mette niente in vetrina è perché non si ha niente da offrire. In un contesto storico-culturale che consente a chiunque di avere un pubblico, ...

Devianze: non è solo una parola

 "Devianze"  è l'argomento all'ordine del giorno. Il putiferio è stato scatenato da una frase infelice, comparsa sui social media a scopo di propaganda elettorale e poi ritirata. La frase era questa: DEVIANZE GIOVANILI:  droga alcolismo tabagismo,  ludopatia, autolesionismo, obesità,  anoressia,bullismo, baby gang, hikikomori   Lo slogan è stato giustamente criticato per diverse ragioni: fa accostamenti insensati, mettendo in un solo calderone patologie, disagio sociale e abitudini poco salutari; designa come "giovanili" anche l'alcolismo e il tabagismo, che sovente non lo sono; cita anche il fenomeno degli hikikomori, non prettamente italiano (a partire dal nome). C'è peraltro un certo semplicismo nel pensare che situazioni tanto complesse quanto diverse fra loro possano trovare una soluzione comune o immediata (come votare per un determinato partito). La chiave realmente interessante, però, è proprio in quella prima parola: devianze. Vale la pena...

L'insostenibile demenza delle ship wars - The Unbearable Insanity of Ship Wars

Chiunque abbia una passione per saghe e universi fittizi ha incontrato (ahimè!) il fenomeno delle ship wars : guerricciole tanto deplorevoli quanto efferate sui social media fra coloro che vogliono vedere un personaggio felicemente accoppiato con X e quelli che lo vogliono maritare con Y.  Una boiata pazzesca, insomma, se non fosse per il fatto che rasenta spesso il cyberbullismo. Quando ho cominciato a diffondere fanart su Nadia Satrinava e Julian Devorak del visual novel The Arcana , ho ricevuto anch'io insulti tanto insistenti quanto privi di fantasia da parte di certi soggetti che non gradivano quel quadretto di coppia. Poco male: le loro contumelie mi giungevano soprattutto quando ero alla toilette e mi facilitavano la liberazione da certi "pesi corporei". Risultato: i tizi si sono stufati di scrivermi senza ottenere risposta e io sono alla ventordicimillesima fanart ispirata alla ship "Nadian". Insomma: quel che non ammazza ingrassa. Decisamente meno bene ...

Una via in rosso

I Comuni e la manutenzione delle strade… Un rapporto proverbiale e tormentato. Sarà forse per questo che il rinnovamento di via San Martino (o “Scià Bas”), a Manerbio , è stato salutato con una festa. Il 3 settembre 2017, è stata tenuta l’inaugurazione. Era cortesemente richiesto ai convenuti d’indossare qualcosa di rosso, in riferimento al colore del manto di San Martino nell’iconografia abituale .  L'inaugurazione di Via San Martino, a Manerbio.             Al taglio del nastro , era presente il sindaco Samuele Alghisi, con Nerina Carlotti, Giandomenico Preti e Paola Masini. Erano accompagnati dai Carabinieri, dalla Polizia locale e dall’Associazione Nazionale Carabinieri, nonché dal parroco don Tino Clementi. La colonna sonora, naturalmente, era affidata alla Civica Associazione Musicale Santa Cecilia.             Il nome dialettale della strada ricorda i tempi ...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

Ansia a 45 giri

Io sono una persona ansiosa, circondata da persone ansiose. Ergo, affrontare la questione “ansia” nei rapporti umani è per me come ascoltare il caro, vecchio “45 giri…”  LATO A L’insorgere dell’ansia dipende, in larghissima parte, dal proprio carattere. Darne interamente agli altri la colpa, quindi, è scorretto. Bastano cose innocentissime, come accennare a un progetto concreto per il futuro, a scatenare una crisi in siffatte persone. O una corriera da prendere il giorno dopo. O un paio di mutande da cambiare. O una notte fuori casa. Praticamente, per “non far venire l’ansia” a certuni, bisognerebbe evitare di parlar loro della vita. O non vivere affatto. LATO B Però, è vero anche che i nostri periodi di fragilità, esaurimento e - appunto - ansia trovano raramente vera comprensione e vero rispetto. Anzi: coloro che ci circondano - in buona fede! - fanno spesso di tutto per peggiorar le nostre condizioni. Quando stiamo male, i nostri dintorni pullulano di maestri...