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Visualizzazione dei post con l'etichetta oriana fallaci

Bandiere

“Tutte le bandiere, anche le più nobili, le più pure, sono sozze di sangue e di merda. Quando guardi i vessilli gloriosi, esposti nei musei, nelle chiese, venerati come cimeli dinanzi a cui inginocchiarsi in nome degli ideali, dei sogni, non farti illusioni: quelle macchie brunastre non sono tracce di ruggine, sono residui di sangue, residui di merda, e più spesso merda che sangue. La merda dei vinti, la merda dei vincitori, la merda dei buoni, la merda dei cattivi, la merda degli eroi, la merda dell’uomo che è fatto di sangue e di merda. Dove c’è l’uno purtroppo c’è l’altra, l’uno ha bisogno dell’altra. Naturalmente molto dipende dalla misura del sangue versato, della merda schizzata: se il primo supera la seconda, si cantano inni e si innalzano monumenti; se la seconda supera il primo si grida allo scandalo e si celebrano riti propiziatorii. Ma stabilire la proporzione è impossibile, visto che il sangue e la merda col tempo assumono un uguale colore. E poi, in apparenza, la maggio...

Il dio tragico

“Dioniso non è un dio felice, anzi è il più tragico degli dèi perché è quello che esprime lo spasimo della vita e l’inevitabilità della morte. Dioniso è un dio che muore, un dio che nasce e rinasce per essere ucciso. Perché il suo corpo possa modellare l’Uomo, è necessario che i Titani lo facciano a pezzi e lo cuociano, perché da lui sbocci la pianta che darà il vino all’Uomo è necessario che Demetra ne seppellisca le carni straziate. Dioniso è la vita che non esiste senza la morte, è la maledizione di nascere, è il rifiuto inconscio di morire. Non a caso il suo culto è un’orgia avida e disperata, la sua gaiezza è intrisa di sofferenza e il suo brio di dolore. Ebbene, tra i tuoi mille volti c’era sempre stato il volto di Dioniso che corre pei boschi, sghignazzando zufolando ruzzolando coi fauni e le mènadi: «Giochiamo?» C’era sempre stato quell’impeto di vitalità. All’improvviso però esso aveva assunto un che di esasperato, frenetico, quasi fosse una commedia per ingannare te stesso...

Il Leviatano

“V’è una cosa che il tremendo Leviatano, il gran mostro autoelettosi campione di democrazia, l’America, ha in comune con le tirannie di destra e di sinistra. E questa cosa è lo Stato forte, arrogante, spietato, sorretto dalle sue leggi manichee, dalle sue regole mutilanti, dai suoi interessi spietati, dal suo timore anzi dal suo odio per le creature che non rappresentano una massa, per gli individui che nel suo computer non corrispondono a una scheda precisa, a un codice di conformismo, a una religione. I reprobi soli. Il reprobo solo non esce e non entra, a lui non si dà né il passaporto per uscire dalle frontiere della tirannia, né il visto per entrare nelle frontiere del gran mostro autoelettosi campione di democrazia. Proprio perché è solo, perché non ha alle spalle un partito, un’ideologia, quindi un potere che garantisca per lui. Paradossalmente, i dissidenti che lasciano l’Unione Sovietica non sono reprobi soli: dietro di loro c’è una casistica, c’è la dottrina dell’opposta b...