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"Bastardi senza gloria": quando il cinema cambia la storia

  L'arte ha davvero il potere di cambiare la realtà? Forse sì. Quentin Tarantino l'ha mostrato senza mezzi termini in una delle sue pellicole più incisive: Bastardi senza gloria (2009). Viene spesso classificato come "commedia nera" e "film di guerra", ma è anche un' ucronia . Il film immagina infatti un modo alternativo in cui si sarebbe potuto metter fine al nazismo e alla Seconda Guerra Mondiale. La chiave di questo finale è proprio il cinema . Bastardi senza gloria: la trama I... bravi ragazzi che danno il titolo alla pellicola sono soldati americani di origini ebraiche, reclutati dal tenente Aldo Raine ( Brad Pitt ). Quest'ultimo vanta antenati apache. Giusto per ricordarli, ha preso l'abitudine di scalpare i nemici sconfitti. Ai prescelti, affida una singolare missione segreta: compiere massacri di nazisti. Non daremo loro lezioni di umanità, perché non hanno umanità. Severo, ma giusto. A ogni modo, non è difficile comprendere perché si...

Siegfried nel Far West, ovvero Virtù e Fortuna

Trattando di Sentieri selvaggi , R. parlò di “morte del western”, per il venir meno di quel senso dell’ignoto che ne era l’anima. Parlò anche del virilismo e del razzismo indispensabili al genere. Django Unchained   (2013; scritto e diretto da Quentin Tarantino) li ostenta entrambi e lo fa nel teatro più adatto: il Nord America del 1858, in piena economia schiavistica. Il titolo è asciutto e pregnante come quello delle tragedie greche. Esso ricorda per contrasto Prometeo incatenato. Di sicuro, anche qui viene narrato il mito di una figura titanica che si oppone alla “tirannide naturale e necessaria”. Come si fa con ogni forma d’arte ormai esaurita, il film gioca a ricombinare i modelli del passato. “Django” è un nome arcinoto ai cultori del western: proprio poco fa, qualcuno mi ha menzionato la prima versione del personaggio, interpretato da Franco Nero, che ha offerto la propria partecipazione straordinaria anche per la pellicola di Tarantino. Se il primo Django era nero nel...

La danza del serpente, ovvero La filosofia dei supereroi

“Questa è la danza del serpente/che vien giù dal monte/per ritrovare la sua coda/che ha perso un dì…” recita una filastrocca. Anche Beatrix (Uma Thurman), dopo quattro anni di coma, parte per “ritrovare la sua coda”: i pezzi del proprio passato dilaniato. La trama di Kill Bill  è nota: un’ex-killer professionista –Beatrix, appunto- subisce un attentato da parte della Deadly Viper Assassination Squad, alla vigilia delle nozze. Uscita (o, meglio, fuggita) da un luogo di cure tutt’altro che caritatevoli, va alla ricerca dei membri della Squad, per vendicare su di loro la perdita dello sposo (Chris Nelson) e, ancor più, quella della bimba che già portava in grembo (non sapendola sopravvissuta). L’impresa riuscirà senza scampo, almeno a giudicare dal nome in codice della protagonista: “Black Mamba”, un rettile che, in Africa, sarebbe sinonimo di morte sicura. L’ultimo obiettivo, appunto, sarà l’ “incantatore di serpenti” Bill (David Carradine): ex-boss della Sposa, padre biologico d...