Ha fatto comprensibilmente scalpore il caso
dell'immagine votiva cancellata sul Piazzolo di Manerbio, durante un intervento
edilizio in pieno centro storico. Era un affresco e faceva parte del patrimonio
artistico locale, anche se lo stato di conservazione non era smagliante.
Raffigurava la Vergine in trono col Bambino, affiancata da S. Rocco, S. Antonio
abate e un santo patriarca.
Via Cavour, Manerbio
Al di là di questo, quanto conosciamo il
patrimonio artistico locale?
L'area di Manerbio e dintorni conta più di
trenta edicole votive, comunemente dette "santelle". La loro
distribuzione rende il culto praticabile anche nelle zone rurali alquanto
isolate. Tuttavia, come abbiamo visto, possono marcare snodi centrali della
città, per sottolineare proprio in quelli la presenza della religione e
mostrarsi al maggior numero di passanti. Non si esclude una funzione protettiva
agli incroci, notoriamente a rischio di incidenti.
Così com'è difficile attribuire un artista alla
maggior parte di esse, è arduo anche fissarne la data di esecuzione.
La protagonista indiscussa è la Vergine Maria.
Segue S. Rocco: in quanto santo pellegrino, è a casa nei luoghi di passaggio
dove spesso le santelle si trovano. È presente ovviamente anche Cristo, spesso
come Bambino, oppure come Crocifisso o volto della Veronica. Non mancano
neppure S. Francesco, S. Rita e S. Giovanni Bosco. 
Commemorazione Congresso Mariano 1949
Tra le tante, va ricordata S. Maria del Cammino,
sulla strada vecchia per San Gervasio, restaurata nel 2004 da Angelo Trinca.
Menzioniamo anche la Beata Vergine della Rosa, presso l'omonima roggia sulla
strada dei Roncagnani. Roberto Tomasoni ha firmato un'Immacolata Concezione ad
affresco su un muretto esterno, sulla strada campestre per la cascina Fienile
della Lepre. Lo stesso artista ha realizzato Santa Maria al Torchio con la
medesima tecnica, sulla strada comunale per Milzanello, in località Cereto.
Sempre in direzione di Milzanello, in località cascina Trebeschi, si trova una
cappelletta dedicata alla Vergine col Bambino. Presso la cascina Tranquilla,
nella stessa zona, Giovanni Longini ha ridipinto un'altra Madonna col Bambino.
S. Rocco e S. Rita sono stati rappresentati ad affresco nella cappella di San
Fermo, ridipinta nel 1932 dal pittore Girelli di Manerbio, in località cascina
Osciana. L'affresco centrale è invece dedicato alla Deposizione.
Un altro soggetto alquanto apprezzato è la Beata
Vergine di Caravaggio, presente in via Maglio (oltre Mella) e in via San
Martino. La prima è una statua in gesso, la seconda un dipinto murale. Entrambe
sono accompagnate dalla veggente Giannetta de' Vacchi.
Ci addentriamo ora nel tessuto urbano di
Manerbio. La Madonna di Lourdes compare in una nicchietta all'incrocio tra via
Cavour e via Solferino e anche in via C. Botta. La Beata Vergine di Lourdes
ritorna in via Cavour sotto forma di altorilievo in maiolica. 
Incrocio via Cavour-via Solferino
S. Maria Ausiliatrice è raffigurata su un muro
in via Mazzini, in località Purtù. Sotto forma di statua, è presente nel parco
della Casa di Riposo (piazza A. Moro). Una Natività in stile robbiesco spicca
su un muro in via San Martino del Carso. La Madonna di Fatima è posta su una
colonna nel Villaggio San Costanzo. Un'altra scultura è l'Immacolata Concezione
nel parco del Villaggio Marcolini.
Questo elenco non esaurisce certo la
presentazione delle santelle manerbiesi. Ci basta aver suggerito l'idea della
ricchezza del patrimonio artistico che spesso ignoriamo, anche se è unico al
mondo.
Ringraziamo
Alberto Agosti per le ricerche svolte.
Pubblicato su Paese Mio
Manerbio, N. 229 (luglio 2026), p. 13.
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