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"Il peso dell'ombra": una nuova raccolta di poesie

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"La fiera delle illusioni": il bivio fra l'uomo e la bestia

Fonte: mymovies.it Il Cinema Estate di Manerbio è in corso. Tra i film proposti, merita sicuramente una menzione quello proiettato la sera del 18 luglio 2022: La fiera delle illusioni (USA, 2021; regia di Guillermo Del Toro). È tratto da Nightmare Alley (“Il vicolo degli incubi”), un romanzo di William Lindsay Gresham pubblicato nel 1946.              È ambientato negli Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi sono ancora i reduci dalla Prima, mutilati nel corpo e nello spirito, spesso alcolizzati; tanti altri vedranno presto demolita la propria personalità e dignità nei lager. Non c’è periodo storico migliore per ambientarvi la vicenda di una progressiva perdita d’umanità .             Il protagonista è Stan (Bradley Cooper) . All’inizio del film, lo vediamo occultare un cadavere e dare fuoco alla catapecchia in cui l’ha lasciato. Avendo così tagliato ogni ponte con la propria esistenza precedente, trova un impiego in un circo dalle attrazioni inquietanti : neonati d

Davide e Anna, un duo creativo in mostra a Manerbio

Davide Rossini e Anna Rizzi : coppia nella vita e nell’arte, hanno avuto il loro giusto spazio alla mostra “In Essere” , ospitata dal Bar Borgomella a Manerbio. Le loro opere sono state esposte dal 3 al 23 luglio 2022.              Entrambi prediligono l’arte del disegno . Il tratto di Davide è più asciutto e fumettistico, mentre Anna ha la vocazione all’illustrazione fantasy. Le loro diversità non creavano però un contrasto e i disegni dei due artisti erano presentati gli uni accanto agli altri; alcuni erano addirittura appesi lungo fili, a sottolineare il fil rouge artistico e personale che unisce i disegnatori.             Davide Rossini è allievo di Stefano Alghisi , docente alla Scuola Internazionale di Comics di Brescia. Si ispira ai fumetti francesi, giapponesi e americani. La sua cura principale è la costruzione del personaggio . Pensiamo, per esempio, a Hope, il cui nome (in inglese) significa “Speranza”. È un bambino disegnato in stile manga; indossa una bizzarra tuta

Un cubo di Rubik chiamato Sissi

Cara Sissi…  Elisabetta d'Austria incoronata regina d'Ungheria (Georg Raab, 1867) innanzitutto, non ti chiamavi così . E non eri nemmeno principessa: nata duchessina in Baviera, divenisti imperatrice d’Austria per matrimonio. Al limite, il tuo nomignolo era “Lisi”, diminutivo di “Elisabeth”; divenne “Sisi” per il tuo modo peculiare di scrivere la “L” maiuscola iniziale. E “Sisi” sei tuttora, nel nome del museo che ti hanno dedicato a Vienna: il “Sisi Museum” , appunto. Poi… Come sei diventata così famosa? Qualcuno dice che non meriti tanta attenzione, soprattutto rispetto a personaggi femminili di grande spessore che non vengono altrettanto spesso nominati (vedete Cristina Belgioioso Trivulzio, la regina longobarda Ansa , donne di scienza come Sophie Germain e Ada Byron, per menzionarne solo tre). Giusto perché moristi in modo tragico e assurdo, perché fosti la moglie dell’ultimo grande imperatore asburgico e Ernst Marischka girò quei celebri film in costume con Romy Schnei

Il vero vuoto dei nostri tempi

  E... sì: dagli anni Ottanta in poi , siamo stati invasi da prodotti culturali "pop" di scarsa qualità. Abbiamo visto il cinema popolare farsi cinepanettone , la televisione proporre come "realtà quotidiana" l'artificialità di certi talk show e di certi reality. Abbiamo visto la cafonaggine e l'esibizionismo del nulla diventare la norma.  Però... Non è questo il genere peggiore di  hollow men che i due decenni appena trascorsi hanno prodotto.  L'idiozia scientemente diffusa (intesa come vuoto di contenuti spacciato per leggerezza, volgarità gabellata come popolarità) è un male, certo. Ma non è impossibile da sconfiggere, finché rimangono persone curiose e appassionate, in grado di proporre alternative... persone vive. Da temere sono i morti che cercano di impedire a questi vivi di vivere .  Da quando si è verificata "l'epidemia del vuoto" in Italia, si è accentuato il divario fra la cultura popolare e quella cosiddetta "alta",

"Se gli altri non ti amano, devi essere tu ad amarti!" Davvero?

  "Se gli altri non ti amano, devi essere tu ad amarti!" È un pensiero che va alquanto di moda. Non nego che abbia la sua seduzione e un fondo di verità. Le persone che non sanno amarsi , che odiano una parte di sé, provano sentimenti di cattiva qualità anche verso gli altri. Dato che si giudicano, per loro è normale giudicare. Dato che non si accettano, per loro è giusto non accettare. L'odio che provano per sé è la lente attraverso cui guardano il prossimo. Finché non se la toglieranno dagli occhi, dalle relazioni non potranno aspettarsi un granché.  Ma... investire su di sé tutto l'attaccamento emotivo che non si riesce ad avere verso altri? Idolatrare se stessi perché i rapporti col prossimo sono bollati come "non appaganti"? Non ci vuole un luminare per capire che questa è la descrizione di un atteggiamento narcisistico, altro argomento di moda. Anche qualora non si presentasse il vero e proprio disturbo di personalità, non sarebbe comunque una soluzio

Un manerbiese alla 100 Km del Passatore

Si dice che l’importante, nella vita, sia importante “non smettere di andare avanti”. Il manerbiese Manuel Corbellini ha preso questa massima alla lettera e l’ha fatto a passo di corsa. Nel 2008, si è rotto i legamenti del ginocchio: questo l’ha costretto ad abbandonare il calcio. Non volendosi dare per vinto, ha cambiato sport e si è dato al podismo. Dapprima, si è cimentato sui percorsi da 10 km; poi è passato alle mezze maratone nelle zone di Cremona, Brescia e Milano.              La sua prima maratona è arrivata nel 2010 ; ne sono ovviamente seguite altre (Roma, Milano), in cui ha conseguito un record personale di tre ore, ventisei minuti e ventisei secondi. L’anno scorso, ha corso in solitaria sulle montagne nella zona del lago d’Idro ed è arrivato fino al passo del Maniva. Il divertimento, la passione e la soddisfazione l’hanno portato a scegliere un obiettivo ancora più ambizioso: partecipare alla maratona da 100 km più dura d’Europa, ovvero la 100 Km del Passatore .      

Macarena Guillen: arte con un pizzico di magia

La serie di mostre “In Essere” , al Bar Borgomella di Manerbio, diventa intercontinentale, con l’apporto di Macarena Guillen . Argentina d’origine, viene da una famiglia di artiste. La madre era infatti pittrice e ha trasmesso la passione alle figlie.              Macarena è un’ artista-artigiana ; ama dare una nuova vita a oggetti d’uso quotidiano. Questo è stato evidente nella sua mostra personale, dal 5 al 18 giugno 2022. Alcuni vasi (che ospitavano cactus) erano rivestiti con stoffe coloratissime fatte a mano, provenienti dalle Ande: si trattava di tovaglie riciclate, valorizzate per le tinte e per la forte impronta etnica che le caratterizzava. Il copertone di una ruota da bicicletta, invece, era diventato la cornice d’uno specchio rotondo. Sempre rotondi erano i centrini trasformati in acchiappasogni : così leggeri, sembravano proprio ragnatele tese a fermare gli incubi (anche se pare non fosse questa la funzione originaria di questo tipo di manufatto).             Bianche e