venerdì 25 marzo 2016

Pentita toglie le slot, lo Stato la «multa»

“ORZINUOVI (gnv) Toglie le macchinette dal suo locale per «coscienza», lo Stato la «multa» per il mancato introito. È successo ad una barista orceana: Teresa Morandi, che tutti chiamano Terry.
            Da dieci anni Terry lavora ad Orzinuovi, dove nel suo bar aveva deciso di portare le slot machine che già si trovavano nel suo vecchio locale di Orzivecchi. Ma ecco cosa l’ha portata alla decisione di sbarazzarsene: «Mi è successo dopo aver conosciuto una persona molto anziana, avrà avuto più di 70 anni: entra nel bar, era vestito da muratore e mi chiede se poteva giocare con le macchinette del locale, aggiungendo “ma pagano?” Io ho risposto che, ovviamente, la cosa non dipendeva da me e dopo aver giocato, e perso 200 euro, si è messo al bancone sfogandosi con me - ha spiegato Terry - mi ha detto che pur essendo in pensione lavorava ancora e che quei 200 euro giocati erano gli unici che aveva a disposizione, il resto l’aveva già speso per giocare ed eravamo solamente ai primi giorni del mese! Piangeva raccontandomelo, era già messo male ma mi diceva che cercava sempre dei bar con le macchinette. Questa cosa mi ha colpita, mi è rimasta dentro e mi sono detta “non voglio più avere niente a che fare con le slot-rovina vita”. A dicembre del 2014 ho deciso di toglierle, all’inizio cercavo di tenerle spente il più possibile, ma il gestore mi faceva storie e pressioni per l’accensione obbligatoria che viene loro segnalata. Così ho deciso di arrivare alla pari con il pagamento delle tasse obbligatorie, che esulano dal “guadagno” del titolare del locale» ha sottolineato, spiegandoci che anche se il gestore guadagna zero le tasse sono da pagare lo stesso, si tratta di una tassa di rete telematica che finisce nelle casse dello Stato.
            «Finalmente il gestore è venuto a prendersele, ma settimana scorsa - ha sottolineato - mi è arrivata una lettera con intimazione di pagamento entro 5 giorni di 1564 euro da versare al Monopolio di Stato».
            Dopo la sorpresa iniziale Terry si è rivolta ad alcuni avvocati che, purtroppo, le hanno confermato che la cifra sarà da pagare. «Lo Stato con la Legge di stabilità ha introdotto questa tassa - ha commentato - è grottesco, non voglio lucrare sull’infelicità e i problemi delle persone, con il guadagno delle macchinette io mi ci pagavo l’affitto ma in coscienza non me la sono più sentita! È assurdo e questo è il prezzo da pagare, oltre al danno la beffa! In tanti mi stanno dimostrando il loro appoggio, una mamma e una figlia sono passate per un caffè e mi hanno detto: “Ti parliamo per esperienza, mio papà si è rovinato per le macchinette, tu sei stata coraggiosa”, lavoro 12 ore al giorno e mi sento presa in giro dal sistema, le cose non sono mai troppo chiare su questa “multa” e dare così poco preavviso è ridicolo, probabilmente lo fanno per evitare che le persone si informino, io ho fatto mandare una lettera dal mio avvocato e resto in attesa di chiarimenti, non mollo».”


inManerbioweek, n. 12 (25 marzo 2016), p. 35.

2 commenti:

  1. massima solidarietà a questa donna e un invito a tutti perchè si rendano conto che lo stato lucra sulle debolezze e fragilità degli italiani che esso stesso ha reso sempre piu poveri. Alla Blogger...ho bisogno di contattarti perchè anche io ho una storia che vorrei tu pubblicassi affinchè tanti altri possano rendersi conto della realtà che ci circonda. Grazie Marta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Marta, scrivimi pure al mio indirizzo e-mail: EricaGazzoldi@gmail.com . :) Vedremo cosa potrò fare... A presto!

      Elimina

Si avvisano i gentili lettori che (come è ovvio) non verranno approvati commenti scurrili, offese dirette, incitazioni all'odio di qualunque tipo, messaggi che violino la privacy o ledano l'onore di terzi. Si prega di considerare questo blog come uno spazio di confronto, così come è stato fatto finora, e non come uno "sfogatoio". Ci scusiamo per eventuali ritardi nella pubblicazione dei commenti: cause (tecnologiche) di forza maggiore. Grazie.