giovedì 25 giugno 2015

“Nel mezzo del cammin” col Pedibus di Manerbio

Il Pedibus è il noto servizio che, nella bella stagione, il Comune di Manerbio offre ai bambini delle scuole elementari. Ogni anno, volontari adulti attendono i piccoli in cinque fermate e li accompagnano a piedi ai cancelli dei due istituti locali, quello statale e quello parrocchiale. Il 2015 ha visto una novità: è il 750° anno dalla nascita di Dante Alighieri (1265 – 1321) e il Comune ha voluto che anche gli scolari più piccoli ne avessero notizia. Perciò, la consigliera comunale Annamaria Bissolotti ha contattato una neolaureata manerbiese e l’ha incaricata di organizzare un’attività a tema per i bambini del Pedibus. L’iniziativa è stata battezzata con le prime parole della “Divina Commedia”: “Nel mezzo del cammin…” 

            Dal 20 aprile al 25 maggio 2015, a scadenze settimanali, la volontaria addetta si è presentata alle varie fermate per raccontare, in breve, chi fosse Dante: «Era un poeta di Firenze nato settecentocinquant’anni fa. Ai suoi tempi, chi aveva studiato scriveva solo in latino. Lui, però, ci teneva a dimostrare che si poteva scrivere qualcosa di bellissimo anche usando la lingua che si parlava tutti i giorni a Firenze, quel “volgare fiorentino” da cui è nato l’italiano che parliamo noi oggi. Dante ci è riuscito e il suo libro s’intitola “La Divina Commedia”». Grazie a coloratissimi disegni, i bambini hanno potuto far la conoscenza di Virgilio e Beatrice e sapere che erano due personaggi realmente esistiti da cui il Poeta ha immaginato d’essere accompagnato lungo l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Le tre cantiche sono state riassunte in semplici giochi. Nel primo, i bambini avrebbero dovuto “sfuggire al Diavolo” pescando, fra tre carte, quella fortunata. Nel secondo, Catone Uticense – guardiano del Purgatorio – sottoponeva Dante alla recitazione di scioglilingua. Nel terzo, S. Bernardo di Chiaravalle richiedeva al Poeta la risoluzione di un indovinello, prima di presentargli la Madonna.
           
I bambini hanno partecipato volentieri ai giochi a tema, un po’ con spirito agonistico, un po’ con curiosità. Anche i disegni colorati hanno stemperato la “pesantezza” dell’argomento. Del resto, Dante e le sue “cose dell’altro mondo” – come spesso dimostra Roberto Benigni – hanno una vivacità intrinseca che aspetta solo di essere raccontata.

 Paese Mio Manerbio, N° 97 (giugno 2015), pag. 6.

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