mercoledì 14 ottobre 2015

Partita a scacchi


«Il punto è questo…»
E muovi un cavallo
zigrinato come una chiave
sulla griglia dei nostri pensieri
serrati
(piove e non siamo
in un pineto.
Peccato).
Meglio guardare il mondo così,
come fosse una scacchiera,
dove bianco e nero
non superano mai
la linea d’ombra.
In questo modo,
si può anche vincere,
con una pacatezza di vecchio lupo
su un viso ancora intatto.
Scacco matto
al re senza volto.
E io
(s’agitano Faust
e il paradosso del fuoco
e fors’altri fiori del male
nel mio vaso incantato)
plaudo in silenzio al tuo gioco di prestigio
–io, strega da niente.

(Osteria Letteraria Sottovento
Pavia, ottobre 2013)

Compresa in: AA.VV., Tracce 3, Roma 2015, Pagine, p. 62.


Nessun commento:

Posta un commento

Si avvisano i gentili lettori che (come è ovvio) non verranno approvati commenti scurrili, offese dirette, incitazioni all'odio di qualunque tipo, messaggi che violino la privacy o ledano l'onore di terzi. Si prega di considerare questo blog come uno spazio di confronto, così come è stato fatto finora, e non come uno "sfogatoio". Ci scusiamo per eventuali ritardi nella pubblicazione dei commenti: cause (tecnologiche) di forza maggiore. Grazie.