domenica 18 gennaio 2015

Il sottile inganno

“A rigor di termini, persino il Bodhisattva Kannon si può dire che è attaccato alla compassione, altrimenti sarebbe un Buddha libero da ogni attaccamento. Chi si lascia ossessionare dall’idea di aiutare gli altri si sente costretto a recare aiuto a quanti potrebbero farne invece a meno. Consideriamo una persona povera che conduce una vita semplice. Offrirle delle ricchezze inutili al suo modo di vivere la porterebbe alla rovina. Questo non sarebbe affatto amore. Un Buddha è compassionevole, ma non è ossessionato dal desiderio di salvare gli altri.”




Da: Philip Kapleau, I tre pilastri dello Zen, (“Civiltà dell’Oriente”), Roma 1981, Ubaldini Editore, p. 112.

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