mercoledì 21 gennaio 2015

Il sottile inganno - 3

“Un’antica massima Zen dice che restare attaccati alla propria illuminazione è una malattia in tutto simile al possesso di un ego eccessivamente attivo. In effetti, più è profonda l’illuminazione, più grave sarebbe questa malattia. Nel caso di Yaeko io ritengo che i sintomi più evidenti sarebbero dovuti scomparire nel giro di due o tre mesi, quelli meno evidenti, nel giro di due o tre anni e quelli più insidiosi, entro sette o otto anni. Tali sintomi sono meno gravi in chi possiede un animo gentile come Yaeko, ma in alcune persone sono veramente ripugnanti. Coloro che praticano lo Zen dovrebbero guardarsene con cura. La mia stessa malattia è durata circa dieci anni. Ahimè!”




Da: Philip Kapleau, I tre pilastri dello Zen, (“Civiltà dell’Oriente”), Roma 1981, Ubaldini Editore, p. 296.

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