giovedì 15 gennaio 2015

La profezia di Frollo

“La scrittura a mano è inadatta alle esigenze del mondo moderno” biascica Tizio, leggendo un articolo di giornale sulla diffusione dei computer nelle scuole.
            Io taccio. E prendo la penna stilografica. Ne ho due. Con la più fine, scrivo le mie lettere, talvolta imbevute di profumo. Sulla mia scrivania, invece, ci sono quelle che ho ricevuto –ciascuna tanto cara che avrebbe potuto essere stata scritta col sangue. Nel mio cassetto, c’è un pennino comprato a Firenze, con tanto di fiammante penna d’oca. Forse sintetica. Ma il proprio dovere lo fa.
Con una penna stilografica, vergo queste righe, che si tradurranno poi in kilobyte, per viaggiar più leggere.
            «Questo ucciderà quello» profetizza l’arcidiacono Frollo in Notre-Dame de Paris. Ha di fronte a sé un incunabolo; il suo macabro monito fissa negli occhi la cattedrale gotica, libro in pietra nel quale si è scritta una civiltà e che Victor Hugo conobbe come un quasi-rudere. La profezia di Frollo è sulla pagina di un volume a stampa, ubiquo –come Hugo descrive i suoi simili.
            Oggi, guardo le fotografie della cattedrale di Notre-Dame, bagnata nel quieto splendore del capolavoro. Il suo nemico predestinato –il libro stampato – le ha donato questa nuova vita. Dalla quotidianità al mito.

            Sorrido. E scrivo ANAΓΚΗ, come Frollo nella propria angoscia. Ma, dalla mia penna, ha un significato diverso. 

Nessun commento:

Posta un commento

Si avvisano i gentili lettori che (come è ovvio) non verranno approvati commenti scurrili, offese dirette, incitazioni all'odio di qualunque tipo, messaggi che violino la privacy o ledano l'onore di terzi. Si prega di considerare questo blog come uno spazio di confronto, così come è stato fatto finora, e non come uno "sfogatoio". Ci scusiamo per eventuali ritardi nella pubblicazione dei commenti: cause (tecnologiche) di forza maggiore. Grazie.