giovedì 8 marzo 2012

La porta nella lingua latina


Parte prima: FORIS, IANUA

"Iniziamo il nostro viaggio 'antropologico' con alcune note rigorose – ma necessarie. Nel celebre saggio Sur Racine , Roland Barthes osservava:


'Tra la Camera e l’Anti-Camera, c’è un oggetto tragico che esprime in modo minaccioso la contiguità e insieme lo scambio, lo sfiorarsi del cacciatore e della sua preda, ed è la Porta.'


La porta è quindi connotata (oltre che personificata, come la maiuscola dimostra) come oggetto-spartiacque e oggetto-confine di due mondi differenti; del mondo del contatto diretto, della successione immediata nello spazio e nel tempo, del trasferimento reciproco; del mondo del cacciatore e di quello della preda. Lo stesso concetto è ripreso e sviluppato ulteriormente da Giampaolo Caprettini:


'La porta sta a indicare la separazione e insieme lo scambio, l’isolamento e l’incontro, la curiosità e la conoscenza, il movimento e la sosta della sorpresa […] Simbolo e momento del rito iniziatico che segna o prelude, la porta invita a superare quel mistero che essa stessa indica'... (Continua)




Lorenzo Dell'Oso, rubrica Filologia del mondo nuovo, su Edoardo Varini Publishing

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