lunedì 5 marzo 2012

Iosef


“A fine estate a mietiture e vendemmie fatte fummo sposi. A Nazaret si celebrano in questo tempo molti matrimoni e si moltiplicano gli inviti. Ma non si può ballare a due feste di nozze contemporaneamente, così gli invitati non vennero alla nostra. Solo parenti stretti e nessuno di più alle nozze della vergine incinta.

            Iosef era serio ma il suo corpo sorrideva per lui. Mi strinse la mano sotto la tenda stesa del baldacchino sbattuto dal vento. La sua mano aspettata che mi aveva protetto, non mi aveva accusato, non aveva sollevato la prima pietra che spetta al marito dell’adultera, la sua mano ispessita di lavoro e di schegge: tremava intorno alla mia che riposava finalmente chiusa dentro la sua.”



ERRI DE LUCA


Da: Erri De Luca, In nome della madre, (“I Narratori”), Milano, 2006, Feltrinelli

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