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Sapori in festival

Dal 29 ottobre al 1 novembre 2016, col patrocinio del Comune, si è tenuto a Manerbio il Festival dei Sapori. L’iniziativa era a cura dell’associazione Terra & Arte, che riunisce operatori nel commercio ambulante di alimentari. Il programma prevedeva (per il 29 ottobre) lo spettacolo “I Have a Dream - Un tuffo nella fabbrica di cioccolato!”, preparato dalla “We Got The Attitude - Fatti Prendere Hip Hop School”. Sarebbe seguita l’animazione con Gabriele Cervyland Cervati. Per il 30 ottobre, era stato organizzato il concerto del “Rumor Jazz Quartet”; il giorno seguente, sarebbe stata la volta degli “Onda d’Urto”. Il pomeriggio del 1 novembre, si sarebbero gratuitamente tenuti spettacoli di burattini. Ogni giorno, per i bambini, erano predisposti giochi gonfiabili, una pesca di cigni in plastica e un rodeo con toro meccanico. 

 In Piazza Falcone, insieme a più comuni bancarelle di vestiti, bigiotteria, giocattoli, fiori e cover per smartphone, si sono radunati diversi chioschi di cibo da strada e specialità regionali. Uno di questi punti riproduceva un pub, con Guinness e grigliate. Accanto a esso, si trovava la “Piada on the Road”; “La Lumaca a Spasso” si era caricata di piatti tipici calabresi. Uno stand portava l’insegna del “Dopolavoro” manerbiese, sorto nella sede del locale ove si svagavano i dipendenti del Lanificio Marzotto. Il BBQ Grill & Burger proponeva patatine e carni alla griglia, mentre “Il Boss della Zucca” si adeguava all’atmosfera di Halloween.
            Un altro chiosco proponeva panini alla salsiccia medievale, composta da due tipi di carne (vitello e maiale). Chef Ivan, invece, aveva fatto tesoro del proprio matrimonio interetnico per sposare piatti piemontesi con la cucina balcanica. Vicino alla fassona, si trovavano specialità albanesi come il “kulac” (impasto dolce cotto su piastra), le “meze” (antipasti cremosi) e le “qofte” (polpette di maiale e manzo aromatizzati).
            Un altro stand si ispirava all’Oktoberfest; un altro recava l’insegna “Paella e Sangria”. Foodies&Dreamers offriva salsicce di cavallo. StritStrit Around proponeva prodotti della penisola sorrentina, fra cui i “diavoletti alla piastra”: scamorze affumicate ripiene di olive e olio piccante. Il “Birrificio Woodstock” portava un po’ di nostalgia; più in là, erano distribuite caldarroste e “I Dolci dell’Orso” (caramelle guardate dal sorriso di un orsacchiotto gigante). Le “Dolcezze siciliane” contavano (anche) la celebre pasta di mandorle, insieme a cibi salati come gli arancini. “La Corte dei Ciliegi” proponeva confetture trentine, mentre le specialità dell’Alto Adige erano costituite (fra le altre) da salsicce bianche, speck, lardo, farinacei detti “brezel”. I “Sapori di Puglia - Prodotti tipici del Gargano-Vieste”, naturalmente, abbondavano di taralli variamente aromatizzati, nonché di salami e formaggi.

            Oltre all’arte del palato, erano presenti esempi di artigianato: lavori in ceramica e in ulivo, nonché gli intagli di “Roby” in abete, rovere, noce, frassino e altri legni. Poi, fasce per capelli e l’erboristeria di “Iris - Mens sana in corpore sano”.

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