giovedì 8 dicembre 2016

Piccolo è bello

Si dice che la felicità sia fatta di piccole cose. Il manerbiese Giammaria Savio ha preso il detto alla lettera. La sua passione, infatti, sono le miniature: in particolare, quelle che occorrono a realizzare presepi. 

            L’idea gli venne molti anni fa, quando stava - per l’appunto - cercando una capanna per la Natività. Capì che avrebbe potuto realizzarne una da solo.
Da allora, la faccenda è progredita. I presepi di Savio sono ormai diversi. All’oratorio di Alfianello, se ne trova uno ambientato fra impervie rocce di sughero dipinto. Un altro rappresenta una scena collinare attraversata da un fiume; un altro ancora ritrae una vallata di montagna: la capanna è in legno e dal tetto spiovente, guardata da un castello con torri merlate. Quando Savio fa nascere Cristo in una cascina, non manca il lavatoio con tanto di tavola e spazzola da bucato. Uno di questi edifici rustici è corredato da acqua corrente, fiamma elettrica nel caminetto ed interni arredati di tutto punto. I coppi - perfetti laterizi in miniatura, acquistati presso un negozio specializzato - sono 1600 in tutto.
            Al presepe per il Natale 2016 ha cominciato a lavorare all’inizio dell’ottobre 2015: un dolce passatempo di pensionato che detesta l’inattività. Stavolta, l’ambientazione si ispira ai paesini del Centro Italia (ma senza allusioni al terremoto). Per suggerire l’idea delle pietre, le pareti delle case sono state realizzate in compensato rivestito di gesso; detto gesso è stato pazientemente inciso con una punta di metallo regalata a Savio da un dentista. I tetti sono composti da minuscole tegole in legno: articoli speciali che l’hobbista, attualmente, si fa arrivare da Foggia. Opera delle sue mani, invece, sono le altre parti lignee: balconi, telai di finestre, imposte, battenti e scale. In particolare, il taglio dei listelli per realizzare queste ultime è stato un lavoro complesso. Porte e infissi si aprono e si chiudono realmente, grazie ad autentici cardini in metallo. Savio sa realizzare anche catenacci in miniatura, parimenti funzionanti. Le impannate delle finestre sono costituite da foglietti di Astralon, materiale plastico usato nelle litografie - settore in cui Savio lavorava, prima della pensione. Nei suoi piccoli mondi, l’illuminazione è assicurata da lampioncini di sua fattura, con lampadine minuscole e a basso voltaggio. Da buon appassionato, apprezza le rassegne di presepi, come quelle di Verona e di Pizzighettone.
Come era prevedibile, qualcuno gli ha domandato anche di realizzare una casa per bambole.
            La sua abilità di modellista si esercita spesso sugli strumenti della vita contadina. In legno, ha riprodotto cassettoni, tavoli con sedie impagliate, madie con tanto di pala per la farina, la zangola per il burro e la gramola: un’impastatrice funzionante a forza di braccia, che assicurava alle famiglie campagnole il pane per tutto l’inverno.


Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 115 (dicembre 2016), p. 4.

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