Passa ai contenuti principali

Le rose della notte - I, 3

Parte I: Sorelle



3.

Diana s’immerse nel vicolo che fiancheggiava la sede delle Poste pavesi. Quel budello era vergine d’ogni lume. Si lasciò cullare dal buio, dalla calma alcolica che le aveva donato la serata al “Sottovento”. In fondo, facevano capolino gli alberi di piazza Leonardo da Vinci.
            Qualcosa le urtò una spalla. 

«Scusa…»
            Si riscosse.
A parlarle, era stata una voce di soprano leggero. Mise a fuoco la scena.
Nell’ombra, si disegnava una figura sottile, avvolta in un cappotto assottigliato intorno ai fianchi. Una testa piccola e tornita, fasciata da una matassa di capelli che s’indovinavano castano-rossicci, apriva verso di lei occhi umidi e perlati. Diana percorse l’immagine di quella ragazza fino ai piedi quasi cinesi, stretti negli stivaletti che li difendevano dalla stagione. Mani altrettanto minute, in guanti di lana, si levavano in un gesto di giustificazione.
            «Nessun problema!» rassicurò Diana con franchezza, sedotta più da quelle dita aggraziate che dalla cortesia delle scuse. «Piuttosto, tutto bene? Mi pareva che stessi correndo…»
            «No, niente…» Era difficile dire se l’altra fosse arrossita. Di certo, Diana si stupì della propria indiscrezione. Non amava far domande, tanto quanto detestava riceverne. Ma, per qualche motivo, non aveva voglia di troncare tanto presto quell’abboccamento accidentale.
            «Va bene. Occhio ai cattivi incontri!» concluse, con un sorriso ammiccante. La sconosciuta accennò una risata e la salutò. Diana seguì con lo sguardo i suoi passetti fini e nervosi, finché lei non fu scomparsa in via Bordoni.

[Continua]

Pubblicato sul quotidiano on line Uqbar Love (21 ottobre 2016).


Commenti

Post popolari in questo blog

Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

"Gomorra": dal libro al film

All’inizio, il buio. Poi, lentamente, sbocciano velenosi fiori di luce: lividi, violenti. Lampade abbronzanti che delineano una figura maschile, immobile espressione di forza.   Così comincia il film Gomorra, di Matteo Garrone (2008), tratto dal celeberrimo libro-inchiesta di Roberto Saviano. L’opera del giornalista prendeva avvio in un porto: un container si apriva per errore, centinaia di corpi ne cadevano. Il rimpatrio clandestino dei defunti cinesi era l’emblema del porto di Napoli come “ombelico del mondo”, dal quale simili traffici partono ed al quale approdano, da ogni angolo del pianeta. Il film di Garrone si apre, invece, in un centro benessere, dove regna un clima di soddisfazione e virile narcisismo. Proprio qui esplode la violenza: tre spari, che interrompono il benessere e, al contempo, sembrano inserirvisi naturalmente, come un’acqua carsica che affiora in un suolo perché sotto vi scorreva da prima. Il tutto sottolineato da una canzone neomelodica italian...