giovedì 18 febbraio 2016

La via del cuore

È uscita la breve raccolta poetica "La via del cuore", a opera del giornalista e cantante Diego Baruffi. I suoi versi hanno qualcosa delle canzoni pop, la stessa immediatezza di linguaggio e sentimenti. E sono state presentate alla cittadinanza il 23 gennaio 2016, al Politeama di Manerbio. 

            Ad aprire la serata è stata la prima poesia, dedicata all’amore per la moglie Alessandra e il figlioletto Francesco. Dopodiché, Diego Baruffi ha scatenato il suo fiume di musica.
Nel repertorio - per l’occasione - è stato protagonista Massimo Ranieri, con “Vent’anni” (1970), “Erba di casa mia” (1972), “Se bruciasse la città” (1970), “Perdere l’amore” (1988). Altro ospite ideale è stato Adriano Celentano, di cui Baruffi ha reinterpretato brani come “L’emozione non ha voce” (1999) e “Ti avrò” (1978). Un angolo per i Pooh è stato occupato da “Tanta voglia di lei” (1971).
             “L’istrione” (1970) di Charles Aznavour sembrava quasi essere su misura per Diego, l’uomo del palcoscenico. Ma, giustamente, non era da solo. C’era Francesco, il suo bambino di quattro anni, che ha sorpreso il pubblico azzardando “La voce del silenzio” (Tony Del Monaco e Dionne Warwick, 1968). C’era la splendida vocalità di Manuela Bonazza, che ha accompagnato Baruffi in “Grazie perché” (Gianni Morandi e Amii Stewart, 1980), “Naracauli” (I Nomadi, 1978), “Così ti amo” (I Califfi, 1968), “Se bruciasse la città” (Massimo Ranieri, 1970) e, ovviamente, “Vivo per lei” (Andrea Bocelli e Giorgia, 1995): l’inno di chi condivide la passione per la musica.
            La voce di Manuela ha risaltato da solista in “Se telefonando” (Mina, 1966), “Halleluja” (Leonard Cohen, 1984), “Sei bellissima” (Loredana Bertè, 1975), “Pazza idea” (Patty Pravo, 1973) e “Maledetta primavera” (Loretta Goggi, 1981). La sua partecipazione allo spettacolo è stata l’occasione, per Diego, di ricordare l’amico Giancarlo, che gliela presentò. 

            Omaggi al jazz d’annata sono stati eseguiti da un trio giovanile, formato da Gabriele Guerreschi, Carlo Cherubini e Ilaria Tengatini. Non poteva mancare il tenore di Manerbio, Nicola Bonini, per l’occasione in salsa profana. Ha regalato al pubblico una fresca versione di “My way” di Frank Sinatra (1968). Giusto per ricordare la sua propensione al canto liturgico, il programma dello spettacolo prevedeva per lui anche “Amazing Grace”, canto di conversione di un negriero del XVIII secolo. 

Bonini, saggiamente, aveva esortato Baruffi a non trascurare il suo consueto repertorio Nomadi-centrico. Perciò, i due hanno eseguito insieme “Io voglio vivere” (I Nomadi, 2003). Si è poi aggiunta Manuela, per rievocare i Ricchi e Poveri con “La prima cosa bella” (1970).
I versi de “La via del cuore”, invece, sono stati affidati alla voce di Erica Gazzoldi. Della silloge, oltre alla poesia iniziale, ha interpretato “Dolce dea” e “Poesia d’amore”. Sono seguiti componimenti di lei, tratti dalla sua recente raccolta “La biblioteca di Belisa” (Villasanta 2015, Limina Mentis). Intervistata da Baruffi, l’autrice ha ricordato che poesia e giornalismo sono uniti dalla forte passione per la realtà.
Più lungo e appassionante è stato il colloquio con Giorgio Baietti, autore ligure esperto di esoterismo. La sua conoscenza dei simboli rappresentati in chiese affascinanti ha fruttato il suo ultimo romanzo, "Buio come il vetro" (Bologna 2015, Minerva). Massimiliano Magli, autore dell’introduzione a “La via del cuore”, ha parlato dei difficili rapporti tra finanziamento e verità nel giornalismo. Con la giovane Denise Gottani, i presenti sono entrati nel mondo di una curiosa professione: il personal chef, che cucina a domicilio piatti personalizzati.
I momenti della serata sono stati immortalati dalla fotocamera di Jessica Antonini. È stato smentito Celentano: talvolta, l’emozione ha voce. Quella di Diego Baruffi e dei suoi amici.




Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 105, febbraio 2016, p. 8.


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