giovedì 18 febbraio 2016

Il fascino del Nord alla LUM

Paesaggi romantici per eccellenza, le bellezze della Penisola Scandinava affascinarono anche il poeta Vittorio Alfieri (1749 - 1803). La professoressa Margherita Sommese le ha raccontate alla Libera Università di Manerbio. Questa, il 14 gennaio 2016, nel Teatro Civico “Memo Bortolozzi”, è stata la prima di due conferenze sul “Fascino del Nord”: “Dalle pianure della Danimarca alle alte vette dei fiordi norvegesi”. 

            La Danimarca è una monarchia parlamentare ed è compresa nell’Unione Europea, benché non abbia adottato l’euro. Il suo nome deriva dai Dani, popolazione che si stabilì sulla penisola dello Jutland all’inizio dell’VIII sec. d.C. Essi - ha spiegato la prof.ssa  Sommese - si costituirono in una “marca”, ossia una regione di frontiera: da cui Dani-marca, “la marca dei Dani”. Qui, giunsero anche i Vichinghi, ottimi navigatori che scoprirono l’Islanda e approdarono in Terranova.
            Al 965 d.C. risalgono le pietre di Jelling, con iscrizioni runiche (ovvero, nel peculiare alfabeto scandinavo). Esse attestano la nascita di un regno danese e la sua cristianizzazione sotto il re Aroldo I. Un “unicum” nella storia fu l’Unione di Kalmar. Fondata nel 1389 da Margherita I di Danimarca, comprendeva anche Norvegia e Svezia; ebbe fine nel 1523. Il XVII secolo vedrà poi l’ascesa dell’Impero svedese. 

            Le fotografie della prof.ssa Sommese hanno documentato le colline moreniche della Danimarca e l’amore dei danesi per la bicicletta. Le coste sono caratterizzate da prati con improvvisi strapiombi o da distese di dune. Una grande attrazione turistica è, per l’appunto, il faro insabbiato di Rubjerg Knude.
            Nella Danimarca, seppur con ampie autonomie, sono comprese le Isole Fær Øer e la Groenlandia. Quest’ultima dovrebbe il proprio nome alle coste verdeggianti (in danese, “Grønland” significa “terra verde”). Ma, d’inverno, il terreno è coperto di ghiaccio. La Danimarca è collegata alla Svezia, tramite il ponte  di Øresund.
            A Copenhagen, si celebra il Festival delle Sculture di Sabbia; i Giardini di Tivoli ospitano costruzioni orientaleggianti. La famosa statua della Sirenetta è piuttosto periferica da raggiungere. Decisamente evidente è, invece, il palazzo comunale neogotico, allusione all’identità politica che la città affermò nel Medioevo. Però, numerosi sono anche i palazzi appartenenti alla Corona, non ultima la reggia vera e propria: Amalienborg  Palace. Nel periodo rinascimentale e in quello barocco, lavorarono a Copenhagen maestranze italiane.
            Il viaggio della prof.ssa Sommese si è poi spostato in Norvegia, un’altra monarchia costituzionale. I primi insediamenti sono testimoniati dalle incisioni rupestri di Alta (8000 a.C. ca.). Dai Vichinghi furono fondati i primi regni, unificati dal 972 al 1319. Il re Olav Haraldssön (noto anche come Sant’Olaf  II) introdusse il Cristianesimo. Nel 1319, la figlia del defunto re norvegese Haakon V sposò Magnus IV di Svezia. I due regni divennero uno. Solo nel 1905, essi riconobbero pacificamente la reciproca indipendenza.
Il materiale da costruzione preferito è il legno, perché facilmente reperibile e isolante termico. Il colore delle case è il rosso di minio, che protegge il legno contro gelo e aggressioni saline.
Caratteristicamente norvegesi, come si è detto, sono i fiordi, profonde insenature scavate nelle coste rocciose dai ghiacciai e invase dal mare.        
La principale coltivazione sono le fragole. Vi abbonda anche il salmone, l’alimento più economico disponibile in loco.
            La conferenza della prof.ssa Sommese è infine planata sull’arte e, in particolare, su Edvard Munch (1863 - 1944): pittore dell’ “Urlo” e dell’alienazione cui solo l’Artista, il solitario per eccellenza, sa sottrarsi.

            Il 21 gennaio 2016, il percorso è stato completato da un’altra tappa: la Scozia e le Highlands. 


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