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Mafie senza confini - Noi senza paura

Lunedì 5 marzo 2012:
Mafie al nord: infiltrazione o radicamento?

Maria Fiore, La Provincia Pavese
Mario Portanova, Il Fatto Quotidiano
Lorenzo Frigerio, Libera Informazione
modera Carlo Gariboldi, La Provincia Pavese

Lunedì 2 aprile 2012
Mafie SpA: l'avvelenamento del territorio

Ivan Cicconi - esperto di contratti pubblici
Edoardo Bai - Legambiente Lombardia
Sergio Cannavò - Legambiente Lombardia

Lunedì 7 maggio 2012
Ospedali psichiatrici giudizari e criminalità organizzata

Ignazio Marino - Presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale
Corrado De Rosa - autore de I medici della camorra

Lunedì 4 giugno 2012
Legge 109/96: la nuova vita dei beni confiscati

Davide Salluzzo - Libera Vigevano
Umberto Ferrari - Libera Crotone
Paolo Cereda - Libera Lecco
Anna Mapelli - Associazione Arché
Roberto De Benedittis - responsabile campi di volontariato e formazione Estate Liberi

Gli incontri si svolgeranno alle ore 21:00, presso l'Aula Magna dell'Università, p.zza Leonardo da Vinci, Pavia

Organizzato da:


In collaborazione con:




Presidio di Vigevano


e




Iniziativa realizzata con il contributo della Commissione Permanente Studenti dell'Università di Pavia, nell'ambito del programma per la promozione delle attività culturali e ricreative degli studenti.

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Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

Maledetto amore

Non tutti sanno che I Fiori del Male avrebbero dovuto intitolarsi, in un primo momento, Le Lesbiche. Charles Baudelaire annunciò questo titolo provvisorio dall’ottobre 1845 al gennaio 1847. La denominazione aveva un carattere provocatorio. Ch. Baudelaire pensava a un pubblico borghese, quello che dettava (e detta tuttora?) la morale diffusa.  Il titolo fu accantonato a favore d’altre ipotesi, via via suggerite dalle nuove impostazioni che il poeta intendeva dare al lavoro. Anche la raccolta andava ampliandosi e articolandosi. L’edizione de I Fiori del Male pubblicata nel 1861, comunque, conteneva un componimento eloquente: “Donne dannate” (CXI). “Dannate”, s’intende, agli occhi di quel mondo “perbene” a cui Ch. Baudelaire indirizzava le proprie provocazioni. Le lesbiche, in questo senso, erano simili al poeta : “O vergini, o demoni, o mostri, o martiri,/Della realtà grandi spiriti sprezzanti,/cercatrici d’infinito, devote e satire,/Talor piene di gridi, talor piene di piant...