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A Franco Romano Tagliati


Egregio dott. Tagliati,
ho da tempo terminato di leggere la Sua raccolta Lettere dalla villeggiatura. Essa mi ha permesso di riaccostarmi alla poesia in metrica libera, una forma con la quale avevo perduto dimestichezza. Credo d'aver notato elementi ungarettiani nella Sua versificazione; soprattutto, "Berlino" mi ha fatto pensare alla nota "Soldati", inclusa ne "L'allegria". Oltre all'alta frammentazione dei versi ed all'isolamento grafico del componimento nella pagina, la avvicinava alla lirica ungarettiana anche il senso di precarietà e fragilità che trasmetteva.
Mi chiedo se sia giusta un'altra osservazione: il tema della solitudine sembra essere caratteristico delle poesie comprese nella raccolta. Credo che una futura, più lenta rilettura potrebbe farmi cogliere molte nuove sfumature. Per il momento, sono contenta di averne parlato con Lei. Cordiali saluti!

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