Passa ai contenuti principali

Scampoli di stelle

Quelli di Barbarah Guglielmana sono scampoli di stelle, rubati al momento fra il risveglio ed il giorno. Quarantadue quadretti, freschi come campanule appena bagnate dalla pioggia. E la pioggia è un leitmotiv che percorre tutta la raccolta, in cui ogni componimento è minuziosamente datato e localizzato. Pavia campeggia in Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte. La frase è tratta dalle parole di un’anziana signora, che incarna una femminilità un po’ dolce ed un po’ sfiorita, con le gambe gonfie […] E la testa leggera che pensa cose celesti (Destinata, pag. 20). Questa femminilità è ritratta da Barbarah, alternata alla propria, ancora verde ed improntata ad un Quanto dura? incredulo e meravigliato di fronte alle grazie della giovinezza innamorata.


Non mancano una discreta coscienza di genere: una Ragazza romantica si augura che, un giorno, le storie di donne brutalizzate e svilite diventino Favole di una volta. Tematica che ricollega l’autrice all’attività dell’Associazione di Volontariato Donne Contro la Violenza di Pavia, ora Cooperativa LiberaMente . Ad essa è dedicato il libriccino, in memoria degli anni che Barbarah ha trascorso come collaboratrice presso la medesima. Ma i versi della Guglielmana possono essere letti anche per rinfrescare un pomeriggio, come sanno fare  Il gioco delle nuvole e La pioggia degli alberi.






  Barbarah Guglielmana, Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte, 9^ ristampa, dicembre 2012.


In deposito presso la Cooperativa LiberaMente: Corso Garibaldi, 37b, 27100 Pavia – tel. 0382 32136. Il ricavato andrà interamente a favore della Cooperativa. Offerta libera a partire da 5 euro.

Commenti

  1. Deve essere un libro bellissimo a quanto si intuisce... spero di riuscire a leggerlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un libro breve, molto concreto e molto naif allo stesso tempo... :) Comunque, se Lei vuole reperirlo, può contattare Barbarah Guglielmana su Facebook o cercare direttamente il Centro Antiviolenza di Pavia (si chiama LiberaMente, se non ricordo male). Buona lettura! :D

      Elimina

Posta un commento

Si avvisano i gentili lettori che (come è ovvio) non verranno approvati commenti scurrili, offese dirette, incitazioni all'odio di qualunque tipo, messaggi che violino la privacy o ledano l'onore di terzi. Si prega di considerare questo blog come uno spazio di confronto, così come è stato fatto finora, e non come uno "sfogatoio". Ci scusiamo per eventuali ritardi nella pubblicazione dei commenti: cause (tecnologiche) di forza maggiore. Grazie.

Post popolari in questo blog

Letteratura spagnola del XVII secolo

Il Seicento è, anche per la Spagna, il secolo del Barocco. Tipici della letteratura dell'epoca sono il "culteranesimo" (predilezione per termini preziosi e difficili) e il "concettismo" (ricerca di figure retoriche che accostino elementi assai diversi fra loro, suscitando stupore e meraviglia nel lettore). Per liberare il Barocco dall'accusa di artificiosità, si è cercato di distinguere una corrente "culterana", letterariamente corrotta e di contenuti anche immorali, da una corrente "concettista", nutrita dalla grande tradizione intellettuale e morale spagnola. E' vero che il Barocco spagnolo vede, al proprio interno, vivaci polemiche fra autori (come Luis de Gòngora e Francisco de Quevedo) e gruppi. Ma l'esistenza di queste due contrapposte correnti non ha fondamento reale. Quanto al concettismo, è interessante notare come esso sia stato alimentato dalla significativa definizione che di "concetto" ha dato Francesco...

Elogio del piccione

Credo che molti di voi conoscano bene quel meme: “Discutere con certa gente è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma lui rovescerà i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà in giro tronfio e impettito.” Il paragone è sovvenuto diverse volte anche alla sottoscritta, quando le capitava di dover ragionare con chi non aveva voglia di imparare alcunché o di rendersi conto che non esisteva solo il suo punto di vista. E si badi bene che mi riferisco a casi in cui l’argomento non toccava la vita del “piccione” di turno e la sua trattazione richiedeva solo un minimo di calma e interesse. Sono la prima a non sopportare coloro che scambiano per scacchiera l’esistenza altrui.              Tuttavia, mi domando se tutti i piccioni vengano necessariamente per nuocere. Perché quello che si consuma su quei quadrati in bianco e nero IN SOSTANZA E VERITÀ, NON È ALTRO CHE UN GIOCO (Elsa...

Maledetto amore

Non tutti sanno che I Fiori del Male avrebbero dovuto intitolarsi, in un primo momento, Le Lesbiche. Charles Baudelaire annunciò questo titolo provvisorio dall’ottobre 1845 al gennaio 1847. La denominazione aveva un carattere provocatorio. Ch. Baudelaire pensava a un pubblico borghese, quello che dettava (e detta tuttora?) la morale diffusa.  Il titolo fu accantonato a favore d’altre ipotesi, via via suggerite dalle nuove impostazioni che il poeta intendeva dare al lavoro. Anche la raccolta andava ampliandosi e articolandosi. L’edizione de I Fiori del Male pubblicata nel 1861, comunque, conteneva un componimento eloquente: “Donne dannate” (CXI). “Dannate”, s’intende, agli occhi di quel mondo “perbene” a cui Ch. Baudelaire indirizzava le proprie provocazioni. Le lesbiche, in questo senso, erano simili al poeta : “O vergini, o demoni, o mostri, o martiri,/Della realtà grandi spiriti sprezzanti,/cercatrici d’infinito, devote e satire,/Talor piene di gridi, talor piene di piant...