martedì 28 aprile 2015

In un bene impacchettato male

Fin dal titolo, vien voglia di chiedersi di che “bene” parli Vincenzo Calò e in che senso sia “impacchettato male”. In copertina, ammicca la Surprise! di Ambra Simeone: una scatola infiocchettata, che si svela vuota. Una sorpresa poco cortese, uno scherzo di cattivo gusto, forse. O c’è altro? 

Mi ricordo Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry,: il pilota, per disegnare al Piccolo Principe la pecora che desidera, gli rifila il bozzetto di una scatola. E quella è la soluzione: dentro l’involucro, la fantasia del bambino può porre ciò che preferisce. Così pure, la Surprise! può essere qualunque cosa. È un eterno inizio, di quelli invocati da Niccolò Fabi sul frontespizio: “Ah si vivesse solo di inizi/di eccitazioni da prima volta/quando tutto ti sorprende e/nulla ti appartiene ancora…”
Il “bene impacchettato male” torna a pag. 38: è quello che serve a trattenere le “pazzie”, contate dal poeta insieme alle “stelle perse”. E Vincenzo prova davvero ad avvolgere e infiocchettare le proprie follie. Ma esse sfuggono, si arzigogolano in versi sibillini, in sfaccettature troppo numerose per essere considerate una per volta. Nel goffo imballaggio, ci sono “giornate che funzionerebbero con le batterie del telecomando più utile e vecchio/se non bastasse l’amore per la vita, da ricostruire/secondo nessuna scoperta scientifica…” (pag. 11). Ci sono i “ragionamenti di una doccia che perde” (pag. 25), forse meno deliranti di “tutto un regno chiccoso e borghese” (pag. 21) che ritorna sotto varie forme nel corso della raccolta. Ritorna anche il “silenzioso abbandono” di nome “Dio” (pag. 53), che confessa stranamente “di bramare il contenuto del nostro stomaco poco prima di mangiare e bere” (pag. 16). In questo carosello di nonsense, nemmeno la politica offre orizzonti soddisfacenti. Eppure, i giovani come Vincenzo Calò non possono evitare di parlarne: “Perché vogliamo alzare i cuori d’istinto/questi muscoli chiusi come numeri da giocare…” (pag. 20).
In tutto questo “bene” così difficile da impacchettare, la speranza è di pescare “storie umane, da seguire/per entrare nel deserto della ragione” (pag. 80).


Vincenzo Calò, In un bene impacchettato male, Gaeta 2014, deComporre Edizioni, 80 pagg., 8 €.

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