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Un bimbo e una scuola da incubo


Un bimbo e una scuola da incubo
 
di Canidia Sagani
 
Non guariranno facilmente le ferite del piccolo “Guidubaldo” (nome di fantasia). Ferite nella mente e nel cuore, causate da educatori che si sono rivelati indegni.
            “Guidubaldo” ha 6 anni. Frequenta il primo anno in una scuola elementare di C. La famiglia ha chiesto riserbo sul luogo.
Il piccolo aveva già sentito parlare di compiti e note sul diario, ma la realtà si è rivelata ancora più cruda delle aspettative. I docenti pretendono il silenzio assoluto in aula. I bambini devono stare fermi per ore nei banchi. Vietato andare al bagno durante le lezioni, se non dietro formale richiesta. L’insegnamento è legato a schemi obsoleti, come l’apprendimento mnemonico dell’alfabeto: esercizio arido, che tortura le menti infantili con dubbio scopo. Il taglio dei compiti e le scadenze imposte per la consegna non rispettano la personalità degli allievi, i quali hanno gusti e tempi assai diversi fra loro. Non si può pretendere che a tutti piaccia imparare le cifre dallo 0 al 9. Né che consegnino i disegni sul quaderno quando la maestra lo richiede. “Guidubaldo” avrebbe dovuto addirittura dividere in sequenze tutto Biancaneve e i sette nani. Naturalmente, non poté farlo entro il giorno indicato. Pronta la rappresaglia della maestra: <<Dammi il diario!>> Una nota di biasimo ha macchiato l’innocenza del bimbo, il quale a stento ha trattenuto le lacrime.
            <<Siamo disgustati da persone a cui abbiamo accordato la nostra fiducia>> dichiara la mamma di “Guidubaldo”. <<Il direttore didattico non ha mosso un dito, davanti a tutto questo. Ma io e mio marito ci batteremo per ridare la serenità a nostro figlio. Quella nota deve essere tolta>>. Se non sarà auspicabile chiudere addirittura quella scuola.
 
 


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