giovedì 25 ottobre 2012

Parole, parole, parole...


 
La Patria? Dio? L’Umanità? Parole

che i retori t’han fatto nauseose!...

 

E l’elenco del buon Guido Gozzano potrebbe allungarsi all’infinito, se fosse vivo al giorno d’oggi. Rendere nauseose le parole è uno sport che non passa mai di moda. Appaga l’ego senza richiedere troppo sforzo. Guarda caso, sono reduce dalla proiezione pavese di Cena tra amici, in cui un professore di sinistra e un cafone arricchito si sfidano a colpi d’arrogante vuotezza. “Io conosco il significato delle parole e il loro peso!” esplode, a un certo punto, il primo. Senza commentare questo fulgido monumento alla modestia, passiamo realmente a peso e significato di diverse parole. Quelle che vanno più di moda ora: “dignità”; “diritti umani”; “bullismo”.

            “Dignità” deriva dal latino dignitāte(m) (1), ovvero la “posizione” che qualcuno occupa all’interno della società. Indica un ruolo, comprensivo di diritti, ma anche di doveri, senza i quali non avrebbero senso i primi. Dicasi “dovere” un “incarico, incombenza”: in altre parole, qualcosa che è legato alla propria dignitas, “posizione”. Richiamare qualcuno a un’incombenza, grande o piccola, che gli è stata affidata, non contraddice la “dignità”, dunque, ma la conferma. Anche se è imbarazzante. Anche se non aggrada. Se l’affidamento di compiti e il rimprovero agli inadempienti fossero lesivi della dignità umana, bisognerebbe incarcerare tutti i maestri e i professori che redarguiscono gli allievi davanti alla classe –o anche solo davanti a se stessi.

            “Diritti umani” sono tutti i benefici/tutele che vengono riconosciuti a qualcuno in quanto membro dell’umanità. In particolare, dicasi “diritto” un “principio morale che regola i rapporti sociali […] instaurando un ordine […] la cui violazione comporta […] sanzioni certe.” (3) Sanzionare qualcuno secondo le norme concordate in una comunità, se sussiste la violazione, non è lesivo dei diritti umani. I quali sono, fondamentalmente: la vita, la libertà, la sicurezza della propria persona. (4)

Richiedere a qualcuno di imparare nomi e dati personali elementari delle persone con cui passerà 5-6 anni della propria vita non lede nessuno dei suddetti diritti. Richiedere a qualcuno di fare flessioni sulle gambe o fargli seguire un cineforum notturno nemmeno. Se qualcuno avesse da ridire in fatto di “libertà”, potrebbe benissimo parlare con le persone che gli hanno affidato i suddetti incarichi e defilarsene una volta per tutte. Sarebbe assai meglio che parlarsi alle spalle.

            Infine, “bullismo”: “Comportamento da bullo”, ovvero “Giovane arrogante, violento, losco, teppista.” (5) Niente a che vedere con le persone che impiegano tempo e pazienza per organizzare attività di gruppo fra coetanei, presentazioni dei compagni, uscite collettive con travestimenti carnevaleschi e gioco della bottiglia.

            Persone adulte e di comprovata intelligenza dovrebbero già conoscer chiaramente tutto questo. Ma pare che ci si perda sempre, fra parole, parole, parole…

 

(1)   Cfr. “Dignĭtās, -ātis”, in: Luigi Castiglioni – Scevola Mariotti, Vocabolario della lingua latina, Torino, 1966, Loescher.

(2)   Cfr. “Dovere2”, in: Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, Torino, 1966, UTET, vol. IV.

(3)   Cfr. “Diritto2”, ibidem.

(4)   Cfr. Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, art. 3: http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm

(5)   Cfr. Salvatore Battaglia, ibid., vol. II.

6 commenti:

  1. Ho trovato piacevoli le tue parole parole parole. Grazie, tornerò :)

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    1. Cara Giorgia, ti ringrazio per l'apprezzamento. :) Sarai più che mai un'ospite gradita. :D

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  2. Purtroppo oggi più che mai, nella nostra realtà dominata dai sensazionalismi dei mass-media, l'utilizzo delle parole non per il loro senso e significato, ma per l'immagine confusa che suscitano nella percezione di "senso comune" è allarmante: si veda l'abuso, oltre agli esempi da te esposti, a "giustizia", "eroe", "democrazia" etc...

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  3. bellissimo leggere le tue parole parole parole!

    (bravissima, la citazione è di Coco Chanel)

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it

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    1. Ammetto che, quando ho postato questo brano, non pensavo avrebbe avuto tanto successo... Mille grazie! :D

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