La sera del 14 marzo 2026, il Bar Simposio di Manerbio ha ospitato un concerto di Piergiorgio Cinelli. Il cantautore di Sarezzo è famoso per i suoi rifacimenti in salsa bresciana di noti brani musicali. Ha collaborato più volte col rapper dialettale Dellino Farmer.
Al Bar Simposio, ha esordito cantando "Cosa ga dai?" (= "Cosa gli danno?"): una dolceamara riflessione sulla retribuzione dei comportamenti umani. Più godereccia era "Gras l'è mèj" (= "Grasso è meglio"): inno al cibo sostanzioso, sulle note di un famoso jingle pubblicitario. Altra cover del brano era "Ga 'n somèe" (= "Gli somiglio"), riferita alla somiglianza fra Piergiorgio e il fratello Charlie.
"Budapest" di George
Ezra era stata trasformata in "Pifiù": frazione di Borgosatollo che
sembra una versione del proverbiale "Quel Paese"... ma esiste
davvero!
La commossa "The Sound of
Silence" di Simon e Garfunkel era invece diventato "El mumbulì co'l
söcher" (= "L'involtino allo spiedo con lo zucchero"): ancora
più tragica, almeno per le orecchie bresciane.
Da "Dragostea din tei",
popolare canzone degli Haiducii, era nato il più prosaico "Màja 'l
hi" (= "Mangia il maiale"): anziché chiedere amore, raccomandava
un'alimentazione sostanziosa. È più importante, giusto?
Per ribadirlo, la struggente
"Gira il mondo" di Jimmy Fontana era stata trasformata in "Gìra
'l mómbol" (= "Gira l'involtino allo spiedo").
Il pezzo successivo parlava dei
Sette Nani bresciani che ballavano il twist sulle note di "Guarda come
dondolo" di Edoardo Vianello.
Dalla collaborazione con i
Pellagra di Pavone Mella, era nata "Le nòste gnàre": una canzone
d'amore per le ragazze bresciane. Decisamente meno amorevole era la successiva,
dedicata alle danarose e sofisticate fanciulle che popolano la movida di
Piazzale Arnaldo.
Oltre alla musica, Piergiorgio
Cinelli ha proposto i suoi abituali numeri di cabaret. Protagonista assoluto
delle sue barzellette era il leggendario Mirko: "l'amico di Offlaga sempre
ubriaco". Ha raccontato anche della moglie, la freddolosa Sa...brina.
Erano ben azzeccati i giochi di parole su termini stranieri che sembravano
bresciani. Non avevano invece bisogno di particolari trucchi per essere
divertenti le espressioni caratteristiche di Lumezzane citate da Cinelli.
La serata è proseguita con "I
quadrèi" (= "I mattoni"), versione "edilizia" di
"Yesterday" dei Beatles. "Quanta lamiera" si riferiva
invece a Cuba, sulle note di "Guantanamera". "Piómba" (=
"Sbornia") rifaceva la vivace "Bomba" per avvertire dei
rischi della guida in stato di ebbrezza. Ciò non ha impedito a Cinelli di
invocare "Meno Internet e più Fernet": un invito a riscoprire piaceri
meno tecnologici e più nostrani. Parlando di nostrano, però... pare che la
giovanile tendenza al piacere di un padre di famiglia abbia causato un certo
sconquasso in una famiglia di Bagolino, secondo il nostro cantore! Meglio
"Oflàga" (= "Offlaga"), paese che ha ricordato più volte
insieme a Dellino Farmer. Collaborando con quest'ultimo, ha composto anche
"Fés" (= "Molto"), dedicato all'avverbio più amato dai
bresciani.
Omaggio a Lucio Battisti era
invece "Mé fó 'l molèta" (= "Io faccio l'arrotino"), sulle
note de "Il tempo di morire". Tanto per ricordare che a sconvolgere
davvero il cervello non è l'amore, Cinelli ha riscritto i Ricchi e Poveri con
"Sarà perché beviamo". Non è stato risparmiato dalle parodie nemmeno
Elvis Presley e non è stato dimenticato "Schìa le póce", uno dei
cavalli di battaglia di Piergiorgio. Sul palco, l'ha accompagnato per un poco
anche il sassofono di Fabiano Redolfi. Una serata di allegria genuina.
Pubblicato su Paese Mio
Manerbio, N. 226 (aprile 2026), p. 20.

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