Nel 2026, la ferrovia di Manerbio compie 160 anni. Il tratto Cremona-Olmeneta fu inaugurato nel 1863, mentre quello Brescia-Olmeneta risale infatti al 1866. Quest’ultimo comprendeva la stazione di Manerbio, sorta sul terreno della Cappellania di S. Caterina. Il primo capostazione fu Eugenio Tornello, deceduto due anni dopo, nel 1868.
Lo scopo
della ferrovia era unire Brescia alla rete ferroviaria del Piemonte. La
realizzazione dell’infrastruttura, quindi, fu un passo importante nell’unificazione
dell’Italia.
La
concessione per la costruzione e l’esercizio della linea fu affidata alla
Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. Definita come “linea a
esercizio economico”, fu inizialmente percorsa da tre coppie di corse al
giorno, tutte con trazione a vapore.
Nel
1868, la Società cedette la conduzione della linea alla SFAI, società a
capitale Rothschild, che assunse il monopolio della rete ferroviaria in Pianura
Padana. La gestione della linea Brescia-Cremona tornò però alla Società nel
1885, a seguito di una convenzione con lo Stato italiano che la rendeva
concessionaria della Rete Adriatica.
Nel 1893, fu completata la linea Parma-Brescia. Il tratto
Brescia-San Zeno divenne così comune alle due linee.
Dopo il 1905, l’esercizio della linea passo alle Ferrovie
dello Stato, come avvenne anche alle altre della Rete Adriatica. Col tempo, la
Brescia-Manerbio-Cremona iniziò ad essere servita da cinque coppie di treni
locali e da una coppia di diretti che effettuavano fermata solo a Verolanuova.
Questi ultimi furono soppressi nel 1914.
Nel 1918, per motivi legati alla Prima Guerra Mondiale,
si istituì un posto di blocco a Volta Bresciana e si costruì una bretella di
collegamento fra questa località la linea Milano-Venezia. La suddetta bretella
fu soppressa nel 1920. Rimase solo il triangolo per la giratura delle
locomotive a vapore. Negli anni ’30, fu introdotta la trazione termica.
A partire dal 1962, sulla Brescia-Manerbio-Cremona e
sulla Cremona-Fidenza, fu instradata la “Freccia della Versilia”, diretta a
Viareggio e Pisa. Inizialmente, era estiva; dal 1971, fu estesa al resto
dell’anno.
Nel 1974, si concluse l’impiego della trazione a vapore per il servizio passeggeri. Nella prima metà degli anni ’80, si procedette all’elettrificazione della linea.
Il 21 dicembre 1966, fu celebrato il centenario
dell’inaugurazione della ferrovia Brescia –Cremona. A Manerbio, l’anniversario
fu ricordato con una conferenza tenuta da Delfino Tinelli, allora direttore
didattico. Alla celebrazione, erano presenti le autorità cittadine e fu offerta
una cartolina-ricordo disegnata da Mario Tambalotti. Nel successivo mese di
gennaio 1967, seguirono altre manifestazioni, durante le quali furono discussi
i problemi dei trasporti in zona. Tra gli invitati, c’era anche l’allora
Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro. Il 29 gennaio, arrivò a Manerbio
una vaporiera simile a quella che percorse il tratto ferroviario per la prima
volta, il 15 dicembre 1866. Fu scoperta una lapide-ricordo murata all’interno
della stazione.
Oggi, i trasporti ferroviari italiani (tra ritardi e
scarsa manutenzione) sono un tasto dolente. È bene quindi riportare a galla
tanta storia, soprattutto per ricordare che le infrastrutture sono ciò che trasforma
parole come “unità”, “modernità” e “progresso” in qualcosa di più solido della
retorica.
Ringraziamo Alberto
Agosti per le sue ricerche.
Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 225 (marzo
2026), p. 10.
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