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Visualizzazione dei post da 2025

"Cadono pezzi di me": sofferenza e rinascita nei disturbi alimentari secondo Clara Tinti

Vuole sentirsi bella! Vuole fare la modella!  Quante volte si sentono frasi del genere, quando si parla di disturbi alimentari ? In realtà, hanno radici più profonde. Nascono dagli attaccamenti affettivi e dall'interiorizzazione dello sguardo altrui. Non sono neppure causati esclusivamente dalla famiglia: l'insorgenza dipende da molti fattori. Ne ha parlato la giovanissima Clara Tinti, autrice del testo autobiografico "Cadono pezzi di me" (GAM Editrice, 2025). Il volume è stato presentato al Teatro Civico "M. Bortolozzi" di Manerbio, il 22 novembre 2025. Con lei, c'erano: la dott.ssa Federica Pagani , responsabile dell'ambulatorio di neuropsichiatria infantile presso l'ASST degli Spedali Civili di Brescia; il dott. Mauro Domenico Consolati , responsabile sanitario del Centro dei disturbi del comportamento alimentare presso la Fondazione Richiedei di Gussago; don Luca Sabatti , vicario parrocchiale di Manerbio. L'incontro era stato organizza...

Il conte Ugolino e frate Alberigo tra ieri e oggi

Ormai, a Manerbio sono familiari le letture dantesche di Domenico Chiofalo , avvocato con la passione per la “Divina Commedia” e per il pianoforte. L’8 novembre 2025, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, è stato il relatore di un incontro intitolato “Il canto XXXIII dell’Inferno. Il canto del conte Ugolino e di frate Alberigo” . Ha illustrato la storia dei due personaggi, intercalando canzoni al pianoforte.              Il primo è Ugolino della Gherardesca , nobile ghibellino di Pisa. Il 10 agosto 1284, durante la battaglia della Meloria, era il secondo al comando della flotta pisana contro quella genovese. La sconfitta di Pisa in quell’occasione è famosa. Al ruolo militare di Ugolino, Chiofalo ha dedicato “La ballata dell’eroe” di Fabrizio De André e “Generale” di Francesco De Gregori. Entrambe le canzoni sono permeate da uno spirito antimilitarista che può accompagnarsi alle amare critiche di Dante verso la bellicosità dei ...

A Manerbio, il nero mostra i colori dell’essere

Dopo la mostra sul bianco, a Manerbio prosegue la serie di esposizioni dedicate ai colori . Il collettivo artistico “In Essere” è tornato al Bar Simposio con una mostra riservata al “Nero” . È rimasta aperta dal 13 novembre al 10 dicembre 2025 e ha stregato il pubblico con il mistero di questa tinta. Tutte le opere erano totalmente dipinte di nero e ciò ne amplificava sorprendentemente il significato. Luciano Baiguera , come sempre, era allo stesso tempo partecipante e coordinatore.  Pensiamo, per esempio, alla “Purificazione” di Sheila : forme disciolte in onde, interamente del colore della notte. Oppure, a “Il rifiuto” di Cristina Brognoli : da alcune bottiglie di plastica gettate via, nascevano una rosa e una croce. Era un chiaro augurio di rinnovamento ecologico e spirituale. Fabiana Brognoli aveva creato “Sotto la stessa pioggia” . Il titolo si riferisce al filo conduttore da lei scelto per le opere con cui intende partecipare alla serie di mostre sui colori: la pioggia, ...

Franco Buffoni racconta le grandi icone queer

Immagine generata con Leonardo A.I. Franco Buffoni (Gallarate, 1948) è un affermato poeta, romanziere, saggista e drammaturgo. La sua attenzione di studioso si è più volte soffermata sulle biografie dei grandi scrittori omosessuali e bisessuali. E sempre di icone queer parla, appunto, Aureole e tigri dal mondo queer (Roma 2025, Il ramo e la foglia edizioni).  Le aureole: icone queer cristiane   Cosa vuol dire questo curioso titolo? Le aureole sono quelle di Sergio e Bacco , due giovani ufficiali in servizio presso la corte romana d'Oriente all'inizio del IV secolo d.C. Erano entrambi cristiani e per questo furono martirizzati sotto Diocleziano, nel 303. Ciò che interessa principalmente a Buffoni, però, è il fatto che la Passio antiquior leggendaria dei due santi definisca Sergio " il dolce compagno e amante di Bacco " . Anche i termini usati nell'originale greco non potrebbero essere più espliciti. Il loro legame nella vita e nel martirio è ricordato dalle lo...

HeArt of Gaza: l’arte dei bambini dal cuore dell’inferno

Sotto le macerie  (Qamar Timraz, 17 anni) “HeArt of Gaza” è una mostra itinerante che espone i disegni eseguiti dai bambini che vivono a Deir Al-Balah, al centro della striscia di Gaza . Il progetto è nato da un’idea di Mohammed Timraz , un ragazzo del posto: in una tenda, ha cominciato ad accogliere regolarmente questi bimbi, per regalare loro uno spazio sereno in cui esprimersi e trovare sostegno contro gli orrori della guerra in corso. Le più grandi del gruppo, Qamar e Misk , hanno assunto la funzione di aiutanti. Grazie ai fogli e ai colori messi a disposizione dei piccoli, la tenda si è guadagnata il nome di “Tenda degli artisti” . Col tempo, è diventata anche un rifugio per gli sfollati e per chi aveva perso la casa nei bombardamenti. In uno di questi, il 30 ottobre 2023, Reema e Hammad, due degli artisti, sono morti insieme a quasi tutta la loro famiglia.              Le opere create nella Tenda sono arrivate a...

Manerbio, il Mella e i suoi ponti

Una voce importante della storia di Manerbio sono i suoi ponti sul Mella .  Verso il 1501 a.C., il letto del fiume non era ancora ben definito. Ciò rendeva la zona assai acquitrinosa. Le piene del Mella avevano però creato alte terrazze di ghiaia, pietra e sabbia. Il luogo più salubre ove insediarsi era la zona degli attuali Roncagnani , relativamente elevata. A creare il primo vero e proprio villaggio furono probabilmente gli Etruschi . Essi proseguirono il lavoro di arginamento del Mella e del Molone, già iniziato dai Liguri. Con l'arrivo dei Celti (III - I sec. a.C.) , fu presumibilmente costruito il primo ponte in legno a ovest dell'insediamento detto "Vicus Novus" (="villaggio nuovo"), oggi noto come "I No' " . Questa era l'area in cui gli Etruschi si erano spostati all'avvento dei Celti e corrispondeva approssimativamente all'area dell'oratorio e di via San Martino: poco ambita, perché più bassa e acquitrinosa. Con...

Una "green belt" per Manerbio?

La necessità di piantare nuovi alberi per riassorbire le emissioni di anidride carbonica e frenare il mutamento climatico è un argomento di urgente attualità.               Il prof. Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale e docente all’Università di Firenze, ha proposto di riconvertire in spazi verdi almeno il 20% delle superfici stradali urbane. Assai simili sono le posizioni del dott. Daniele Zanzi, agronomo ed esperto di alberi monumentali. Sarebbe auspicabile per ogni città avere una “green belt”, una “cintura verde” sottratta alla cementificazione. Questo tipo di iniziative va diffondendosi nelle città europee. Sarebbe un progetto fattibile anche a Manerbio? Sì, secondo Gabriele Pellegrini, geometra e laureato in Economia e Commercio. Lui, per lavoro, collabora abitualmente con agronomi e forestali. Ha contribuito alla realizzazione di parchi e boschetti, seguendo tecniche d’ingegneria naturalistica e per il riassetto i...

"La dolce vita" ha un fondo amaro

Chi non ha mai sentito nominare La dolce vita di Federico Fellini (1960) ? È uno di quei film proverbiali anche per i non cinefili. A molti è capitato di indossare una "dolcevita" , la maglia del protagonista. Un fotografo che sorprende le celebrità in occasioni private è un "Paparazzo" , come l'omonimo personaggio. Eppure, quanti hanno davvero guardato questa lunga pellicola fino in fondo? Essa può sorprendere.  Fonte: Collider.com "La dolce vita" è un titolo ripreso da una commedia di Arnaldo Fraccaroli. È divenuto sinonimo di lusso, divertimenti notturni, feste e avventure galanti: il mondo in cui lavora Marcello (Marcello Mastroianni), cronista mondano a Roma. Lui proviene da una zona provinciale: è evidente che è arrivato nella capitale per fare carriera e respirare un'atmosfera più viva. Si può dire che "ce l'abbia fatta", in un'Italia che inizia a dimenticare guerra, povertà e arretratezza. Però, fin da subito, la vita ap...

"Nosferatu" (2024) di Eggers: da dove viene il male?

Fonte: Posterspy.com Il Nosferatu di Robert Eggers (2024) non ha bisogno di presentazioni. È il remake di ben due capolavori omonimi, quello diretto da Friedrich W. Murnau nel 1922 e quello diretto da Werner Herzog nel 1979. Due mostri sacri, letteralmente. Eggers si è misurato con loro e (a parer nostro) ha vinto grandiosamente la sfida. Probabilmente, il motivo è che non si tratta di un mero remake. Trama e tematiche hanno una loro originalità. D'altronde, già Murnau si era discostato dal Dracula di Bram Stoker e Herzog aveva ulteriormente aggiunto del proprio. Il Nosferatu del 2024 è benedetto anche dall'incredibile fotografia di Jarin Blaschke , che ricorda i potenti chiaroscuri delle tele di Georges de La Tour. Potente è anche l'interpretazione della figura di Knock (Simon McBurney), l'analogo di Renfield: un adepto di Nosferatu quasi più terribile del maestro, nella sua ossessione divoratrice che qui lo avvicina ad Hannibal. Il fascino gotico e visionario delle am...

Ritratti lirici nel giardino comunale di Manerbio

Il cortile del Palazzo Municipale a Manerbio ha ospitato i “Ritratti lirici” : una serata di arie e duetti operistici dedicate ai personaggi più indimenticabili del melodramma.              Il concerto ha avuto luogo la sera del 19 settembre 2025. Si sono esibiti il soprano Chiara Milini e il tenore Matteo Falcier , accompagnati dal pianoforte di Edmondo Savio . I brani erano presentati dalla voce profonda di Sergio Mascherpa .             L’evento è stato aperto dai saluti del sindaco Paolo Vittorielli e dell’assessora alla Cultura Sara Barbi.             L’inizio del concerto è toccato a Esulti pur la barbara , da L’elisir d’amore (1832) di G. Donizetti. Il contadino Nemorino è innamorato della fittavola Adina, che non ricambia il suo interesse. Lo spasimante decide di comprare quello che il ciarlatano Dulcama...

Musica per tutta la vita: la Banda di Manerbio

Ogni anno, la Civica Associazione Musicale “S. Cecilia” di Manerbio invita i cittadini al suo Open Day . Nel 2025, esso ha avuto luogo il 13 settembre, presso la sede della scuola di musica “Lorenzo Manfredini”, in via Palestro 57. Le varie aule erano state dedicate alla presentazione di diversi strumenti e attività. Fra gli ottoni, c’erano la tromba, il corno, l’euphonium, il trombone, la tuba e il sassofono. Naturalmente, non mancavano né le percussioni, né il pianoforte. Dei legni, venivano presentati il fagotto, l’oboe, il flauto e il clarinetto. Completavano l’elenco il violino, la chitarra elettrica, il basso elettrico e la batteria. Per la gioia di chi ama le belle voci, erano presentati anche i corsi di canto lirico, moderno e corale.              Oltre alla ricchezza dell’offerta, stupisce l’ampiezza della fascia d’età coinvolta: “dagli 0 ai 99 anni”, in senso nemmeno troppo metaforico. I corsi sono infatti proposti...

In mostra a Manerbio tutti i colori del bianco

Il bianco è forse il colore più difficile da dipingere. Ne sapevano qualcosa gli impressionisti, quando cercavano di catturare sulla tela le tinte naturali della neve. Forse proprio per questo, come tema della nuova mostra del collettivo artistico “In Essere” , è stato scelto: “Della Natura: Il Bianco” . È stata programmata e organizzata al Bar Simposio di Manerbio dal 18 luglio al 28 settembre 2025. Le opere esposte sono dipinti e sculture, uniti dalla comune tinta candida. La sfida è proprio quella di mostrare le varie possibilità espressive del bianco.              Gigi “Bigiai” ha fatto ricorso alla materialità di numerose stringhe bianche che si stringono a formare una maglia, per creare gli “Intrecci d’anime”. Oltre che all’anima, il bianco è convenzionalmente associato alla pace: ecco dunque “Pax” di Luciano Baiguera , un quadrato di tessuto sotto cui traspaiono un quadrato più piccolo e un cerchio centrale, pariment...

Vent’anni di restauro per la pieve di Manerbio

Abbiamo già parlato dei “Pomeriggi d’arte” tenuti al MaPo , il centro ricreativo di Manerbio. Essi sono stati anche un’occasione per ricordare il grande restauro della chiesa parrocchiale , iniziato nel 1985. Le osservazioni fatte durante i lavori permisero di formulare ipotesi sulla storia dell’edificio precedente. Le tracce delle vecchie fondazioni sono scarse e mostrano un orientamento diverso rispetto a quello della pianta della costruzione attuale. Dietro l’altare, è stato ritrovato un muro medievale in laterizio, esterno alla vecchia pieve: forse, resto di una casa privata nel perimetro del perduto castello di Manerbio .              Dietro la pala settecentesca di Giambattista Pittoni rappresentante la Deposizione, sono rimaste tracce della decorazione a fresco (anche questa settecentesca) di Giambattista Zaist . Ha caratteri barocchi: dorature, modiglioni, spighe e volute. È probabile che fosse originariamente estesa...