mercoledì 21 giugno 2017

Favole al Pedibus

Il Pedibus di Manerbio è, come risaputo, un tentativo di educare giocando, con diverse attività. A partire dal 2015, 750° anno dalla nascita di Dante Alighieri, i bambini aderenti all’iniziativa si sono visti proporre anche disegni e semplici giochi riferiti alle figure di autori illustri. Il 2017 ha visto una leggera svolta, in questo senso. Non più poeti medievali come Dante, Angiolieri, Petrarca e Boccaccio, ma un salto in avanti, verso il Novecento e la letteratura per bambini. Questo Pedibus di primavera (26 aprile - 1 giugno 2017) è stato accompagnato idealmente da Gianni Rodari (1920-1980). L’attività a lui dedicata s’intitolava “Favole al Pedibus”, eco delle sue famose “Favole al telefono”. In questa raccolta, per l’appunto, s’immagina che i racconti ivi contenuti siano fiabe narrate da un padre alla sua bambina lontana, per mezzo del telefono, appunto. 
            La ragazza che se ne occupava aveva preparato un cartellone disegnato a mano, con figure che rimandavano (oltre che alla suddetta opera) a “La torta in cielo” e a “Novelle fatte a macchina”, giusto per riassumere tre titoli tratti dalla copiosa produzione di Rodari. 
            Dopo una breve introduzione, ai bambini è stata letta una delle “Favole al telefono”: “Ascensore per le stelle”. In essa, Romoletto, aiuto garzone del bar Italia (a Roma) addetto ai servizi a domicilio, prende di nascosto un ascensore proibito e si ritrova a salire verso altri pianeti, col suo bravo vassoio ancora in mano… Un buon modo di riassumere alcune tematiche care a Rodari: la vita quotidiana, l’ironia, la fantasia, la curiosità esplorativa. 
            Quando ne rimaneva il tempo, i bambini venivano invitati a una semplice staffetta: passarsi l’un l’altro un bicchierino di plastica retto in equilibrio sulla testa, a umile imitazione di Romoletto, che esplorava la galassia reggendo quattro birre e un tè ghiacciato. Poi, invece che verso pianeti sconosciuti, bisognava affrettarsi in direzione della scuola. Ma (speriamo) conservando il sapore di una favola del buongiorno.


Paese Mio Manerbio, N. 121 (giugno 2017), p. 6.

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