sabato 29 aprile 2017

Un viaggio fra dune e rocce

Palmira
La Libera Università di Manerbio, il 30 marzo 2017, ha chiuso il mese con “Un viaggio fra dune e rocce”. Al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, Claudio Baroni ha proiettato le fotografie dei propri viaggi. Grande spazio è stato dato alla geografia biblica. Baroni ha ricordato un passo evangelico (Lc 10, 30): “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…” La strada in questione è un sentiero fra rocce, in fondo al quale verdeggia la valle di Gerico. Il deserto di Giuda è caratterizzato da rocce bianche e porose impiegate nell’edilizia, in quanto materiali isolanti dal calore. Nei pressi del Mar Morto, si trova la fortezza di Masada. Nel 70 d.C., vi trovarono rifugio gli ultimi ribelli ai Romani, dopo la caduta di Gerusalemme. Nel 73 o 74 d.C., in seguito a un assedio, quasi tutti gli arroccati si suicidarono, per non cadere in mano ai vincitori. Qumran e le sue grotte, invece, sono famose per altre ragioni: già dimore degli Esseni, corrente particolarmente osservante dell’Ebraismo, sono legate al ritrovamento di rotoli contenenti testi biblici. Sul Monte Nebo (Giordania), padre Michele Piccirillo (Casanova di Carinola, 1944 – Livorno, 2008), archeologo e biblista, scoprì preziosi mosaici risalenti al VI sec. (1976). 
            Nel deserto del Negev, sorge Sde Boker, il kibbutz noto per essere stata la dimora di David Ben Gurion, primo capo del governo di Israele (Płońsk, 1886 – Sde Boker, 1973). Per il Negev, passava la Via dell’Incenso, che univa gli attuali Oman e Yemen al Mediterraneo. Lungo l’antico percorso, si trovano resti di città nabatee. Nel Negev, vi sono anche sorgive, fra cui la fonte di En Avdat. Nel Cratere di Ramon (il più grande al mondo), l’umidità della notte fa crescere la vegetazione. Le dune presentano una gran varietà di colori. A Timna, la tinta prevalente è il rosso, per la ricchezza di rame nel suolo. Il deserto di Paran, altra area del Negev, è impiegato dall’aviazione israeliana per le esercitazioni. 
Petra
            Sullo Har Karkom (“Monte di Zafferano”: per il colore delle rocce?), sono state rinvenute pietre incise con figure simili ai graffiti della Valcamonica. L’archeologo Emmanuel Anati ha identificato questa altura col biblico Monte Sinai. Per quanto l’identificazione sia dubbia, lo Har Karkom non è lontano dalla penisola del Sinai, luogo di silenzio mistico ove si trova il Monastero di Santa Caterina. È attualmente sconsigliato avventurarsi nella zona, in quanto percorsa da bande armate di fondamentalisti.
            Lo Wadi Rum, valle fluviale dal fondo rosso in Giordania meridionale, è famoso per un episodio storico: qui, T.E. Lawrence, detto “Lawrence d’Arabia” (Tremadog, 1888 – Wareham, 1935), pose la base operativa in occasione della Rivolta Araba del 1917-18 contro l’Impero ottomano, da lui attivamente promossa. In Giordania, si trova anche Petra, cimitero monumentale scavato nella roccia dai Nabatei e abbandonato dall’VIII sec. Il deserto della Siria, anello di congiunzione fra i due rami della “Mezzaluna fertile”, ospita invece l’oasi di Palmira: altro sito monumentale, famoso per la regina Zenobia (III sec. d.C.).
           
Non poteva mancare il Sahara, più vasto del Mediterraneo. Una popolazione che l’ha reso famoso sono i Tuareg, popolo senza Stato che riconosce solo le leggi tribali. I rapporti familiari sono di carattere matrilineare (ovvero, è la madre a gestire il piccolo patrimonio familiare). Del Sahara, era innamorato Charles de Foucauld (Strasburgo 1858 - Tamanrasset, Algeria, 1916): esploratore e religioso, considerava il deserto il luogo ideale per mettersi alla prova e per sperimentare una dimensione superiore alle forze umane.


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